ISERNIA/ La minuscola provincia che spende più di Roma e Napoli: e la pausa caffè costa 1.800 euro.

Se qualcuno lo raccontasse, nessuno ci crederebbe. Eppure davanti ai numeri c’è poco da dire o da controbattere. La provincia di Isernia (circa 80 mila abitanti in tutto) spende in fiori, colazioni di lavoro, buffet e servizi fotografici più della Provincia di Napoli e di Roma. Trentasettemila euro di spese di rappresentanza nel 2011, contro i 32 mila spesi da Zingaretti o i 17 mila spesi da Cesaro. Tirchi loro o spendaccione il presidente isernino? La seconda, senza dubbio. Più di Isernia spendono solo Palermo, Milano, Firenze e Torino. Ma queste sono metropoli.

di Antonio Acerbis

spese_pazze_di_rappresentanzaPiù di Napoli. Più di Torino. Ma molto di più anche delle province di Venezia (22 mila), di Genova (13 mila), di Reggio Emilia (28 mila). Anche della vicina Campobasso, certamente molto più virtuosa (in rappresentanza se ne sono andati solo nove mila euro). Isernia riesce a fare molto di più: ben 37 mila euro scialacquati (spesi sarebbe inappropriato) ora per i fiori, ora per le colazioni, ora per le foto ricordo durante convegni dalla dubbia rilevanza.

Si dirà: il bilancio ormai in rosso da anni della provincia dipende da ben altro. Vero, ma anche andare a spulciare la spese di rappresentanza ha la sua rilevanza. Gli sprechi a riguardo sono l’embema di quella che è stata la mala gestio di questi anni. Soprattutto se si pensa che nella piccola cittadina pentra si è stati capaci di spendere , a conti fatti, più di 105 altre province. Su 109 totali. Più di Isernia, infatti, hanno speso solo Firenze (95 mila euro), Palermo (127), Milano (116) e Torino (52).

In tempo di tagli, di crisi, di spending review e di  soppressione delle province sono numeri che certamente fanno riflettere. Ma il presidente Luigi Mazzuto – fedelissimo di un altro grande spendaccione molisano, il governatore Michele Iorio – è fatto così: proprio non resiste quando c’è da comprare fiori o sollazzarsi davanti ad un allegro e grasso buffet. Ecco perché, ad esempio, il nove maggio dello scorso anno , per l’interessante convegno “Vecchio e nuovo codice del processo amministrativo”, la provincia firmata Pdl ha deciso di spendere 2.700 euro per una parca “colazione di lavoro”, 2.289 euro per “servizi tipografici” e altri 1.300 euro per i “servizi fotografici”: un bell’album ricordo è quello che ci vuole per una giornata indimenticabile.

Ma è soprattutto sul mangiare che Mazzuto proprio non è riuscito a contenersi. Leggere per credere. 24 marzo 2011: durante il congresso nazionale sulle “dipendenze patologiche” se ne sono andati 1.800. Indovinate per cosa? Per un coffee break. Si spera perlomeno che quel caffè sia stato ottimo. Non contenti, durante lo stesso convegno, sono stati spesi altri mille euro (950 per la precisione) per il buffet. Insomma, ogni momento è buono per fare pausa e mangiare. Ma è a dicembre 2011 che Mazzuto proprio non ha resistito e così, per la manifestazione ludica “Natale Insieme”, ha deciso di spendere 3.000 euro spaccati per il servizio catering.

E poi targhe, coppe, borse in regalo, addobbi floreali (per soli due convegni, spesi oltre mille euro in fiori e piante). Totale: 37.369 euro. Una bella somma per una provincia che, stando alla spending review e ai tagli del supercommissario Enrico Bondi, scomparirà tra non molto (anche se i dubbi che realmente si arrivi nel giro di poco alla soppressione delle province, come Infiltrato.it ha dimostrato, sono più di uno).

Alla giunta guidata da Mazzuto, insomma, piace mangiare. Nel vero senso della parola.

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