MOLISE DATI/ Un voto (in Consiglio) è per sempre. Come la poltrona da dirigente?

Se sulla questione dei vitalizi agli ex consiglieri regionali siamo stati gli unici a bacchettare Romano, che ai nostri microfoni ha detto una cosa e in pubblico un’altra, stavolta la ramanzina tocca a Frattura & Co. che, ancora una volta, hanno votato con la maggioranza. Materia del contendere era una mozione presentata dai dissidenti Romano, Monaco e Di Donato per annullare le nomine nel consiglio di amministrazione di Molise Dati. Cosa buona e giusta. A favore, tra le fila della minoranza, il solo Petraroia. Tutti gli altri si sono opposti. Perché? 

di Viviana Pizzi

poltrona_politicaNuovo scontro istituzionale tra quelle che vengono ormai definite le varie anime della minoranza in consiglio regionale in Molise. Da una parte Massimo Romano, Filippo Monaco e Felice Di Donato che presentano una mozione per chiedere la revoca delle nomine a Molise Dati (altro nodo focale della disputa), dall’altra parte tutti gli altri (escluso Petraroia) che votano no. Insieme alla maggioranza di centrodestra.

Ma cerchiamo di capire come sono andate le cose, come si è svolta l’ulteriore saga che porta allo smembramento delle forze di opposizione.

L’iter di quanto accaduto ce lo ha raccontato proprio uno dei tre proponenti della mozione: il consigliere regionale Massimo Romano. Le nomine del Cda di Molise Dati sono state salvate.

Si tratta di nomine abusive – dichiara–  in quanto la competenza è del Consiglio regionale e non della Giunta. Ma non è tutto. L’annullamento delle elezioni da parte del Tar non consente che si proceda alle nomine. In più alcuni dei componenti sarebbero in conflitto d’interessi perchè hanno in passato ricoperto lo stesso ruolo sebbene nominati in rappresentanza del socio privato e ora dovrebbero invece rappresentare quelli della Regione” . 

Ma insieme a Monaco e Di Donato va oltre e spiega quale, a loro avviso, è il motivo che ha spinto il centrosinistra ad allinearsi, nel voto, alle posizioni di Iorio e compagnia.

Oltre che illegittima – continuano i proponenti –  la delibera di nomina è politicamente vergognosa: tra i nominati da Michele Iorio c’è anche il segretario del circolo del Pd di San Martino in Pensilis, a comprova di un inciucio che ormai è fatto acclarato. Sulla spartizione delle poltrone una parte del centrosinistra, con l’avallo di Frattura, sta insieme a Michele Iorio, coprendone anche gli atti più gravi. Perché anche i dipietristi vota insieme a Michele Iorio e al centrodestra su Molise Dati? Forse per non correre il rischio che qualcuno sollevi il caso del segretario provinciale  nel Cda di Fin Molise, anch’egli nominato in base ad una lottizzazione privata? Sono bastate meno di 24 ore – conclude Romano – per dimostrare che la motivazione dell’abbandono dell’aula sul vitalizio fosse una bufala: un risparmio sui costi dei vitalizi non era atto urgente; salvare la poltrona  degli amici degli amici nel Cda di Molise Dati invece lo era? Ipocrisia allo stato puro.”

Pronta la risposta sull’argomento del leader del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura.

In aula ho votato insieme al centrosinistra, Massimo Romano non può pensare di presentare le proprie mozioni e pretendere che gli altri lo seguano. Per quanto riguarda gli schieramenti ormai lui non è più un alleato ma un competitor stando alle sue recenti dichiarazioni sul centrosinistra. Risponderò del mio operato davanti ai miei elettori così come lo farà Massimo Romano. I suoi metodi di fare politica non mi appartengono e non condivido questo modo di fare polemica a prescindere. Mi confronterò con Romano qualora presenti una proposta concreta sull’amministrazione del Molise. Cosa che non mi sembra sia stata ancora fatta”.

Insieme ad Ulisse, che sta riscaldando climaticamente il Molise, ci si mettono anche i conflitti tra Romano e Frattura che di fatto non appartengono ormai più alla stessa coalizione. Chi avrà ragione? Come disse il vecchio saggio: lo diranno le urne.

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