MOLISE/ Le Primarie come punto di partenza e non di arrivo.

Dopo l’eclatante risultato di Pisapia a Milano, risultato che nasce anche e soprattutto dal passaggio attraverso le primarie, questo strumento di democrazia partecipativa viene rivalutato anche da quella sinistra che ha dimenticato di usarlo, vedi il caso molisano. Le primarie come punto di partenza e non di arrivo, un concetto su cui riflettere per evitare ulteriori figuracce nelle regionali di Novembre prossimo. E i rumours politici raccontano che a Settembre ci saranno le primarie molisane…

di Alessandro Corroppoli

Navicella_in_partenzaUna delle prime dichiarazioni di Micaela Fanelli subito dopo il voto è stata:”Bisogna fare le primarie per trovare l’unità e per individuare il candidato da opporre a Michele Iorio nelle prossime consultazioni di Novembre.”

Molto probabilmente tali dichiarazioni nascono  sulla scia degli ottimi risultati ottenuti dal centrosinistra a livello nazionale e, molto probabilmente, perché il centrosinistra, il popolo di sinistra, chiedeva le primarie anche per la regione Molise.

C’è da dire che tali dichiarazioni fanno a pugni con la scelta stessa della Fanelli come candidato Presidente, ma sappiamo anche che i Generali, senza esercito, Ruta e Leva e i loro sottoposti Natalini, Romano, Miniscalco son facili a cambiar idea al sorgere di ogni sole.

Ora, che la Fanelli si esponga per le primarie è un fatto positivo, così come la disponibilità di Nicola D’Ascanio e degli autoconvocati, tanto che alcune indiscrezioni ci riferiscono che lo stato maggiore del Pd abbia già dato mandato in tal senso per la prima settimana di settembre, sempre che non si canditi Antonio Di Pietro, il Papa nostrano.

Ma i molisani hanno bisogno di stendere un tappeto rosso al Di Pietro nazionale oppure hanno bisogno di creder in un progetto complessivo di società, tralasciando per un attimo la mera contestazione al governatore regionale?

Ma soprattutto  è importante che le regole per le eventuali primarie non siano scritte dai partiti ma dalla gente comune, dove i cittadini diventino protagonisti e candidati, perché tutti possano riconoscersi in un progetto che parta dal basso  e possa formare la base essenziale su cui ricostruire un nuovo centrosinistra.

Le primarie vanno viste come uno strumento e non come un contentino che i partiti danno alla società civile. Le primarie devono essere la base di partenza e non di arrivo del nuovo progetto di società che si va ad opporre a quello disastroso e clientelare del centrodestra. Servono le primarie vere e non quelle dei bei faccioni. Di quelle non se ne sente la necessità.

 

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