OLIMPIADI 2012/ La Vezzali e quel marito calciatore in Molise

La portabandiera azzurra ieri ha regalato emozioni immense a un’intera nazione, recuperando 4 stoccate nel giro di pochi secondi e andando quindi a vincere il bronzo nella finalina con la coreana Nam. Quarto podio olimpico consecutivo. Una donna leggendaria. E se è vero che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna allora vale anche il contrario.

di Carlo Flai

vezzali_bojano1Il fortunato è Domenico Giugliano, professione ex calciatore, da qualche settimana allenatore in seconda dell’Ancona. Di origini avellinesi, oramai stabilmente nelle Marche – vive a Jesi, città natale della sua campionessa – Domenico ha stretto con il Molise un rapporto solido e continuo che lo ha visto iniziare e finire la carriera proprio nella piccola regione del centro sud (che non è riuscita a dare nessun atleta alla spedizione azzurra di Londra 2012).

Dopo aver esordito con la Dinamo Napoli nel lontano ’88-’89, Giugliano si è trasferito a Campobasso per cinque stagioni, la prima in C2 e le altre in serie D. E si è trovato talmente bene in terra molisana da esserci tornato ancora, per ben tre volte, nel 2007-2008 con il Nuovo Campobasso Calcio, ancora per qualche mese a cavallo tra la stagione 2008-2009 e infine nel 2010-2011 con il Bojano.

Quasi un terzo della sua lunga carriera, trenta stagioni, speso in Molise, dove “Mr. Vezzali” è ricordato come persona di carattere (“Rambo”, il soprannome) ma dal cuore d’oro e, soprattutto, dotato di un’umiltà da campione. Perché si può essere campioni anche giocando sui campetti di periferia; perché per vivere accanto a una leggenda come Valentina Vezzali e non farsi schiacciare da gelosia o invidia bisogna saper mettere da parte il proprio ego maschile; perché per “un centrocampista alla Di Biagio o alla Albertini” – come si definisce lui – non ci può essere altro che entusiasmo e felicità nell’amare “Lady Fioretto”, una sorta di Maradona della pedana.

Eppure…eppure chi porta più soldi a casa è lui, che nonostante non abbia mai calcato palcoscenici importanti riesce comunque a guadagnare meglio rispetto ad una pluriolimpionica ma di uno sport cosiddetto minore. Miracoli e stranezze del pallone nostrano.

Valentina ha potuto seguire poco le evoluzioni calcistiche del marito, impegnata com’era in allenamenti faticosi e giornalieri, ripagati  però da uno straordinario e ineguagliabile palmares: da 11 anni al primo posto nella classifica mondiale del fioretto femminile, ha vinto 10 edizioni della coppa del mondo, tre ori olimpici individuali consecutivi – cui si aggiunge il bronzo londinese e l’argento di Atlanta ‘96. L’impresa forse più grande è targata Lipsia 2005, quando ad appena quattro mesi dal parto, scese in pedana e vinse l’oro europeo come se fosse la cosa più normale del mondo.

Tra i tributi ricevuti dalla Vezzali c’è anche quello della Regione Molise, che nell’agosto 2011 ha approfittato della sua presenza turistica al Martur Resort di Termoli e l’ha premiata, cogliendo l’occasione per promuovere la scherma tra i giovani al primo Fioretto Camp organizzato dalla sua società sportiva “Scherma Vale”.

E lei, la Vale nazionale (e un po’, lasciateci sognare, anche molisana) dopo il terzo posto di ieri già si proiettava a Rio 2016, dove – chissà – potrà regalarci altre soddisfazioni. “Sono pronta a sfidare i limiti. La storia li pone, gli uomini devono superarsi per generare altri ostacoli che puntualmente verranno abbattuti. È lo sport, come la vita.”

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