MOLISE/ Centrodestra e centrosinistra uniti dalle divisioni.

di Alessandro Corroppoli

Sabato 4 febbraio a Palazzo Moffa, nonostante i distinguo e  le pubblicazioni di curricula personali come giustifica nei giorni successivi, si sono registrate due cose: a) la spaccatura del centrosinistra; b) la tregua armata nel centrodestra. Queste due calde situazioni uscite dal freddo dei giorni passati si sono immediatamente riversate sulla neve ancora fresca di Isernia dove il centrodestra ritira le proprie primarie e il centrosinistra si spacca tra chi annuncia le primarie e chi compie scatti in avanti verso la primavera Pentra.

spaccature_e_divisioniUno dei centri che nella prossima primavera sarà interessato nel rinnovo del proprio consiglio comunale sarà il capoluogo Pentro. Isernia diventerà nelle prossime settimane il crocevia della politica molisana non tanto per le consultazioni in se ovvero per chi verrà eletto ma, sarà la rampa di lancio per i futuri assetti politici, per i futuri rapporti di forza all’interno delle due coalizioni in vista della future consultazioni Politiche del 2013 e con molto probabilità anche di quelle regionali.

In questa ottica le due coalizioni, ovattate dal silenzio nevoso di questi giorni, stanno affilando le proprie frecce e prendendo la mira iniziando dal loro interno.

Qui centrodestra.

Aver respinto le dimissioni del Cabarettista Programmato e fatto approvare il suo Piano di rilancio per lo Zuccherificio darebbe una parvenza di tranquillità e di unità di intenti all’interno della compagine di maggioranza relativa regionale. Non è esattamente così. I fronti caldi sono due. Il primo si gioca ad Isernia mentre il secondo in Basso Molise.

Notizia di questi giorni è la rinuncia  del Popolo delle Libertà di ricorrere allo strumento delle primarie come metodo per la scelta del candidato Sindaco per la città di Isernia. Motivazione ufficiale “non c’è tempo utile per svolgerle bisogna procedere con i congressi provinciali”. La classica scusa da marinaio. In verità anche i congressi Pdl  vennero annunciati in pompa magna: da vero evento democratico si sono trasformati in una bufala doc. All’interno del centrodestra si sta giocando una partita fratricida che vede da un lato l’inattendibile Governatore Iorio e dall’altro L’illusionista  Gianfranco Vitagliano.

Il primo vede la propria popolarità scendere sia in termini di consensi personali (vedasi le ultime consultazioni regionali) sia in termini di credibilità. Credibilità e forza messa in discussione nella sua roccaforte, Isernia, dove in tanti hanno messo in dubbio le capacità di sintesi e le possibilità di vittoria della sorellina, Rosa Iorio. Ed ecco la prima mossa: ritirare le primarie per la scelta del candidato sindaco, mediare nel congresso provinciale con una minoranza cresciuta a dismisura (Di Sandro e i suoi), ridistribuire cariche in modo equo magari garantendo anche qualche candidatura a livello nazionale. Tutto ciò a patto che Rosa Iorio sia il candidato sindaco del centrodestra ad Isernia.Dal suo successo o meno dipenderà anche il futuro prossimo del Governatore il quale, in attesa del giudizio definitivo sulle elezioni dello scorso ottobre, sembra aver preso in considerazione la possibilità di ritirarsi dalla scena politica regionale. A questo diktat del Governatore non sono mancati i mugugni dei diversi che ambiscono alla carica di primo cittadino ma come detto anche per loro, in qualche modo, rientrando nei ranghi beneficeranno di tale scelta.

Gratta capi ben più forti il Governatore li avrà in bassomolise dove dovrà vedersela in prima persona con il suo Assessore Gianfranco Vitagliano. Il ring su cui si sfideranno sarà quello del consorzio industriale di Termoli ovvero il Cosib. Nonostante la bozza di riforma presentata, che andrà a creare un unico ente per la gestione dei tre nuclei industriali (anche se supportati da tre agenzie territoriali), la lotta tra chi debba essere il Presidente del nucleo industriale è molto accesa. Negli ultimi anni a gestire le sorti politiche, a manovrare i fili delle alleanze  è stato L’Illusionista assessore il quale, ad esempio, con i suoi piani di rilancio industriali ha fatto beccare due istanze di fallimento allo zuccherificio (la seconda si discuterà il prossimo 29 Febbraio). Talmente bravo da aver creato un gruppo di “discepoli Sindaci” di provenienze politiche diverse che non solo sono l’asse portante del consorzio industriale ma anche dell’Unione dei Comuni del Basso Biferno che di fatto si sono sempre posti contrari ad un espressione dirigenziale termolese come lo è adesso nel caso di Alberto Montano il quale è sponsorizzato dal proprio sindaco Antonio Di Brino notoriamente molto vicino a Michele Iorio.

