L’acqua del Molise? In Campania costa meno…

Il Molise è una terra ricchissima d’acqua. Peccato che un molisano sia costretto a pagarla più di un campano. Che la compra da noi.

liscione

Sapevate che il Molise è tra le zone d’Europa e d’Italia più ricche di acqua?  La nostra regione può contare circa trenta sorgenti, situate soprattutto nell’alto Molise, nella valle del Volturno e nell’area matesina. Da queste sorgenti è captata l’acqua che, attraverso una rete idrografica, viene distribuita nelle nostre case. Di queste sorgenti solo due sono utilizzate per l’imbottigliamento di acqua minerale: quella di Sepino e quella di Castelpizzuto. Una ricchezza che si aggiunge ai fiumi, prevalentemente di tipo torrentizio: d’inverno si verificano piene, d’estate invece sono quasi asciutti.

L’ente che gestisce il patrimonio idrico regionale è Molise Acque, nata nel settembre 1980. L’azienda si occupa della captazione e della distribuzione in tutto il territorio, e non solo. Questo procedimento avviene attraverso l’utilizzo d’invasi e acquedotti. I più importanti sono: l’invaso artificiale di Guardialfiera, la diga di Archichiaro e la diga del Liscione. Questi invasi hanno il compito di accumulare l’acqua  che, attraverso le trentatre centrali di sollevamento e  gli acquedotti (acquedotto molisano destro, acquedotto molisano sinistro e altri minori, formano in tutto duemila km di condotti) viene distribuita in tutta la regione.

Il fabbisogno giornaliero e l’erogazione che Molise Acque fornisce agli utenti,  si aggira intorno ai centocinquanta litri a cittadino (in molti casi sono erogati il doppio o il triplo). A Campobasso sono erogati 27.840 litri per un consumo pro capite di 225,6 litri al giorno. A Isernia invece, Molise Acque distribuisce 13.384 litri, pro capite 222,6 litri al giorno. La differenza di acqua erogata è di 33,2 per cento a Campobasso e 44,4 per cento a Isernia.

La percentuale di perdita gira intorno al 20 per cento, considerando le perdite di gestione per la manutenzione degli impianti e dai prelievi abusivi. Il problema principale è che si devono affrontare costi di energia elevati, poiché la maggior parte delle sorgenti è situata dai trecento ai seicento metri di altitudine. Questo provoca un dispendio di energia nelle centrali di sollevamento, che si aggira intorno ai settecento mila euro al mese di spesa di energia elettrica. Questo immenso patrimonio lo dividiamo con i nostri vicini di casa campani, pugliesi e abruzzesi (distribuiamo il 70 per cento della risorsa), i quali usufruiscono delle nostre acque pagando, in alcuni casi, un prezzo minore del nostro.

L’abitante campano, paga meno di uno molisano. Perché?

La risposta ce l’ha data il presidente di Molise Acque Stefano Sabatini: “L’accordo preso in passato con la Regione Campania prevedeva che quest’ultima si impegnasse a costruire opere in Molise che riguardassero l’ammodernamento della rete idrografica, ricavandone un guadagno per il cittadino“.

Il lavoro è stato svolto e queste opere sono fondamentali per la nostra regione, ma dopo molti anni è arrivato il momento di riportare l’equità nei pagamenti (importante sottolineare che la regione limitrofa ha continui solleciti per ritardi di pagamento). “La lotta che Molise Acque sta portando avanti è proprio questa– spiega Sabatini- e di come quel maggiore guadagno, possa essere d’aiuto per alleggerire il deficit della sanità“.

L’acqua, quindi, è una nostra risorsa, da sfruttare, da cui trarne benefici economici e fisici e da tutelare. Accontentiamoci e aspettiamo che i campani paghino il dovuto e ci salvino la sanità.

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.