OSPEDALE VENAFRO/ Le reazioni politiche: tra silenzio, vergogna e indignazione

Ho visto l’inchiesta, come se non l’ho vista. Ma non ho niente da dire. Se volete conoscere le mie riflessioni andate sul blog disandro.org . Ora sono impegnato in una riunione e non posso rispondere alle vostre domande”. Così, col silenzio, l’assessore regionale alla Sanità Filoteo Di Sandro ha commentato la nostra inchiesta sull’ospedale di Venafro. L’unica struttura della provincia di Isernia, sempre a livello sanitario, dichiarata antisismica ma abbandonata a se stessa.

di Viviana Pizzi

FILOTEO_DI_SANDRO_ASSESSORE_ALLA_SANITASia detto per inciso. Siamo andati sul blog del silenzioso assessore: in data 11 luglio, cioè proprio ieri, ha diramato un comunicato stampa sul canile abusivo di Poggio Sannita. Dell’ospedale di Venafro non c’è traccia.

Peccato, perché i lettori di Infiltrato.it avevano tutti i diritti di sapere cosa l’assessore alla Sanità intende fare nel suo settore di competenza. Per assicurare il diritto a curarsi di tutti i cittadini molisani. Chissà perché quando si toccano argomenti così scottanti la politica di governo si chiude nel mutismo generale e lascia la patata bollente in mano all’opposizione.

Che come sempre si fa carico di questioni che toccherebbero alla maggioranza di governo.

È stato l’esponente di Città Nuova di Venafro Antonio Sorbo il primo a prendere la parola. Sottolineando che si deve assolutamente intervenire per sanare queste inadeguatezze strutturali che il video realizzato da Infiltrato.it ha messo in evidenza.

È una cosa folle pensare di chiudere l’ospedale di Venafro – ha dichiarato Antonio Sorbo – il piano sanitario ha previsto dei tagli lì ma bisogna considerare una cosa essenziale. Che l’ospedale di Venafro è, in Molise, quello con la mobilità attrattiva più alta. Ossia è quello che attrae di più i pazienti provenienti da altre regioni d’Italia. Il dato relativo al 2010 parla di un 38%.”

Questo significa che 38 persone su 100 curate a Venafro arrivano soprattutto dai paesi della vicina Campania, dai comuni limitrofi di San Pietro Infine, Letino, Mignano Montelungo e tutti gli altri situati proprio intorno ai confini molisani. La media degli ospedali pubblici si attesta intorno al 17%. Sempre Sorbo ci ha riferito che il secondo ospedale molisano con mobilità attrattiva è il Caracciolo di Agnone con una percentuale del 24,8%.

antonio_sorboPiù di un terzo dei pazienti che vengono curati a Venafro non sono molisani – ha continuato Sorbo – ci chiediamo perché deve chiudere proprio il Santissimo Rosario. Quello che mi chiedo ora è dove sono finiti i fondi destinati alle opere urgenti destinati a Venafro.Bloccati dall’Asrem dal 2006”.

Benissimo: allora come utilizzare al meglio la struttura di Venafro?

L’ospedale – secondo Sorbo – deve puntare tutto sui reparti di traumatologia e ortopedia. Gli stessi per i quali i pazienti di fuori regione vengono in Molise a farsi curare. Intorno a tutto questo ci deve essere un pronto soccorso vero capace di curare anche i codici rossi. Con un chirurgo integrato che non faccia parte di un reparto di chirurgia. Rendendo quindi l’ospedale di Venafro davvero funzionale. La riconversione in Rsa non è attuabile perchè la retta è per metà a carico degli anziani che verrebbero ospitati. Ci vogliono invece laboratori e radiografie funzionanti. Ma questo però è molto lontano da quello che sta accadendo. Dove il pronto soccorso è in dismissione. Su questo punto la clinica privata Neuromed si è proposta di attivarlo a Pozzilli. La nostra proposta è invece un’altra. Mettere la clinica in grado di gestire un pronto soccorso ma che resti a Venafro all’interno dell’ospedale Santissimo Rosario. Per rimettere tutto a posto ci vuole denaro. Ma Venafro è l’unica struttura sicura a livello sismico, la più nuova. Basti pensare che per l’adeguamento verranno stanziati 61 milioni di euro a Campobasso, 17 a Isernia e 56 a Termoli”.

petraroia_michele_pd_sanitDi sanità si sta occupando in questi giorni anche il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia. Che quando ha visto il video sull’ospedale di Venafro ha reagito con indignazione: “È una vergogna”.

Anche a lui abbiamo chiesto quale potrebbe essere l’alternativa valida a quanto sta accadendo.

La sanità molisana – ha sottolineato Petraroia – deve essere innanzitutto a misura di cittadino. Non a misura del medico che deve salvaguardare il proprio posto di lavoro all’interno della stessa struttura sanitaria. Non è assolutamente pensabile che ci si debba curare in ospedali dove ti cade l’intonaco addosso. L’ospedale deve servire a curare non a mettere in pericolo i pazienti. Sono contrario alla chisura del nosocomio ma deve funzionare bene. Oggi ho scritto al ministero per chiedere conto del taglio dei posti letto che devono passare da 1347 a 1091. Voglio capire come verrà effettuato. Sono poi convinto che devono essere fatte strutture che si possano completare a vicenda e non sovrapporsi”.

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