MEDIA/ Una riflessione dal “Bene Comune”

di Giuseppe Tabasso

Riprendiamo un interessante articolo pubblicato sul sito de “Il Bene Comune” e lo proponiamo all’attenzione dei nostri lettori

 

Sull’emittente che dirige e su “Il Quotidiano del Molise” (che sta a Iorio come “Il Giornale” di Feltri sta a Berlusconi), labene_comune signora Manuela Petescia reitera a voce e per iscritto il forsennato attacco a Paolo Frattura sferrato pochi giorni prima dal senatore Di Giacomo (al quale, per inciso, dedicammo un commento che nessun giornale o emittente avrebbe osato pubblicare grazie all’illiberale regime mediatico vigente in questa regione).

La disinvolta e non disinteressata editorialista ricarica il bilioso intervento del marito e versa nuove lacrime proletarie per gettare Frattura in un infero di dannati, di “esponenti della razza padrona, di uomini d’affari sponsorizzati dai più grossi potentati imprenditoriali ed economici della regione, gli stessi che hanno pascolato per dieci anni nei prati della spesa pubblica, succhiando risorse, e ora improvvisamente convertiti a un’altra causa“.

Beh, che Frattura abbia abbracciato “un’altra causa”, diversa cioè da quella della vera razza padrona (la casta che fa capo a Iorio), non può che destarci simpatia e solidarietà. Si capisce perciò il livore del duo Petescia-Di Giacomo che solo qualche settimana fa rinfacciava a Frattura di essere stato uno di loro. La direttrice del fans’club “Telemolise”, nonché editorialista dell’altro fans’club “Il Quotidiano, tenta poi di dare una pennellata cultural politologica al suo intervento e di nobilitarlo prendendo in prestito una sentenza di Norberto Bobbio riportata esattamente così: “I partiti che si considerano di sinistra devono avere delle mete ideali… I partiti di sinistra si distinguono infatti dai partiti di destra e dai partiti conservatori perché vogliono trasformare la società e per trasformarla ricorrono a grandi principi e a grandi ideali.” E’ una definizione celebre (e per molti di noi una bibbia) che la Petescia mozza però incautamente con un “omissis” molto rivelatore che sta in quei tre puntini sospensivi della prima riga, dove Bobbio, contrapponendo i partiti di sinistra a quelli di destra, aggiunge questa frase poco sbadatamente saltata dalla direttrice del fans’club “Telemolise“: “I conservatori sono quelli che vogliono conservare quello che c’è”.

Parole che descrivono alla perfezione lo stato di panico che affligge la trimurti Di Giacomo-Petescia-Iorio: il terrore di perdere appunto “quello che c’è”.

 

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