MICAELA FANELLI/ “Il Molise è allo sbando: serve un’iniziativa di piazza”

La crisi del centrodestra, i problemi giudiziari di Michele Iorio, l’immobilismo del centrosinistra e il futuro di questa regione. Di tutto questo abbiamo parlato con Micaela Fanelli, ex candidato Presidente di una coalizione di centrosinistra nelle provinciali 2011 e attuale capogruppo alla Provincia di Campobasso, nonché sindaco di Riccia. Una donna che non le manda a dire, una delle poche – forse l’unica – che nel centrosinistra unisce concretezza (basti pensare a come ha brillantemente risolto l’emergenza neve) e savoir faire. Ma non inganni la spiccata femminilità, dietro cui nasconde sferzate ai “compagni” di partito e agli avversari politici. 

di Alessandro Corroppoli

micaela_fanelli_CAPOGRUPPO_OPPOSIZIONE_PROVINCIA_CAMPOBASSOSindaco partiamo dalla fine e quindi dalla vicenda Cosib. Una situazione che mette ancora una volta in evidenza l’ormai perenne crisi del centrodestra molisano e che allo stesso tempo vede un centrosinistra quasi inerme di fronte a tale situazione. Lei come interpreta questo momento storico per l’intera regione?

Parto col dire che la vicenda termolese, quella del Cosib, è la cartina di tornasole di una crisi che ormai ha assunto dimensioni tali da bloccare, paralizzare l’intero apparato Regione. Sono mesi, a questo punto, che la nostra regione è ferma, immobile. Essa ruota attorno ad un’asse in decomposizione: hanno fatto retrocedere il Molise e i molisani progressivamente sul piano economico, sociale e culturale. Ne hanno trasformato la macchina amministrativa nella peggiore fra quelle italiane. Hanno ucciso l’idea di merito e, per buona parte, di onestà.

Una risposta col botto tanto per gradire.

Iorio è nella sua parabola discendente ed ha perso ogni capacità di rigenerare il futuro della propria coalizione, quasi stesse dando vita ad un percorso inconsapevole di “muoia Sansone con tutti i Filistei”. I Filistei muoiono però anche perché il Capo non è più interessato a seminare per il futuro e lascia i propri protetti allo sbando. Ma paradossalmente questa crisi di fine impero ha lasciato basiti anche chi, il centrosinistra, doveva approfittare di tale situazione per proporre ai molisani unità d’intenti e voglia di voltare pagina.

Giuro che son sorpreso nel sentir parlare un esponente del centrosinistra con questi toni. Di solito gli aficionados dell’opposizione si limitano a sterili comunicati stampi e/o comparsate televisive in trasmissioni che poi definiscono faziose. Bisogna dare atto però che hanno chiesto le dimissioni di Iorio pubblicamente.

In questi giorni si sta raggiungendo un “minimo storico” che le forze politiche che si riconoscono nel centrosinistra devono mettere sotto la lente d’ingrandimento e cavalcare perché i molisani hanno il forte desiderio di specchiarsi in iniziative di indignazione collettiva e richieste dal basso di voltare pagina. La condanna, seppur in primo in grado, e l’ennesimo avviso di garanzia segnano un solco indelebile con quello che è stato che non dovrà più essere.  Gli ultimatum, le sonanti assenze dei big nel congresso provinciale di Campobasso, ad esempio, e delle persone qualunque  fanno da eco al silenzio imbarazzante di dichiarazioni di vicinanza a Iorio in occasione della condanna. Il centrosinistra ha chiesto legittimamente le dimissioni. Era ed è un atto dovuto ma non basta.

Tutto ciò cosa vuol dire secondo lei?

L’assoluta, testarda assenza per qualsiasi rinnovamento, freschezza, capacità è un segnale di agonia fortissimo. Muore la speranza di dare spazio a idee e persone giovani. Ma muore con questa incapacità, io credo, il futuro del centro-destra. Vede, gli stessi ultimatum del senatore Di Giacomo, ad esempio, sono sicuramente più un segnale di debolezza che di forza.

Forze che vanno diminuendo ogni giorno che passa: proprio di qualche giorno addietro il vice capogruppo  Pdl al comune di Termoli, Annibale Ciarniello, ci ha confessato che se l’affair Cosib non si risolve in tempi brevi lui altri consiglieri possono lasciare il partito e passare in Fli.

Questi son segnali positivi per il centrosinistra. Io credo che facciano bene queste persone che, al di là dei calcoli di parte che pure possono e sono essere presenti, vengono allo scoperto manifestando il dissenso in modo chiaro e non infingardo e cercando altre strade. Fanno bene a mostrarsi anche perché danno per una volta modo a noi di mettere in evidenza le crepe e puntare il dito ribaltando la solita accusa che ci viene mossa, che siamo noi quelli rissosi. Stavolta e in modo prepotente non è così. Ed è l’altro forte segnale di debacle. Non è un bel segnale invece chi fa finta di non vedere.

A chi si riferisce ?

Ai media che fanno finta che tutto questo non esista. Ma soprattutto chi non sta percependo l’umore del Molise. Indignato, incavolato, disgustato dall’incapacità di affrontare e risolvere i problemi veri, dell’occupazione e dell’economia.

Quindi anche al centrosinistra nostrano che è praticamente fermo, immobile da quattro mesi?

Credo che ci sia bisogno di una seria e comune riflessione politica per amplificare e capitalizzare tutto ciò: seminare in questa primavera, che sta per sbocciare, per successivi raccolti. Serve un’iniziativa di piazza per dare sfogo a questo malcontento. Occorre essere attivi fra le persone. Per riuscire a rappresentarlo in modo diretto, senza neanche la mediazione di una sola parte, di un solo partito, di una sola sigla. Dovremmo essere capaci di farlo tutti insieme. Provando a metterci insieme sotto una bandiera che non abbia bandiere, se non una. Quella della voglia di voltare pagina e della necessità di lavorare ogni giorno dal basso per riuscirci.

Un centrosinistra di lotta e di governo?

Non corro dietro a questi anatemi ma  temo che non stia facendo abbastanza mentre i molisani hanno tutto il diritto di ricevere un opportunità migliore di governo. Non bisogna farsi sfuggire questo momento e questa occasione. Gli orizzonti politici nazionali e locali ci chiedono di saperla cogliere con più forza!

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