Molise nel caos: accordi, alleanze, inciuci. E ineleggibilità

Per la Regione si avvicinano le elezioni. Cosa fanno i politici molisani – da Ruta a Romano, da Scarabeo a Pietracupa? E i due galletti, Patriciello e Iorio?

ALDO_PATRICIELLO_MICHELE_IORIOUn marasma generale. L’avvicinarsi delle elezioni regionali sembra far poco bene ai politici molisani, tutti intenti chi a stabilire alleanze, chi ad uscire dai partiti per entrare in altri, chi a giungere ad accordicchi più o meno ufficiali. Insomma, un caos che, molto spesso, lascia il cittadino con le spalle al muro.

Infiltrato.it cercherà di chiarire quanto sta accadendo e quanto poi accadrà nei prossimi giorni (a destra come a sinistra) con la solita libertà ed indipendenza di cui, per fortuna, godiamo.

La confusione, infatti, regna sovrana di questi tempi. A iniziare da “L’Alternativ@” di Roberto Ruta. Il 16 Aprile 2008 l’ex Margherita aveva dichiarato: “Lascio un partito radicato sul territorio (il Pd, ndr) con centinaia di amministratori locali, dirigenti e migliaia di iscritti e militanti. Ho realizzato il sogno della mia vita, quello di fare politica ai massimi livelli. Oggi prendo atto della sconfitta e mi faccio da parte“.

Quali sconfitte? Due nel giro di soli 18 mesi: la prima alle regionali contro Michele Iorio; la seconda alle politiche, quando non ottenne il seggio in Parlamento, strappatogli dall’Italia dei Valori. Passano due anni e Ruta cambia di netto idea e lo ritroviamo ancora sulla scena politica regionale con un nuovo movimento, appunto L’Alternativ@, sul quale Ruta è stato molto cauto a svelare indiscrezioni: se ne parlerà ufficialmente soltanto oggi presso la Sala congressi dell’hotel “Le Cupolette” di Vinchiaturo . Lì Roberto Ruta presenterà questo suo progetto, costituito lo scorso mese di giugno “assecondando – precisa l’ex deputato della Margherita – le sollecitazioni di donne e uomini impegnati a vari livelli nella realtà molisana”.

E intanto la campagna acquisti prosegue e i pezzi sono da novanta. A cominciare da Massimo Romano, che sembra aver aderito al progetto, anche se con il malcontento di alcuni suoi sostenitori che lo accusano di una ambiguità di fondo..

Sono rimasto stupefatto assistendo a quella conferenza stampa di Massimo Romano in cui annunciava la partecipazione di Costruire Democrazia a ‘L’Alternativ@’, la nuova creatura politica sicuramente più funzionale allo Iorismo, tanto combattuto da Romano, che dai Molisani”, ci rivela Luca Garofalo, coordinatore giovani “La Base Molise”. “L’Alternativ@ è un non-programma molto elitario e autoreferenziale e il fatto che Romano lo accrediti non può che preoccuparmi. Perché invece non crea una vera alternativa programmatica insieme all’IDV, al PD e alla sinistra?”. Legittima domanda.

E poi Massimiliano Scarabeo. L’uomo che rappresenta il “Partito della Nazione” a livello regionale, infatti, ha scaricato Michele Iorio. Vento di tempesta tra i due, d’altronde, già c’era stato agli inizi del luglio scorso, durante il voto sull’assestamento di bilancio. E poi ecco la conferenza stampa del 2 settembre: “Il Governo Regionale ha violato un contratto nei confronti di tutta la nostra gente“.

E già in questa circostanza c’erano state da parte dell’ex Consigliere di maggioranza parole di stima nei confronti de”L’Alternativ@” (di cui, d’altronde, lo stesso Scarabeo ha rivelato di essere uno dei fondatori), perché questo è un progetto che va “al di là delle vetuste ideologie, scardinando il sistema bipolare“. In linea, in pratica, con quello che è l’impianto centrista anti-bipolare.