Con ogni probabilità questo balletto continuerà ancora qualche mese quando verranno ufficializzati i nuovi coordinatori provinciali e regionali del Pdl o magari sino a maggio quando se è come Iorio vincerà nella sua Isernia o se verrà riconfermato Governatore. Il tutto a prescindere da una riforma che è voluta da tutti ma che nella realtà nessuno di lorsignori vuole.

Qui centrosinistra.

Sembravano viaggiare d’amore e d’accordo ma alla prima curva il centrosinistra si è fratturato. La presa di posizione del duo democratico di astenersi sia sulla proposta di dimissioni di Gianfranco Vitagliano che sulla proposta complessiva di rilancio dello zuccherificio presentata dal resto del centrosinistra ha segnato un primo spartiacque, messo un primo confine, tracciato un limes. Da un lato la maggioranza del centrosinistra che propone la rimozione di chi in questi anni con le proprie scelte strategiche ha portato l’ente regione vicino al default e dall’altro chi, anche astenendosi, lo ha in qualche modo lasciato al proprio posto avvalorando indirettamente una “scelta politica”.

Queste divisioni si ripropongono in maniera ancor più aspre sul territorio. Ne è un esempio, sempre, la città di Isernia. I nostri proprio non son capaci di approfittare delle difficoltà altrui per sferrare lao scatto vincente e profanare la roccaforte di sua maestà Iorio. Le divisioni  in questa parte di territorio molisano hanno radici profonde e sembrano riproporsi con forza ogni qual volta ci sia una consultazione.

Quando il centrodestra è in difficoltà si stringe, in qualche modo, attorno al suo leader viceversa il centrosinistra inizia dividersi. Il centrodestra in enorme difficoltà ritira le primarie che sarebbero diventate la loro fossa politica dati i tanti aspiranti, il centrosinistra le indice per l’11 marzo. Ma se a settembre son servite per unire per il centrosinistra in vista delle secondarie di ottobre, ora acutizzano le divisioni. Infatti da un lato abbiamo Partito democratico e Italia dei Valori che sceglieranno il proprio candidato attraverso le primarie e dall’altro Costruire democrazia e una parte di Sinistra Ecologia e libertà i quali hanno puntato forte sull’avvocato Ennio Mazzocco il quale sembrerebbe aver detto a microfoni spenti:” Io non sono il Sindaco di tutti ma il Sindaco di Massimo Romano, simpatizzo per Sel. Se altri vogliono appoggiare la mia candidatura non rifiuterò il loro aiuto e sono pronto a sedermi attorno ad un tavolo per costruire una coalizione forte, una coalizione per vincere”.

Evidentemente non l’hanno pensato così gli altri  i quali appunto hanno deciso di indire le primarie e rimarcare anche nel capoluogo pentro quella diversità nelle “scelte politiche” che si sono evidenziate a Palazzo Moffa. Chi sorprende è Sel che con un atteggiamento ambiguo rifiuta le primarie, suo cavallo di battaglia, annuncia un proprio candidato sindaco – Fernando Cefalogli – ma allo stesso tempo attendono l’esito delle primarie  per capire se il vincitore sia mediaticamente e politicamente più forte del loro. Insomma sembra di leggere il copione del film “Vai avanti tu che a me vien da ridere!”.

Nella prossima primavera potremmo avere in entrambi le compagine rapporti di forza capovolti con un conseguente quadro politico del tutto nuovo che verrà ancor più modificato dallo scenario politico nazionale. Ad Isernia riuscirà Iorio a confermare la sua leadership? E nel centrosinistra Massimo Romano riuscirà a spuntarla su Danilo Leva e il Partito Democratico? E in bassomolise vincerà Vitagliano con i suoi discepoli oppure Di Brino e Montano? Ma soprattutto riusciranno tutti a dare un minimo di speranza ai cittadini alle prese con le difficoltà quotidiane?

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