MOLISE/ Il Terzo Polo? Un delitto perfetto. Ma attenti al maggiordomo…

di Alessandro Corroppoli

La situazione di caos che regna nella maggioranza governativa nazionale – dilaniata sia dalle fronde interne al Pdl che dai mal di pancia della base leghista – sotto vesti simili si è riversata in Molise. Dove il Terzo Polo si è squagliato al sole e i suoi uomini si sono divisi. Un po’ di qua e un po’ di là. Sulla scheda elettorale mancherà il simbolo del partito finiano: come si è arrivati a questo punto? Quali le prospettive?

maggiordomoGli ultimi giorni che hanno preceduto l’inizio della campagna elettorale, che coincide con la consegna delle candidature in Prefettura, sono state tutte concentrate sul destino e sulle scelte di Quintino Pallante e del suo partito di riferimento, Futuro e Libertà.

Come un fulmine a ciel sereno lo scorso mercoledì sera, durante l’inaugurazione della sede elettorale di Paolo Di Laura Frattura, si sparge la voce secondo cui il partito di Gianfranco Fini, Futuro e Libertà, si sarebbe accordato con il centrosinistra e sosterrebbe la corsa del Presidente di Unioncamere verso la poltrona di Palazzo Magno. Pressappoco negli stessi minuti veniva dato alle stampe un comunicato appello del candidato Presidente del centrosinistra, nel quale invitava Fli, Udc e Api a fare una scelta di campo e – in particolare – approfittando della spaccatura in seno al partito, invitava i sostenitori e i dirigenti di Futuro e Libertà ad abbandonare ufficialmente il centrodestra (e Michele Iorio…) e seguire l’esempio dei tanti che già lo avevano fatto.

Le ore a seguire saranno tutte incentrate a creare da un parte confusione e spaccature, nel centrosinistra, mentre dall’altra si minimizzava la frattura diffondendo notizie fuorvianti.

Ma cosa è successo davvero in quelle ore? Come e perché si arrivati alla scomparsa di Fli dalla scheda elettorale?

Il tutto ha inizio con i mal di pancia degli ex consiglieri regionali di maggioranza Gennaro Chierchia e Tony Incollingo, che a più riprese denunciano l’immoralità del Governatore, lo stesso con cui fino a qualche minuto prima andavano a braccetto. Addirittura il consigliere tornello, Chierchia, dichiara:”Stiamo lavorando contro Iorio”, mentre Incollingo, forte delle scelte nazionali del suo leader Gianfranco Fini in materia di alleanze, cerca di porre all’attenzione dei suoi colleghi di partito l’anomalia molisana.

Più volte nei mesi scorsi si è tentato di coinvolgere l’Udc per formare e costruire il Terzo Polo ma i Casini boys, usufruendo del gioco delle due poltrone, di democristiana memoria, hanno deciso di rimanere fedeli al loro premier locale.

Ma ormai in Fli la spaccatura è aperta: da una parte Pallante e Italo Bocchino dall’altra Fini, Granata, Incollingo e tanti altri. Il tira è molla continua per settimane fino a quando una decina di giorni fa sembra esserci la svolta decisiva.

Quasi come fossero dei carbonari della prima ora si ritrovano seduti attorno allo stesso tavolo, oltre ai fedelissimi di Gianfranco Fini, Adelmo Berardo, i consiglieri comunali del capoluogo di regione di Molise Civile e Antonio Chieffo. Sembrano esserci tutte le carte in regola per creare un Terzo Polo di dimensioni più piccole, a cui si andrebbero ad aggiungere le forze basso molisane di Antonio Di Rocco e Remo Di Giandomenico.

L’idea è quella di creare un raggruppamento politico di centro, non tanto per far vincere Paolo Di Laura Frattura ma piuttosto per far perdere Michele Iorio, Gianfranco Vitagliano e Ulisse Di Giacomo.

Capolista e candidato Presidente doveva essere Antonio Chieffo, che nonostante la sua nuova ennesima casacca politica, Grande Sud, sembrava vedere con buon occhio questa avventura. Tutto è precipitato allorquando dal basso Molise sono arrivati segnali non incoraggianti e soprattutto l’altro uomo forte del gruppo, Adelmo Berardo, ha iniziato a mostrare segnali d’insofferenza.

La sfida si svolgeva sul filo di lana e non avendo più l’appoggio di tali personalità anche lo stesso Chieffo ha fatto un passo indietro, conscio di una quasi scontata rielezione in virtù della sua forza elettorale e della poca concorrenza all’interno del nuovo partito.

Ed allora la sfida di Fli si è trasformata dalla costruzione di un terzo Polo – o se volete di un polo anti Iorio – ad una sfida congressuale. L’obiettivo era quello di togliere la paternità di delega politica a Quintino Pallante in merito alle decisioni di partito e in particolar modo nell’utilizzo di simbolo e, successivamente, coinvolgere tutti gli attori di cui prima a svolgere comunque un ruolo attivo per le prossime consultazioni.

Nel primo caso i Granata molisani ci sono riusciti: Quintino Pallante sarà sì nel listino di Iorio, con grosso dispiacere per chi già da giorni lo dava in quello di centrosinistra nella speranza di rompere la coalizione, ma senza simbolo e soprattutto senza partito.

Nel secondo caso gli uomini di Fli non solo cercheranno di far votare i loro uomini dove è possibile ma soprattutto di avviare quella campagna di voto disgiunto a discapito del centrodestra che, stando ai rumors, sarà molto diffuso se non decisivo.

Ma tutto ciò è costato tanto a Gianfranco Fini, il quale come tanti altri leader nazionali guarderà al Molise in maniera particolare, perché nella terra di Francesco Jovine si correrà una gara molto più importante del semplice rinnovo di un consiglio regionale: si giocherà la credibilità del Governo Berlusconi e della sua manovra economica e non essere presenti sulla scheda elettorale è una sconfitta in partenza a meno che….

 

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