E il Pd? Dopo l’adesione di Costruire Democrazia e del Partito della Nazione c’è chi mormora che anche Danilo Leva stia facendo di tutto per aderire al progetto di Roberto Ruta (Ruta che appoggiò la candidatura di Leva stesso alla segreteria del Pd), anche se al momento il segretario regionale si è smarcato da qualsiasi insinuazione. Ma intanto pare che all’interno del partito i malumori crescano proprio per via della minaccia “Ruta” che certamente sposterebbe l’asse politico verso il centro, scontentando, in questo modo, tutto quell’elettorato di sinistra che rimarrebbe senza partito traino. Non è un caso, infatti, che in questo periodo gli appelli si susseguono: da Gianni Montesano, il quale ha affermato che “c’è bisogno di sinistra” in Molise; a Mauro Natalini, il quale ha sottolineato innanzitutto la necessità di ricompattare il centro-sinistra, perché L’Alternativ@, a detta dell’esponente di Sinistra e Libertà, può dare “un contributo utile“, ma non “risolutivo“.

Fino a Domenico Di Lisa che, nella sua lettera, ha mostrato il suo parere contrario ad alleanze innaturali (o che dovrebbero essere tali): “non è sufficiente la chiamata alle armi contro Michele Iorio, magari allettando e blandendo proprio coloro che, nel passato recente e meno recente, non hanno avuto alcuna remora a salire sul carro del vincitore“. Stiamo a guardare, allora, alle prossime vicende, a iniziare dall’incontro di oggi a Vinchiaturo.

E invece cosa sta accadendo dall’altra parte? Nel Pdl regionale, sebbene il Molise sia considerato da sempre una “roccaforte“, nessuno pare dormire sonni tranquilli. A iniziare dallo stesso Michele Iorio. In piena estate abbiamo assistito alle accuse mosse da Aldo Patriciello (“Il governo regionale in questi anni ha accentuato la presenza del pubblico nell’economia locale in modo anomalo“), a cui ha replicato il fido Ulisse Di Giacomo (e da qui, come sappiamo, è nata tra i due una querelle dai tratti tragicomici: accuse reciproche che hanno mostrato i limiti di entrambi).

Ma in realtà lo scontro tra i due big del Pdl, Iorio e Patriciello, è datato: già dopo i 100 mila voti e più ottenuti alle Europee, l’imprenditore venafrano aveva cominciato a fare la voce grossa, sottolineando la mala amministrazione regionale. Iorio, di tutta risposta, elesse un nuovo Presidente del Consiglio Regionale (Michele Picciano), estromettendo, così, Mario Pietracupa, cognato di Patriciello.

E rimaniamo su Mario Pietracupa. Infatti, dopo il già ricordato Scarabeo, è stato proprio il cognato di Patriciello a dare ulteriori grattacapi al Governatore. In questi giorni, infatti, sono stati i centristi dell’Adc a scaricare il Presidente del Molise, denunciando “il sistema clientelare che Iorio rappresenta“. I ben informati non escludono la possibilità che quest’allontanamento di Pietracupa sia dovuto alla potenziale candidatura di Aldo Patriciello (con il quale Pietracupa condivide non solo una parentela, ma anche una condanna in primo grado ad un anno e sei mesi per abuso d’ufficio. Certe questioni è bene sempre tenerle a mente). E Iorio? Ha dichiarato la sua “più totale soddisfazione per aver ‘perso’ compagni di viaggio che non ritengo certamente all’altezza di un impegno in linea con i miei valori e la mia formazione politica“. Difficile credergli.

Insomma, il caos è alto: chi entra, chi esce, chi si lamenta, chi giunge ad accordicchi, chi fa le scarpe. Vedremo anche qui come andrà a finire, anche se pare quasi scontata la ricandidatura di Michele Iorio.

A questo punto, però, chiudiamo sollevando una questione. Se Iorio fosse rieletto si arriverebbe al suo terzo mandato. Ma analizziamo cosa dice l’articolo 2 della legge n. 125 del 2 luglio 2004: “Le regioni disciplinano con legge i casi di ineleggibilità“. Dopodiché sono elencati i “principi fondamentali” per i quali si cadrebbe in ineleggibilità. L’ultimo di questi, il sesto, ci riguarda da vicino: “Previsione della non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale eletto a suffragio universale e diretto, sulla base della normativa regionale adottata in materia“. Insomma, stando a questa legge, Michele Iorio sarebbe ineleggibile. Ma intanto il suo nome continua a circolare. E vuoi vedere che alla fine davvero lo ricandidano?

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