Piana dei Mulini 6 anni dopo, tra sostenitori e traditori: il successo di Iorio, la sconfitta di Vitagliano

Belle donne. Imprenditori. Affaristi. Lacchè. Clientes. Persone che gli vogliono sinceramente bene. E ancora: famiglie, bambini, qualche passeggino che ondeggiava tra la folla. Politici amici e avversari curiosi. Oltre duemila persone presenti. Un successo per Iorio, una sconfitta per Vitagliano, che ancora una volta ha ascoltato strateghi improvvisati. Mancavano solo lui e Di Giacomo, perché Pietracupa e Patriciello erano assenti giustificati. La giunta era al completo. Sensazioni? Ci sarà un repulisti tra le file del centrodestra e una campagna acquisti tra quelle del centrosinistra. Se il Consiglio di Stato non confermerà la sentenza del Tar, Iorio avrà vita facile per altri 4 anni e mezzo. Altrimenti, sarà meglio che gli avversari – interni ed esterni – trovino una soluzione al più presto: il satrapo non vuole mollare e ha mostrato più muscoli e cervello rispetto a chiunque altro.

di Viviana Pizzi

foto_iorio_hulk1La gente ha risposto molto bene all’appello di Iorio. Oltre duemila persone hanno affollato Piana dei Mulini per tributare il proprio sostegno al presidente. Ma non è mancato chi ha fatto riferimento a qualche assente, sottolineando al presidente che quella è gente che pensa solo a sé. E Iorio: “Hanno perso l’occasione di stare insieme”.

Piana dei mulini, sei anni dopo. Il presidente della Regione Michele Iorio non ha trascurato proprio nulla. All’agriturismo di Colle d’Anchise ogni dettaglio era sapientemente studiato. Lo scenario all’esterno innanzitutto. Un prato verde che voleva comunicare apertura al popolo, al contrario dell’ambiente chiuso del 2006, quando Iorio radunò tutti i politici che lo sostenevano. Ieri invece l’incontro era diretto al popolo.

Anche l’abbigliamento era studiato. Alla giacca e cravatta dell’agosto 2006 ha contrapposto una polo blu e un pantalone normale. Vestiario adatto al clima torrido di questi giorni ma che voleva anche significare: sono uno di voi. Così il satrapo ha comunicato: ci sono ancora, voglio esserci e vi prego di essere tutti con me. Senza perdere occasione di lanciare bordate a chi non c’era. “Non ho precluso nulla a nessuno – ha detto Iorio – hanno perso un’occasione per stare insieme”.

Tra tutti spiccava l’assenza dell’assessore regionale alla Programmazione Gianfranco Vitagliano. S’è fatta sentire anche quella del segretario regionale del Pdl Ulisse Di Giacomo. Qualche beneinformato dalla platea non ha nascosto l’esistenza di problemi all’interno del partito. Ma non ha aggiunto altro.

Chi c’era alla corte di re Michele? Quasi tutte le persone che contano. Dalla sorella Rosa fino agli amministratori di tutti i Comuni espressione del centrodestra. Spiccava la delegazione termolese con a capo il sindaco Di Brino. All’appello mancava invece il primo cittadino di Campobasso Di Bartolomeo. Accanto a Iorio anche gli assessori Scasserra, Velardi, Chieffo, Di Sandro, Fusco Perrella e la parlamentare Sabrina De Camillis. Come li abbiamo notati? Tutti, senza nessuna esclusione, si sono presentati al tavolo della stampa. Quasi a voler dimostrare: eccomi io ci sono. A scanso di equivoci non sono io il traditore.

Alcuni lo hanno fatto per affetto mentre altri, forse, per non perdere i loro privilegi in caso il potere di Michele Iorio continui a essere forte. E la forza del presidente della Regione era tutta misurata in quelle oltre duemila persone che hanno affollato il prato verde di Piana dei Mulini.

Ma non c’era solo il centrodestra all’incontro con Iorio. Emilio Izzo era lì in veste di osservatore speciale. Il  Guerriero Sannita invece, confermando le previsioni, ha chiesto a Iorio di parlare. “Il mio contributo è sincero – ha sostenuto Muccio – non ho nulla da chiedere. Mi sento libero di essere qui e ci sono volentieri. Ma quello che ci tengo a dire è che ci vuole un modello di moralizzazione in questa società. Faccio un esempio: tagliate sulle diarie e sui  portaborse. Si vive bene anche con 7/8 mila euro al mese. Tagliamo quei consulenti che escono dalla porta e rientrano dalla finestra. Perché poi non possiamo riempirci la bocca dei giovani. Presidente, i giovani la rivoluzione l’hanno già fatta: se ne sono andati. E bisogna trovare un sistema per farli tornare“.

Applausi scroscianti da un pubblico, quello di centrodestra, che non è esattamente il suo.

Sulla questione traditori e rapporto con gli elettori è intervenuto l’avvocato montenerese Domenico Porfido, dirigente maximo dello Zuccherificio. Il suo parlare è sembrato quasi un’arringa da tribunale contenente un appello ad aprire gli occhi.

Presidente -ha attaccato – bisogna recuperare il  rapporto diretto coi tuoi elettori. Nell’ultimo periodo sei stanco perché provato da tanti attacchi e tradimenti. Non sempre la tua fiducia è stata ricambiata degnamente. È arrivato il momento in cui devi capire chi vuole il tuo bene e chi il suo. In casi gravi non devi aver paura di usare le maniere forti. Ci vuole la scimitarra“.

Sull’ultima frase è partito un boato di applausi della folla. Segno che la maggior parte di chi era presente alla Piana dei Mulini stava lì non solo perché fa parte del centrodestra ma anche perché vuole bene a Michele Iorio e non sopporta più quel cerchio magico di cui si è circondato. “Iorio è il nostro leader e non lo cambiamo col traditore di turno”. Piaccia o meno, questo è stato il senso della serata.

Dalla platea le voci intanto si rincorrevano. C’era qualcuno pronto a giurare che ci fossero traditori anche tra la platea. Noi però abbiamo chiesto direttamente alla folla di piana dei Mulini perché fosse presente lì. Gli amministratori comunali e provinciali hanno dichiarato che era il momento di stare tutti insieme a condividere un progetto di governo. Altri avventori, invece, non hanno nascosto le reali intenzioni: “Speriamo che alla fine si possa mangiare tanto, bene e gratis”. L

Al di là di tutto Piana dei Mulini 2.0 è stato uno spettacolo riuscito che potrebbe rilanciare l’immagine del presidente scalfita dagli errori degli ultimi mesi. Mostra un governatore della Regione vicino alla gente: il contrario di quel politico visto nel 2006, attento più ai giochi di potere che alle esigenze del cittadino. Iorio ha capito che per continuare a governare non solo deve tornare a fare il comunista e coinvolgere la gente ma deve anche cercare alleanze trasversali col centrosinistra. Ce la farà? Il tempo sarà giudice di tutto e suo arbitro.

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