MALASANITÀ/ Molise, per Elena una storia di “Ordinaria Follia”

Quando nella regione Molise si parla di sanità si corre sempre il rischio di essere ripetitivi e retorici ma, in questo caso, non lo saremo perché non tratteremo del solito debito che ammonta a cifre milionarie, non parleremo della chiusura di questo o di quell’ospedale, non parleremo di incarichi a comando per questo o quel figlio di papà. No, non scriveremo di tutto ciò ma narreremo comunque una storia di malasanità molisana. Una storia che potremmo definire di Ordinaria follia.

di Alessandro CorroppoliTwitter.com/AlexCorroppoli

ticket-sanitario_moliseIl fatto ha inizio a fine marzo. La nostra protagonista, che chiameremo Elena, si reca fuori regione dal suo Endocrinologo di fiducia per sottoporre il figlio ad una visita specialistica. Al termine della stessa il dottore assegna al figlio di Elena una serie di analisi da fare. Ovviamente lo specialista prescrive le analisi non  sulla classica ricetta rossa, quella che la maggior parte di noi utilizza ad esempio quando va in farmacia per richiedere le medicine assegnateli dal medico curante, ma su quella bianca che in sostanza è il ricettario personale dello specialista e del medico in generale. Le analisi sono interamente a pagamento.

A distanza di qualche giorno la signora Elena si reca dal proprio medico curante il quale trascrive il contenuto della ricetta bianca sulla più tradizionale ricetta rossa apportando, come di consuetudine, tutti i dati anagrafici necessari.

A questo punto Elena con la ricetta in mano si reca al Pass Cup in via Gramsci a Campobasso per prenotare per il primo giorno utile le analisi del figlio. Elena è conscia che le analisi sono totalmente a pagamento e che quindi, per vie delle nuove normative regionali in materia di esenzione ticket, è esentata al pagamento del ticket che pari a 14 euro.

Il costo completo della prestazione, ticket compreso, è di 95 euro a cui appunto bisogna detrarre 14 euro per un totale di 81 euro. Ma da questo momento in poi per la signora Elena inizia una piccola odissea alla molisana.

Infatti l’operatrice del Pass Cup di via Gramsci immediatamente pone il primo problema: “ Signora lei è esentata dal pagamento del ticket però il nostro software non è stato aggiornato dalla Molise Dati per tempo per fare tale operazione in automatico quindi le consiglio di pagare tutto l’importo per poi chiedere il rimborso”. La signora Elena rincuorata dall’addetta paga per intero l’importo, ticket compreso, e si fa spiegare dalla stessa operatrice quali modalità adottare per accedere al rimborso.

Con molta gentilezza la front woman dello sportello le fotocopia le ricette rosse, adottate per effettuare la prenotazione, e la ricevuta di pagamento, dicendole di presentarsi dopo aver effettuato la analisi in via Cardarelli, al vecchio ospedale, a Campobasso munita anche di un valido documento di riconoscimento.

Fatte le analisi al figlio, Elena il 20 aprile si reca in via Cardarelli a Campobasso. Qui ad attenderla c’è oltre al danno anche la beffa. Infatti dopo aver civilmente rispettato la fila Elena si vede respinta la propria richiesta di rimborso perché la prenotazione doveva essere effettuata con la ricetta bianca, totalmente a pagamento, e non quella rossa. Elena armata di santa pazienza cerca di spiegare le proprie ragioni facendo notare all’addetta di via Cardarelli che ad indirizzarla e consigliarla in quel modo erano stati dapprima il medico di base e successivamente una collega della stessa.

Dopo alcuni minuti la diatriba si accende tanto che per sedare “l’incendio dialettico” è intervenuto il  Responsabile di settore dell’Asrem il quale conferma la versione della propria sottoposta dichiarando: “Per usufruire del rimborso del ticket sulle prestazioni totalmente a pagamento bisogna che le prenotazioni, fino a quando Molise Dati non aggiornerà i software per poter svolgere in automatico l’operazione, vanno eseguite sulla ricetta bianca”.

Elena ormai rassegnata al dato di fatto rinuncia alla sua richiesta di rimborso e con la coda tra le gambe torna a casa. Torna a casa con 14 euro di ticket pagati e con il rimprovero da parte di chi aveva l’ultima parola nel merito.

Oggi, a distanza di 25 giorni circa da questa storia di ordinaria follia e malasanità molisana, ‘Molise Dati’ ha fornito e aggiornato il software per poter sottrarre in automatico il costo del ticket alle prestazioni specialistiche totalmente a pagamento? Ma, soprattutto, c’è qualcuno che istruisca in modo esatto i vari operatori del settore in modo da non recare ulteriori danni agli utenti? Infine, quante “Elena” hanno dovuto subire oltre al danno anche la beffa?

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