MOLISE/ “Unire il centrosinistra”: alle porte di un nuovo modo di fare politica

di Alessandro Corroppoli

Se non fossimo nel paese che siamo, ovvero quello che il 16 ottobre ha eletto in modo inattendibile per la terza volta il governatore commissario indagato Michele Iorio e visto al minimo storico tutti i partiti del centrosinistra, l’appuntamento creato realizzato e celebrato venerdì 13 dal Gruppo Facebook Unire Il Centrosinistra “Parliamone Prima – Manovra Finanziaria” sarebbe stato preso d’assalto non solo dai consiglieri regionali d’opposizione ma anche dai tanti amministratori locali che fanno riferimento a quest’area politica. Ed invece dato che viviamo nel paese di Re Solello Iorio dove non tramonta mai un’inchiesta  a suo carico  i tanti che si definiscono a vario titolo anti-regime per non vedere ammainata la loro bandiera autoreferenziale ancora una volta hanno dato buca o meglio sono risultati assenti. Assenze che si son fatte sentire ma che allo stesso tempo hanno segnato  uno spartiacque tra il vecchio e il nuovo tra la voglia di condividere dubbi idee e perplessità contro autoreferenzialità spicciola e demagogica. Ed allora si pone una riflessione interrogativa:unire il centrosinistra? Parliamone prima.

UNIRE_IL_CENTROSINISTRA_politica_moliseProprio mentre il centrodestra molisano per risolvere le beghe interne ricorre alle primarie, strumento tanto irriso in passato ma che ora sembra essere diventato la bacchetta magica della democrazia, il centrosinistra o meglio una parte di esso ha perso ancora una volta la possibilità di ascoltare il suo popolo riunitosi per l’occasione presso i locali dell’Incubatore Sociale di via Monsignor Bologna a Campobasso per discutere di finanziaria.

L’evento “Parliamone Prima – Manovra Finanziaria” è stato promosso dagli amministratori del gruppo facebook “Unire Il Centrosinistra” i quali già in un recente passato sono stati protagonisti di iniziative volte al coinvolgimento e al confronto tra eletti ed elettori.

Anche questa volta il popolo del centrosinistra è accorso numeroso per confrontarsi e proporre idee diverse alla manovra finanziaria proposta dalla maggioranza indagados di centrodestra. Ma soprattutto è accorso per sentir parlare i propri rappresentati.

Speranza quest’ultima andata delusa perché, se si escludono Paolo Frattura e Carmelo Parpiglia, in rappresentanza dell’Italia dei Valori, e l’apparizione/sparizione di Gennaro Chierchia (Psi) che da consigliere tornello della passata legislatura si è trasformato in San Chierchia protettore dei garofani in questa, tutti gli altri – a partire dai più votati Massimo Romano e Michele Petraroia per finire a Filippo Monaco e Salvatore Ciocca, passando per Felice di Donato e Danilo Leva – erano tutti inesorabilmente assenti. A questi vanno aggiunti anche i cosiddetti contestatori del centrosinistra, ovvero l’ex presidente della provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, e il senatore Giuseppe Astore i quali son tanto bravi a sottolineare ciò che non va ma son altrettanto bravi a rifugiarsi nell’assenza programmata quando c’è da confrontarsi apertamente.

Ovviamente se le assenze in qualche modo si son fatte sentire le presenze non sono state da meno, anzi. Una platea che ha visto la partecipazione delle parti sociali, degli operatori dell’informazione, della sanità, degli amministratori locali e di tanti semplici cittadini. Ad aprire le danze, dopo il discorso di introduzione di Franco Di Biase, è stata Lucia Merlo della Cgil Molise la quale ha sottolineato come i dati dell’occupazione e della disoccupazione regionale presenti nei documenti finanziari regionali non siano veritieri: il tasso di occupazione regionale è del 45% e non del 56% mentre quello relativo alla disoccupazione è del 10.5% e non del 8.5% a cui si aggiunge il dato sulla disoccupazione giovanile che supera la media nazionale. Oltre il 30% in regione contro il 29% nazionale. Ed infine bacchetta il Presidente Iorio in merito al rapporto che egli ha con le parti sociali:“Basta col dialogo come sinonimo di dettato, occorre tornare (o meglio iniziare) una concertazione vera reale tra tutti i soggetti in campo”.

Poi è il turno del dottor Lucio Pastore il quale illustra alla platea, tra cui spicca la sagoma di Antonio Federico del Movimento 5 Stelle, i problemi inerenti alla sanità regionale e più marcatamente quelli relativi agli ospedali della provincia Pentra. A dargli manforte è Antonio Sorbo, nella duplice veste di giornalista e amministratore locale. Quest’ultimo mette a disposizione dei pervenuti informazioni ai più sconosciuti, come ad esempio quella relativa ad una possibile acquisizione dell’ospedale SS. Rosario di Venafro da parte di Neuromed (struttura sanitaria privata) di proprietà dell’europarlamentare del Pdl Aldo Patriciello, cognato del Presidente del Consiglio Regionale, alias Mario Pietracupa.

Ma non vanno dimenticati neanche gli interventi di Alfonso Mainelli, il quale cerca di rimarcare la sua distanza d’impostazione e provenienza politica con Paolo Frattura, e quella di Augusto Massa che preso dal suo parlare indirettamente pronuncia un mea culpa fantastico: “…abbiamo perso il treno dello sviluppo parecchi anni fa quando c’erano risorse”. Ecco, parecchi anni fa, il buon Augusto era il Cesare della politica molisana. A buon intenditore poche parole.

La discussione si è sviluppata con diversi interventi dalla platea fino a quando a concludere è intervenuto Paolo Frattura. Il leader della coalizione ha sottolineato come solo il confronto, anche aspro, e la condivisione d’intenti e di progettualità tra tutti i soggetti del centrosinistra potrà portare ad un’unità d’azione che travalichi la mera sommatoria di simboli per sfociare nell’entusiasmo e nella voglia di partecipazione dei cittadini.

Sono proprio le parole conclusive di Paolo Frattura che segnano in qualche modo la differenza tra un centrosinistra istituzionale e quello reale, un centrosinistra chiuso nelle roccaforti dei partiti ed uno aperto alla società.

Ed eccoci allora a dover porre una riflessione interrogativa. Unire il Centrosinistra? Prima parliamone, perché con ogni probabilità sta nascendo un nuovo centrosinistra lontano anni luce da vecchi giochi di potere e di partito.

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