LEGGE “SALVA POLTRONE”/ Iorio e la partita a poker con gli elettori: chi è il pollo da spennare?

Il presidente della Regione Michele Iorio ha deciso di bloccare la discussione sulla legge “salva poltrone” perchè, ufficialmente, non ha riscontrato l’accordo bipartisan che aveva chiesto. Una balla, come le tantissime che ha raccontato in questi anni. Quali sono, quindi, i motivi reali di questa “mossa” tattica dell’ultimo satrapo democristiano?

di Viviana Pizzi

MICHELE_IORIO_POKER_DASSIDue potrebbero essere gli aspetti che stanno condizionando questa partita a poker.

Primo: il Presidente uscente Michele Iorio vuole risalire la china e riconquistare la popolarità perduta in vista del probabile annullamento del voto del 2011 da parte del Tar; secondo, evitare alla sorella Rosa, candidata sindaco a Isernia, una pesante sconfitta al ballottaggio del 20 e 21 maggio.

«Se la legge non è bipartisan il centrodestra non si assumerà da solo la responsabilità della sua approvazione. Ci vuole un accordo più ampio». È questo il sunto della dichiarazione in aula del presidente della Regione Michele Iorio sulla legge 30, meglio conosciuta come la legge salva poltrone.

Il governatore lo aveva detto da sempre che la legge non sarebbe passata se non avesse avuto un assenso bipartisan. Eppure la domanda davanti alla quale ci si pone è questa: perché Michele Iorio ci ha ripensato? Che cosa ci guadagna

La cosa va nella doppia ottica elezioni regionali / elezioni comunali.

Sul primo punto ci sarebbe molto da dire.

Michele Iorio, come ha dimostrato anche il risicato vantaggio con cui ha vinto le regionali 2011, si trova di fronte a una popolarità in caduta libera. Dopo aver governato per undici anni presentarsi davanti ai consiglieri regionali con la mano sinistra in tasca e farlo in un momento così cruciale non è certo un buon segnale.

Nella comunicazione non verbale una mano nascosta ha sempre il significato di voler celare qualcosa. Ed è proprio quello che Iorio cercava di fare mentre parlava.

Nel suo profilo facebook ostentava sicurezza. Si diceva convinto che il 17 maggio, giorno in cui il Tar dovrà esprimersi in merito all’annullamento delle elezioni regionali dell’ottobre 2011, non accadrà nulla e che lui resterà in sella.

Allora perché ritira la discussione sulla legge “salva poltrone”?

Perché tutta questa sicurezza non c’è e soprattutto per fare in modo, qualora davvero il Tar annullasse le elezioni del 2011, di presentarsi al prossimo appuntamento elettorale con una popolarità in ripresa.

Quale mezzo migliore che creare dal nulla un polverone e poi fare da paciere, comportandosi in maniera etica e irreprensibile? Per anni Berlusconi ha campato di questi trucchetti, anche grazie ad una stampa complice e favorevole che ne amplificava le imprese.

Iorio non è da meno, soprattutto da quando la sua spin doctor ha ripreso quota e recuperato il carisma perduto agli occhi dei pastorelli sperduti.

In fin dei conti prolungare di soli otto mesi la decima legislatura non sarebbe poi servito a molto, se non a portare i molisani alle urne più incattiviti e pronti a rovesciare il potere che il centrodestra ha gestito per ormai dodici anni.

Un sistema che sembra davvero essere ridotto al lumicino. Gianfranco Vitagliano, nella seduta consiliare, è apparso la controfigura di quel combattente che la propaganda vorrebbe fosse, e il consigliere di maggioranza Franco Giorgio Marinelli, ex assessore, ha talmente perso le staffe da dare del “deficiente” all’oppositore dell’Italia dei Valori Cosmo Tedeschi.

Il reato di quest’ultimo sarebbe stato quello di portare all’attenzione mediatica e politica il caso degli affari familistici dell’assessore alla sanità Filoteo Di Sandro, assente in aula. L’interrogazione illustrata dal capogruppo Idv Cosmo Tedeschi riguardava la gestione della clinica Serena Senectus di Sessano del Molise (Isernia), un documento nato dalla denuncia firmata di un cittadino in cui emergeva che i veri proprietari della struttura sarebbero la moglie dell’assessore e il cognato del presidente della Regione nonché marito di Rosa Iorio.

Oltre a questa carne, sul fuoco del centrodestra soffia l’imminente ballottaggio per le comunali di Isernia, dove Rosa Iorio, indagata e sorella del Presidente, se la vedrà con il candidato di centrosinistra Ugo De Vivo.

Il 20 e 21 maggio è alle porte: a chi avrebbe giovato l’approvazione della legge salva poltrone? Sicuramente non alla sorella candidata.

A maggior ragione che gli isernini hanno già dimostrato di essere stanchi del nome Iorio, scegliendo al 58% le liste del centrodestra e al 45% Rosa Iorio. Uno spread del 13% che rappresenta un chiaro segnale.

Far inviperire ancora di più, a ridosso dalle elezioni, il popolo pentro avrebbe consegnato la roccaforte del centrodestra proprio nelle mani degli avversari. Che anche in caso di anatra zoppa avrebbero potuto continuare a macinare consensi mettendo la parola fine al sistema di gestione del potere da parte del centrodestra.

Non più incarichi a familiari, meritocrazia e attenzione alle esigenze del popolo. Solo questo basterebbe al centrosinistra per conquistare gli scontenti. Michele Iorio lo sa bene. Per questo ha iniziato il suo personalissimo poker con gli elettori. E come diceva il grande Amarillo Slim, “se nella prima mezz’ora non capisci chi è il pollo, allora il pollo sei tu”.

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