LAVORO/ Costantino Manes, uno degli operai reintegrati dalla Sevel:”È una sentenza storica!”

di Redazione Infiltrato.it

Si tratta di una sentenza storica, che metterà parecchio in difficoltà quegli imprenditori senza scrupoli che trattano gli operai come carne da macello. Il giudice del Lavoro del tribunale di Lanciano, Flavia Grilli, ha reintegrato i primi due lavoratori, su 150, a cui lo scorso anno la Sevel non aveva rinnovato il contratto per evitare di stabilizzarli. A uno dei due, Costantino Manes, abbiamo chiesto di raccontarci questa storia a lieto fine, passata però attraverso fasi altamente drammatiche. La sua è una lettera da leggere tutta d’un fiato.

di Costantino Manes

sentenza_sevel_reintegroSono Costantino Manes ,uno dei 2 ricorrenti sui 150 totali che hanno vinto la causa contro la Sevel.
La nostra “avventura ” inizia nel gennaio 2009, quando la dirigenza Sevel decide di non rinnovarci il contratto CAT in scadenza evitando cosi la nostra stabilizzazione.

Senza entrare nel merito di aspetti tecnici e giuridici della vicenda che hanno portato alla nostra vittoria,voglio approfittare della gentilezza dell’ospitalità delle vostre pagine per raccontare ciò che è successo nell’immediata post uscita dallo stabilimento,quando i sindacati abruzzesi si sono prodigati a tenere le acque calme per evitare ogni nostra azione sia giudiziaria che di piazza, raccontandoci che se fossimo stati tranquilli ci avrebbero pensato loro a farci rientrare nello stabilimento…ovviamente passavano i mesi e nessuno si faceva vivo mentre la nostra situazione economica e lavorativa diventava sempre più drammatica.
A quel punto un gruppetto di noi decise di fare alcune iniziative e per prima cosa abbiamo messo su uno striscione che abbiamo prima esposto allo stadio di Lanciano durante la partita di calcio Lanciano-Juve Stabia, poi l’abbiamo portato a Torino sotto la sede del Lingotto, iniziative molto utili per far parlare qualche testata abruzzese e far sentire ancora la nostra presenza in fabbrica. Poi abbiamo tentato la via “istituzionale”, infatti abbiamo avuto audizione presso il consiglio provinciale di Chieti con il presidente e tutta la giunta provinciale, con la visita di alcuni assessori regionali e di un senatore abruzzese che a “chiacchiere” si sono resi disponibili a smuovere ed intavolare centinaia di tavoli mentre nei fatti non hanno fatto nulla.

Tenete presente che io sono Termolese e che tutte queste cose le ho messe in piedi praticamente da solo e dal Molise ,quindi immaginate l’attività dei sindacati nel frattempo!!!Per non farci mancare niente siamo stati anche da Iorio e Vitagliano (rispettivamente Presidente della Regine Molise e Assessore alla Programmazione, ndr) ma cosi,tanto per cambiare aria…..A quel punto abbiamo deciso di rivolgerci al legale,prima in 6, poi la cosa si è estesa a macchia d’olio fino ad arrivare ad oggi con la sentenza e la vittoria storica che abbiamo raggiunto.

Descrivere quello che è successo il 12 gennaio in tribunale è per me molto difficile, l’emozione che ho provato e la gioia finale sono non paragonabili con altre emozioni…in conferenza stampa l’ho paragonato alla nascita di un figlio, in realtà è molto più simile, penso ,alla vittoria di una squadra in un mondiale solo che la nostra vittoria è molto più importante!! Ho parlato di squadra perché con i miei compagni di avventura mi sento davvero in una squadra, abbiamo creato un corpo solo, fortissimo, consci di aver vissuto una giornata unica nella nostra vita come era stata unica la delusione nel giorno del nostro allontanamento.

Sappiamo bene che solo noi ci possiamo capire su quello che abbiamo vissuto e questo ci rende una bomba esplosiva! Il giorno che siamo usciti dalla Sevel la maggior parte di noi era in lacrime, le stesse lacrime le ho riviste il giorno della sentenza, solo che ora erano di gioia e questo è per me impagabile!! Sapere che ognuno di noi si ricorderà per sempre dell’altro e di quella giornata mi mette i brividi! Una menzione particolare voglio farla per l’avvocato Del Re che ci ha seguito in questa vicenda e che è diventato anche lui parte della squadra,uno di noi! Senza dimenticare la mia collega Flavia Murolo che ha voluto iniziare con me la vertenza e non ha mai avuto un minuto di tentennamento, splendida madre dolcissima ma guerriera nell’anima!

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