MOLISE/ Sarà un Pd d’Alternativ@?

Alle volte ritornano. Molte volte non se sono mai andati. È il caso di Roberto Ruta che dopo il silenzio dei mesi invernali come un uccello, una specie in via d’estinzione, ritorna a cinguettare in questo inizio di primavera in quella riserva politica protetta quale è l’assemblea regionale del Partito Desaparecidos (Pd).

di Alessandro Corroppoli – Twitter.com/AlexCorroppoli

ruta-levaIl fondatore di Alternativ@ torna ad occupare la poltrona di Presidente del Pd dopo mesi di silenzio e di letargo forzato. Forzato dalle scoppole elettorali subite nel 2011 e dallo smacco subito da Paolo Frattura, che non ne volle sapere di entrare in Alternativ@.

Ovviamente, di questa nuova investitura, il più felice è il segretario regionale Danilo Leva, che finalmente tornerà ad avere la sua spalla ideale e poter così riformare il famoso duo della politically comedy molisana:il duo delle meraviglie altrui”.

Il ritorno di Robertino – per dovere di cronaca ricordiamo che è stata nominata nell’assemblea dello scorso 17 aprile anche Costanza Carriero in qualità di tesoriere regionale del Partito – non è avvenuto per caso, anzi potremmo dire che è stato studiato a tavolino.  Cosa c’era di meglio, ora che il centrodestra manifesta i primi segnali di crollo e in gioco c’è la governabilità della Regione Molise, che richiamare al timone di comando l’ispiratore di tante sconfitte? Senza ombra di dubbio questa è stata una mossa geniale per riequilibrare la caduta da fine impero di Michele Iorio e del centrodestra.

In fin dei conti, da quando è stato costituito, il Pd è sempre calato in consensi quando il Pdl era in caduta libera. Ed è forse per questo che anche in Molise la paura di un aumento di consensi tali da condurli al governo abbia fatto protendere i dirigenti del Pd locali a richiamare il talismano Ruta.

Ci sarebbe da sorridere, però si ha la netta sensazione che in qualche modo gli oppositori cerchino di assomigliare sempre più alla maggioranza regionale di centrodestra che affida, ad esempio, le sorti dello Zuccherificio agli stessi uomini che con le loro scelte politiche industriali l’hanno affossato, oppure lascia in mano le speranza di ricostruzione post sisma a chi dal sisma ci ha beneficiato.

Il parlamentino del Pd ha ritenuto giusto  riaffidare le sorti del proprio partito alle mani di chi in questi anni lo ha abbandonato e sminuito in consensi elettorali (la nascita di Alternativ@, nella sostanza, è stato questo). Ed allora segretario Leva è proprio sicuro che Ruta rappresenti quel suo monito pronunciato in assemblea martedì, tiriamo una linea col passato e guardiamo solo al futuro”?

Solo pochi giorni fa il senatore Ignazio Marino rilasciava questa dichiarazione:” Se non ci sarà un vero rinnovamento, questa classe dirigente sarà spazzata via”. E Danilo Leva  sembrava ripetere  le stesse parole del senatore Marino durante i suoi ultimi interventi pubblici. Eppure Ruta è l’eccezione che conferma la regola perché l’ex parlamentare non sarà nuovo ma sicuramente, dato che su di lui è ricaduta la scelta per la quale debba passare il rinnovamento della classe dirigente, sarà stato lavato con Perlana!

In questa faccenda non hanno meno colpe gli oppositori a chiacchiere del segretario e della sua ritrovata spalla politica. Immediate sono arrivate le prime loro reazioni, affidate nella fattispecie al pretoriano Maurizio Cacciavillani – Michele Petraroia per la cronaca era assente all’assemblea – il quale, così esordisce nella sua riflessione: “La rielezione a presidente del partito di Roberto Ruta è da considerarsi un’offesa all’intelligenza e alla dignità di tutti quei militanti e simpatizzanti che sono al di fuori del cerchio magico Ruta-Leva”.

Molto bene, ma ci chiediamo: perché la candidatura di Ruta è stata l’unica presentata in assemblea? Dov’era l’opposizione con le sue proposte alternative?

Questi mammut che ad ogni vigilia d’assemblea o di congresso sembrano sempre pronti a fare battaglie e a non fare prigionieri, poi, come sempre, riescono a trovare una soluzione ai loro problemi interni, una sicura candidatura regionale piuttosto che provinciale o comunale, a discapito di tanti giovani costretti a subire il potere dei loro capi senza possibilità vera di apprendere e di sfidare ad armi pari la battaglia delle consultazioni.

Ed allora il Pd che sta sbocciando sarà un Pd d’Alternativ@ o la solita minestra riscaldata?

Lo Zuccherificio è prossimo al fallimento. Si spera in una proroga temporale che dia la possibilità all’azienda di effettuare la campagna stagionale per fare cassa e saldare qualche debito.

Anche il Pd è prossimo al fallimento, ma di proroghe non ne avrà. La sua prima e ultima udienza  pre-fallimentare segna la data dell’8 maggio 2012. Se in quel caso non avrà fatto cassa (voti necessari per vincere le consultazioni comunali di Isernia)  l’attuale dirigenza, tutta la dirigenza avrà il coraggio di alzare bandiera bianca e arrendersi di fronte all’ennesima sconfitta?

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