PDL MOLISE/ È guerra aperta tra Vitagliano e Di Giacomo

di Pasquale Di Bello

E’ guerra aperta nel Pdl Molise. Ulisse Di Giacomo, coordinatore regionale del partito, ha chiesto di fatto la testa di Gianfranco Vitagliano. La storica delega attribuita al termolese, quella alla Programmazione, Di Giacomo vorrebbe fosse trattenuta da Iorio. Un vero atto di sfiducia che apre una faida dagli esiti imprevedibili. Sullo sfondo c’è il controllo del partito, le candidature alle politiche del 2013 e il probabile ritorno alle urne per le regionali. Intanto il primo appuntamento è alle porte: a gennaio 2012 si elegge il coordinatore provinciale di Campobasso. Sarà questa la prima battaglia che vedrà scontrarsi i due contendenti. Intanto Michele Iorio resta alla finestra, e probabilmente tratterrà la delega.

Gianfranco Vitagliano, a sinistra, e Ulisse Di Giacomo: l'un contro l'altro armati?

Precipitoso come una metropolitana, il senatore Ulisse Di Giacomo, coordinatore regionale del Pdl Molise, ha chiesto la testa di Gianfranco Vitagliano, potentissimo assessore della giunta Iorio (vecchia e nuova). Non potendolo tuttavia giustiziarlo di persona, Di Giacomo ha chiesto l’aiuto a un boia d’eccezione: Michele Iorio. Al neorieletto governatore, il coordinatore regionale del Pdl ha chiesto di trattenere la delega assessorile alla “programmazione”. Quella fondamentale e a cui si riconduce l’intera azione del governo regionale.

Il senatore di Carovilli ha capito la mala parata e ora cerca maldestramente di correre ai ripari. In gioco c’è la sua doppia poltrona: quella da senatore e quella da coordinatore regionale (quest’ultima propedeutica alla prima). Vitagliano, agli occhi del coordinatore regionale berlusconiano, ha una colpa gravissima: quella di essere il vero vincitore delle elezioni regionali del 16 e 17 ottobre scorsi. Vitagliano, forte dell’ampio consenso di voti, ora fa paura a chi come Di Giacomo nel Pdl (ma prima anche in Forza Italia) c’ha vissuto sempre di rendita. A memoria d’uomo, nessuno ricorda Di Giacomo vincitore di una qualche elezione, né da socialista, né da forzista, né da pidiellino. Se c’è uno nel centrodestra molisano che ha anticipato e convissuto col meccanismo della cooptazione, quello è lui. Nominato da Berlusconi, tanto ai vertici del partito quanto al Senato, e quindi senza aver mai dimostrato nella propria vita politica una qualche familiarità col sostantivo maschile “consenso”, Di Giacomo teme la scalata di Vitagliano al Pdl. Vitagliano, da parte sua, sa che questo è il momento giusto per ottenere il controllo del partito e di tutte le scelte future, in primis quelle per il rinnovo del Parlamento italiano, scadenzato con certezza a primavera 2013. Nel frattempo potrebbe scapparci l’intermezzo di nuove elezioni regionali, qualora fossero accolti i ricorsi provenienti dal centrosinistra e tendenti all’annullamento della consultazione dello scorso ottobre.

Carne a cuocere ce n’è tanta, questo è certo. Altrettanto certo è che nel Pdl, grazie all’improvvida iniziativa di Ulisse Di Giacomo, si è scatenata una faida che non prevede prigionieri. Quella del senatore di Carovilli, oltre ad una personale dichiarazione di guerra politica, è una vera e propria sfiducia verso l’operato di Vitagliano. Quello che fu il delfino di Girolamo La Penna è assessore alla Programmazione ormai da anni. In questo lungo periodo di tempo, nel bene e nel male, Vitagliano ha dato continuità ad una azione amministrativa di cui ha gettato le basi, tessuto le reti a sostegno (nazionali ed europee) e perseguito gli obiettivi. Nessuno, e men che meno Di Giacomo, in questi anni si è espresso in termini tanto radicali da ipotizzare una revoca della nomina. Perché di questo, sostanzialmente, si tratterebbe. Quello che farà Iorio è facilmente ipotizzabile: terrà per se la delega ma non tanto per assecondare i desiderata di Di Giacomo (che lo stesso Iorio, secondo indiscrezioni di Palazzo, vorrebbe rispedire in corsia a fare il medico) quanto per evitare che Vitagliano prenda il sopravvento anche su di lui. Una variazione sul tema potrebbe esserci solo se Iorio (e non è da escludere) decidesse di spostarsi all’Udc in vista di uno scranno parlamentare.

Gli scenari in queste ore si vanno delineando, insieme alle rispettive truppe che cominciano a posizionarsi in vista delle imminenti scadenze. Il primo appuntamento è già fissato per gennaio 2012, con l’elezione del nuovo coordinatore provinciale del Pdl Campobasso. In corsa al momento c’è solo Pierluigi Lepore, ex An, appoggiato da Di Giacomo ma non da Vitagliano che sta pensando ad un suo uomo. Alleato di Vitagliano potrebbe essere Angela Fusco che con Lepore ha una serie di conti aperti sin dai tempi di Alleanza nazionale. La Fusco, tuttavia, è una fedelissima di Iorio e quindi farà quello che le verrà chiesto dal gran capo. C’è quindi da aspettarsi di tutto, senza esclusione di colpi. Quello che è certo, è che al momento tra Di Giacomo e Vitagliano è guerra aperta. Il secondo non ha mai digerito il primo (e difficilmente potremmo dargli torto), mentre il primo si è sinora salvato per la doppia protezione fornita da Berlusconi e Iorio, un tandem al momento di anatre zoppe. Staremo a vedere. Finito Berlusconi e finito Iorio, il Pdl in Molise è finito in una ressa sgangherata da cantina.

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