La filiera istituzionale non c’è più.

Ormai sono arrivati ai ferri corti. Il Pdl molisano è sull’orlo di una crisi di nervi. È ad un passo dal rimettere in discussione l’intera filiera istituzionale di cui tanto vanto e sfoggio farsesco aveva fatto fino a qualche mese addietro.

di Alessandro Corroppoli

Come tutti sanno la pietra dello scandalo è l’elezione di Luigi Mascio, sindaco di Portocannone, a Presidente del Cosib, l’ente consortile di Pantano Basso. Tutti sanno, nonostante i legittimi comunicati stampa dei sindaci vincitori sulla loro libertà decisionale, che il Sindaco arbresch è uomo politico molto vicino all’assessore alla programmazione Gianfranco Vitagliano.

Un’elezione durata un anno. Un anno dove nessuno dei vincitori e dei vinti si è minimamente espresso sulle sorti delle aziende presenti nell’aera del nucleo. Proprio ieri mattina nel comunicato di libertà o delle libertà i Sindaci di Portocannone, San Martino, Ururi, Guglionesi, San Giacomo degli Schiavoni e Campomarino scrivevano: “ […] esigenza imprescindibile per mettere consentire al Consorzio industriale di mettere in campo strategie politico – industriali adeguate alle esigenze delle aziende insediate nella ulteriore prospettiva di tornare a rendere attrattiva l’aera ai nuovi insediamenti, non è mai sfuggita ai sottoscritti […]”. Traducendo: consolidare e salvare l’esistente e rendere fertile il territorio. Ma avete sentito Mascio o Facciolla ma anche Cammilleri piuttosto che Antonacci esprimersi sulle sorti dello zuccherificio e sul destino di tanti loro concittadini lavoratori?

Ovviamente questa lotta di potere tutta interna al partito di maggioranza relativa regionale (PDL) dai tavoli del nucleo industriale termolese si sposta in prima assise sui tavoli del Comune di Termoli e negli uffici di Palazzo Sant’Antonio.

Con la decisione a caldo del Sindaco Antonio Di Brino di dimettersi dal Cosib, in seno al gruppo di maggioranza del Pdl termolese si è scatenato un vero fuoco incrociato. Da un lato gli scudieri del Sindaco e di Ulisse Di Giacomo e dall’altro i moschettieri di Vitagliano : Annibale Ciarniello, Timoteo Fabrizio e Agostino De Fenza.

I tre in una nota diffusa nelle scorse ore alla stampa dichiarano di non “ sentirsi pienamente rappresentati dal capogruppo Bruno Verini e in particolar modo dell’atteggiamento di quest’ultimo nei confronti di Fernanda De Guglielmo”.

Contattato telefonicamente, il vice capogruppo Annibale Ciarniello così ammonisce: “La nostra è una presa di posizione costruttiva e per nulla strumentale. Noi confidiamo che il Sindaco indica una riunione di partito (gruppo Pdl) per discutere del nostro ammonimento nei confronti di Verini. Confidiamo che tutto possa risolversi con un passo indietro del Verini accompagnate con delle garanzie dirette del Sindaco altrimenti rifletteremo sul futuro”.

Futuro che potrebbe essere fuori dal Pdl: “Valuteremo se rimanere criticamente all’interno del partito oppure come logico che sia –ma questo è un mio pensiero personale – uscire dal Pdl è confluire in Futuro e Libertà e ripartire con un nuovo progetto condiviso con e tra la gente”.

Il Pdl ovvero il partito dei lacerati non fa nulla per smentire il proprio disfacimento politico e strategico. Lotte intestine, battaglie di potere a livello centrale si stanno ripercuotendo a livello periferico. Termoli è solo l’inizio di una crisi politica istituzionale che avrà un’ulteriore tappa durante le consultazioni Isernine del prossimo maggio e magari raggiungerà l’apice proprio il 17 maggio quando il Tar dovrà esprimersi sul ricorso presentato dagli 8 cittadini in merito all’annullamento delle elezioni regionali che hanno visto trionfare Michele Iorio.

In tutto questo il centrosinistra è totalmente assente o meglio è impegnato a punzecchiarsi nell’eterna lotta di chi è più rosso rispetto all’altro. Ma i cittadini molisani hanno bisogno di altro. Hanno bisogno di una sana gestione amministrativa per aver un minimo di speranza. Perché è proprio la speranza in un futuro diverso, migliore ciò che manca e non saranno certo comunicati stampa e passaggi televisivi a cambiare l’esistente.

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