MOLISE/ Operazione Trasparenza: nel giro delle consulenze regionali spuntano altri parenti di…

Quante volte abbiamo sentito sbandierare ai quattro venti parole e slogan come “ ci vuole trasparenza nelle cose!!” oppure “ vogliamo un ricambio generazionale!!” e così via .Ma finita la campagna elettorale, terminata la conta delle schede, ufficializzato il vincitore si torna a chiudere un occhio su tutto e a rimangiarsi gli slogan detti. Ma noi, ignari cittadini, continuiamo a chiederci  che fine hanno fatto quei slogan?

di Alessandro Corroppoli – Twitter.com/AlexCorroppoli

MOLISE_OPERAZIONE_TRASPARENZA“L’Operazione Trasparenza è stata avviata nel giugno del 2008 attraverso la pubblicazione dei dati dirigenziali e degli incarichi in atto presso il Ministero della Pubblica Amministrazione e Innovazione con gli obiettivi di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e miglioramento dell’efficienza e della trasparenza, intesa come accessibilità totale alle informazioni. Con la legge n. 69 del 18 giugno 2009 (“Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile“) tale obbligo è stato esteso a tutte le pubbliche amministrazioni del territorio nazionale.  Nello specifico, ogni amministrazione è tenuta a comunicare e pubblicare on-line, attraverso i propri sit internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) e i tassi di assenza e di presenza del personale, aggregati per ciascun ufficio dirigenziale (art. 21, comma 1 Legge n. 69 del 18 giugno 2009)”. Così recita l’home page regionale sotto il link ‘Trasparenza, valutazione e merito’. Noi vogliamo credere a quanto scritto, ci mancherebbe. Però non tutte le angurie, per quanto belle esteticamente, sono rosse e succose.

Proprio ieri abbiamo pubblicato le vicende del Consigliere del Presidente, Francesco Cocco, il quale – scusate il gioco di parole – sembra essere davvero il cocco del Presidente. Infatti proprio il governatore Iorio ha rinnovato il contratto al consulente, con una determina presidenziale, garantendo allo stesso un altro anno di lavoro alla modica cifra di 45 mila euro.

Oggi il nostro viaggio, all’interno della trasparenza della pubblica amministrazione regionale, prosegue  andando a sfogliare l’album di famiglia di due importanti figure politiche regionali.

Il primo è l’ex assessore regionale Adelmo Berardo. Il secondo è Alberto Tramontano assessore alla provincia di Campobasso e consigliere di maggioranza nel comune capoluogo.

All’ex presidente del Campobasso Calcio, Berardo, è legata la figura di sua figlia, Ivana Berardo, la quale nella scorsa legislatura, quella in cui il papà era amministratore regionale, è riuscita a strappare un contratto regionale lordo pari a 72 mila euro annui. Infatti la Berardo è stata assunta con una  Determinazione del Direttore Generale – n° 47 – 17/02/2011.  La signorina svolge lavori di  assistenza tecnica e supporto operativo nell’ambito del POR Molise FSE 2007/2013 € 72.000 durata incarico, comprensivo di tutti gli oneri anche a carico dell’Ente dal 01/03/2011 al 28/02/2014.

Invece per quanto concerne il pluripoltronato Alberto Tramontano abbiamo il fratello Gianluca il quale si ritrova  anch’esso assunto tramite una Determina del Direttore Generale – n° 121 – 30/09/2011 Assistenza Tecnica sui programmi comunitari e nazionali 2007-2013 € 20.000 compenso lordo annuo dal 03/10/2011 al 02/10/2014.

Ovviamente nessuno vuole mettere in discussione le capacità professionali dei due consulenti regionali ma semplicemente evidenziare come ancora una volta quando c’è qualcosa di poco ortodosso nessuna sa mai niente.

Ciò che sconvolge maggiormente però, ciò che infastidisce molto il cittadino, è il modo in cui quest’ultimi vengo presi per i fondelli è ciò che simili episodi fanno emergere: ovvero la mancanza totale di controllo sugli organi interni della Pubblica amministrazione e della sua gestione. Chi dovrebbe occuparsene? Chi dovrebbe denunciare assunzioni regionali quantomeno sospette? L’opposizione.

Ed allora delle due l’una: o chi sa tace non denunciando nulla oppure davvero tutto avviene all’insaputa di tutti. Ed è questa seconda ipotesi che lascia ancora più perplessi perché davvero chi dovrebbe ringhiare su tali episodi al massimo miagola di compassione.

E a questo punto ci si deve porre una domanda molto semplice: come possono questi signori proposi per guidare il futuro della Regione Molise, risolverne i problemi, trasformarli in successi comuni quando non si è nemmeno capaci di risolvere quelli presenti in casa propria?

Le parole gli slogan non bastano più. Bisogna passare ai fatti.

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