MOLISE/ Il Governo Berlusconi contro Iorio:”Quella legge è incostituzionale”

Quale? La legge del 1 febbraio 2011, “che prevede ai fini del rilascio e della convalida annuale del tesserino di idoneità per la raccolta dei tartufi, unitamente a diverse tasse di concessione, un contributo annuale per gli interventi di sistemabilità ambientale, chiamato contributo di solidarietà.” E invece altro che solidarietà: secondo il Governo i vertici regionali non farebbero altro che mettere mano nelle tasche dei molisani, in maniera illegittima e incostituzionale. Siamo alle solite…

di Enrico De Mita – IlSole24Ore.it

berlusconi_mitraIl Governo ha impugnato davanti alla Corte costituzionale due leggi, una della provincia di Trento e l’altra della regione Molise, la prima per aver disposto detrazioni e deduzioni in materia di Irap, la seconda per aver previsto un contributo di solidarietà, “un balzello” non previsto in altre pari del territorio nazionale.

Il tema comune sono i limiti del potere legislativo degli enti locali in materia tributaria, che appartiene alla competenza esclusiva dello Stato. La legge trentina si fonda sul Dpr 670/1972 (testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige) che all’articolo 1 bis prevede: «Le province relativamente ai tributi per i quali lo Stato ne prevede la possibilità, possono in ogni caso modificare le aliquote e prevedere esenzioni, detrazioni e deduzioni purchè nei limiti delle aliquote superiori definite dalla legge statale».

È necessario dunque che la legge statale, che disciplina l’Irap, autorizzi la possibilità di modificare aliquote, esenzioni, deduzioni e detrazioni; ma tale possibilità non è prevista per l’Irap, in quanto l’articolo 16 del Dlgs 446/1997 (istitutivo dell’Irap) si limita a stabilire che le regioni hanno la facoltà di variare le aliquote fino ad un massimo di un punto percentuale.

Né vale, per il governo, il limite posto dalla disposizione censurata: «La detrazione non può in ogni caso superare, se cumulata con altre detrazioni, l’aliquota Irap spettante nel periodo d’imposta, un’agevolazione Irap complessiva superiore a 0,92 punti percentuali del valore della produzione netta realizzata nel territorio provinciale». Malgrado questo limite deve essere esclusa, dice il governo, la possibilità di incidere sui meccanismi applicativi del tributo diversi dalla mera variazione dell’aliquota.

Questo principio risponde ad esigenze di semplificazione nazionale. Se può ammettersi che un tributo statale possa avere aliquote diverse nelle diverse regioni, ben altre complicazioni deriverebbero dalla possibilità che ogni regione intervenga con detrazioni, deduzioni e altro. La provincia di Trento sbaglia quando ritiene che l’aliquota Irap valga unicamente come limite globale quantitativo, consentendo così all’interno di tale limite una qualsiasi rimodulazione del tributo.

Il Governo invoca a suo favore la sentenza della Consulta 357/2010 che sottolinea che l’articolo 1 bis va interpretato nel senso che ai fini della introduzione di una detrazione si richiede una legge dello Stato che consenta una manovra sulle aliquote, sulle agevolazioni e sulle detrazioni. E il ricorso del governo sottolinea «ne preveda la possibilità».

In conclusione, la disposizione impugnata, dice il ricorso del governo, nel prevedere la possibilità di concedere una detrazione d’imposta ad una particolare categoria di contribuenti, nonostante l’articolo 16 si limiti a concedere solo la possibilità di variazione dell’aliquota, eccede la competenza statutaria provinciale di cui agli articoli 8 e 9 dello Statuto e si pone in contrasto con l’articolo 117, comma 2, lettera e, della Costituzione in materia di sistema tributario.

Con altro ricorso il governo ha impugnato davanti alla Corte la legge del Molise 1 febbraio 2011, n. 3 articolo 1, lettere a) e), comma 41, lettera o) che prevede ai fini del rilascio e della convalida annuale del tesserino di idoneità per la raccolta dei tartufi, unitamente a diverse tasse di concessione, un contributo annuale per gli interventi di sistemabilità ambientale, chiamato “contributo di solidarietà”.

Tale contributo, per il governo, è in contrasto non solo con le leggi della regione Molise che prevedono tasse di concessione regionale, nelle quali non si prevede che tali tasse siano affiancate da ulteriori forme di imposizione, ma nella sostanza «è un balzello» non è previsto in nessuna altra parte del territorio nazionale, violando pertanto la parità di trattamento e soprattutto l’articolo 117 della Costituzione comma 2, lettera e) in materia di sistema tributario (di esclusiva competenza dello Stato), l’articolo 53 della Costituzione, in quanto introduce una forma impositiva completamente svincolata dalla capacità contributiva reddituale del contribuente e infine l’articolo 23 laddove prevede che la prestazione alternativa al pagamento del tributo sia determinata mediante atti di natura amministrativa (delibere della giunta regionale) e non in base alla legge come esige il principio di legalità.

 

Tratto da IlSole24Ore.it

 

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