MICHELE IORIO/ Per il Molise, un (ri)candidato molto indagato

di Carmine Gazzanni

Michele Iorio sarà il nuovo (vecchio) candidato alla Presidenza della regione Molise. Lo ha confermato alcuni giorni fa, per via telefonica, Silvio Berlusconi. E, guarda un po’, proprio mentre tutti i 1500 commensali erano riuniti per festeggiare non si è ancora capito bene cosa. I più saccenti diranno: “era semplicemente una festa prenatalizia”. Eppure i più maligni – come noi del resto – pensano proprio che dietro ci sia altro.

michele_iorio_moliseÈ difficile, infatti, non notare come tutto sia stato architettato magistralmente: imponente cena con gli amici più cari e i partners di sempre che inneggiano al buon nome di Michele e, per chiudere, telefonata in diretta di Sua Maestà Silvio Berlusconi che assicura il suo elettorato (non dimentichiamo che il Presidente del Consiglio è stato ufficialmente eletto dai molisani alle scorse politiche): non vi tolgo Michele Iorio, lo ricandido!

Insomma, scena congeniata a dovere dal Pdl molisano in combutta con il leader nazionale Berlusconi che, tra i tanti impegni istituzionali e le varie compravendite che gli hanno assicurato una fiducia quanto mai scricchiolante, ha trovato il tempo di augurare buone feste anche ai molisani che tanto ha a cuore (?).

Dunque Michele Iorio sarà il candidato del centrodestra. Come dire: hai fatto bene nelle passate legislature, tanto vale ricandidarti. Oppure no? Ricapitoliamo gli (in)successi dell’attuale Governatore e futuro candidato.

Innanzitutto Iorio è certamente il politico che più di ogni altro è al centro di indagini, inchieste e sentenze della Magistratura. È infatti indagato sui rapporti tra Regione e un’importante società di consulenza, la Bain & Company, nella quale lavora il figlio Davide: due furono le consulenze, per un ammontare di circa 100.000 euro, richieste dalla Regione alla società; ma Iorio è stato indagato per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla costruzione della centrale Turbogas di Termoli (presunte assunzioni illegali e favori politici alle aziende sub appaltatrici per i lavori dell’impianto); senza dimenticare l’ultimo macigno giudiziario che è caduto sul Molise: l’inchiesta “Open Gates”, di cui tanto si sente parlare in questi giorni e per la quale – è bene ricordarlo –  il pm aveva chiesto addirittura l’arresto di Iorio, richiesta poi non accolta dal gip che non ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare a carico del Governatore.

E ancora. Sul groppone di Michele Iorio pesa il fardello della sanità: come scrisse alcuni mesi fa Antonello Caporale su La Repubblica, “il disavanzo storico è il più alto d’Italia: secondo la ragioneria dello Stato raggiunge il 18 per cento”. I numeri sono tragici: una media annua di indebitamento dal 2003 al 2009 di oltre 70 milioni di euro (dati riportati dal Sole 24 Ore), un disavanzo che ancora è fermo ai 90 milioni di euro, bocciature su bocciature (dai tavoli interistituzionali, al Ministro Fazio, alla Neuromed e alla Cattolica, fino alla Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario). Non è un caso, allora, che il Governatore, insieme ad altri uomini politici di spicco, sia stato toccato anche dalla più grande inchiesta che il Molise abbia mai vissuto. Stiamo parlando dell’ormai illustre “Black Hole”, inchiesta riguardo il “buco nero”, appunto, della sanità molisana.

E il terremoto? Anche qui gli insuccessi sono da guinness dei primati: sonore bocciature da parte della Corte dei Conti sulle inadempienze di Iorio e dell’Ing. Rinaldi (per capirci, uno degli uomini di spicco della “cricca” di Bertolaso), che si sono chiuse trionfalmente (per ora) con la condanna pecuniaria di 3.200 euro per il comportamento omissivo o per il colpevole ritardo e, comunque, a causa del non corretto adempimento dell’obbligo di presentazione dei rendiconti amministrativi”.

Non dimentichiamoci della scuola. Mentre i ragazzi occupano, manifestano, gridano contro una Riforma devastante per il sistema scolastico e universitario italiano, con la delibera n.403 della Giunta regionale del 31 maggio 2010, nell’indifferenza più totale Iorio & co. hanno deciso “di approvare il piano di riparto di contributi alle scuole dell’infanzia non statali e alle scuole primarie non statali e paritarie […] per un importo di Euro 800.000,00”. In sostanza 800.000,00 euro alle scuole private che hanno fatto richiesta di contributi.

E le mafie? Anche qui il discorso sarebbe lungo. Basti ricordare quanto detto dal Governatore alcune settimane fa: “Questa regione non e’ ‘l’eldorado’ delle mafie, non e’ il luogo in cui possono essere realizzate impunemente impianti impattanti, discariche incontrollate o altri tipi di iniziative in grado di danneggiare i cittadini o il territorio in cui vivono” (17 novembre). Peccato che non sia affatto così: dall’ultimo Rapporto Antimafia, ad alcuni filoni giudiziari, fino ad inchieste giornalistiche, tutti sostengono che gli affari criminali in Molise sono forti e saldi. Chiaramente qui non si vuol dire che ci siano collusioni politiche, ma celare il problema – esistente e palese – di certo non aiuta a risolverlo.

E per finire l’ultima chiccha ce la svela Michele Petraroia, il quale ha trasmesso gli atti riferiti alla “Festa del Molise 2010” alla Corte dei Conti perché “ad oggi manca l’approvazione vincolante per legge del Consiglio Regionale e non c’è una descrizione delle voci di spesa tra costi dei concerti, dei convegni, delle cartoline illustrate, mostre e acquisto libri”, come previsto dalla legge n. 3/2004 che imporrebbe l’obbligo al Presidente della Giunta “di predisporre un Programma e farlo approvare in Consiglio”. Insomma, assoluta mancanza di rispetto anche per le istituzioni. Oltre che per i cittadini. Specialmente per quei cittadini privi di ogni forma di reddito o di sostentamento: “il 25% delle famiglie molisane – rivela Petraroia in una nota – vive sotto la soglia di povertà. Migliaia di giovani e di adulti arrancano nella vana ricerca di un lavoro che non c’è, che diminuisce, si precarizza e scompare. Le imprese sono in affanno per i crediti che vantano verso la pubblica amministrazione. Cresce il numero delle aziende che portano i libri in Tribunale. I fondi europei sono al palo. I fondi nazionali sono fermi per la crisi di liquidità e per le rigide regole del Patto di Stabilità. La sanità taglia i servizi. Le scuole si ritirano dalle aree interne. I trasporti vengono smantellati. In questo clima come viene letta nelle case dei cittadini comuni, una festa sontuosa in un raffinato ristorante isernino, con centinaia di  eleganti convitati, che si radunano intorno al principale esponente istituzionale regionale, per cantargli gli auguri natalizi?

Tanto basta per capire chi ha governato questa regione per troppi anni.

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