ISERNIA/ Giunta esterna: tutti i retroscena di uno scandalo. Di Pietro vuole vederci chiaro

Italo Vigorita. Claudio Falcione. Gabriella Petrollini. Piero Castrataro. La giunta comunale di Isernia sarà esterna. Anche la città pentra, insomma, avrà il suo Mario Monti con i suoi “tecnici”. Ma siamo in grado di svelarvi dei retroscena che non promettono niente di buono per il futuro. E la querelle ruota attorno al nome dell’ingegnere Falcione, Presidente del Rotary di Isernia e in passato Direttore dei Lavori per l’Auditorium, quello dello scandalo. Cosmo Tedeschi avrebbe messo in giro la voce che l’ingegnere sarebbe espressione dell’Italia dei Valori. Quando così non è. Tanto da far infuriare Antonio Di Pietro, che mai si sarebbe sognato di segnalare il nome di Falcione. Risultato? Tedeschi, ora, rischia grosso.

di Carmine Gazzanni

retroscena_di_uno_scandalo_iserniaTutti ricorderanno lo spirito di festa seguente ai risultati del ballottaggio: “finalmente Isernia torna ad essere di centrosinistra”, si diceva. In realtà oggi, a costo infatti di evitare la cosiddetta “anatra zoppa”, si è deciso di formare una giunta esterna: nessuno degli eletti di Pd, Idv, Sel e liste civiche in sostegno a De Vivo sarà assessore.

Una scelta quella della giunta esterna – almeno per vie ufficiali – condivisa dai partiti. Ma qualcosa è andato storto. Secondo quanto risulta a Infiltrato.it, infatti, a decidere alcune delle persone da far sedere a fianco del sindaco in giunta, non sarebbe stato De Vivo in comune accordo con i partiti. Ma solo ed esclusivamente Danilo Leva, segretario regionale del Pd, e Cosmo tedeschi, coordinatore provinciale Idv. Una decisione avvenuta senza ascoltare i partiti. Imposta – per così dire – al mansueto De Vivo che, senza colpo ferire, avrebbe chinato il capo accettando quanto previsto dai due sodali.

Proprio per questo la scelta non sarebbe stata gradita da Sel e Idv. I due partiti, infatti, hanno sempre parlato chiaro: piena fiducia all’operato del sindaco, che avrebbe potuto decidere in totale autonomia sia per una giunta esterna che per una formata da uomini di partito. “Anche a livello nazionale – ci dicono dalla segreteria Idv di Roma – abbiamo sempre espresso piena lealtà nei confronti del sindaco eletto. Nel caso in cui si propenda per una giunta esterna, che questa sia completamente presa dalla società civile. A Isernia non è accaduto”.

Già, perché i nomi non sono stati espressi da De Vivo. Uno su tutti: Claudio Falcione è infatti uomo molto vicino a Tedeschi, che lo ha presentato come espressione dell’area Idv, quando così non è. E la cosa non è andata giù a Di Pietro che si è letteralmente infuriato: “Vuoi fare una giunta tecnica? Falla, ma non permetterti di raccontare in giro che certi uomini (Falcione, in questo caso) sono espressione dell’Idv” questo sarebbe il senso della telefonata tra il leader di Montenero e il sindaco Ugo De Vivo. A corredo è arrivata anche la precisazione del segretario regionale dell’Idv, Pierpaolo Nagni: “Tutte le scelte sono state fatte, in autonomia, dal sindaco”.

Anche perché, diciamocela tutta, Di Pietro e l’Italia dei Valori non avrebbero mai consentito a uno come Claudio Falcione, Presidente del Rotary Club di Isernia, ma – soprattutto – Direttore dei Lavori per l’Auditorium di Isernia (quello dello scandalo, per capirci), di risultare “espressione” di un partito che fa della lotta agli sprechi il suo cavallo di battaglia.

De Vivo – ci dicono – non è altro che una marionetta in mano a Tedeschi e Leva”. 

Non solo. Secondo alcune voci (insistenti) questa giunta altro non servirebbe che a prender tempo: rimarrebbe in carica soltanto quattro mesi, nella speranza (e attesa) che qualche consigliere emigri nel centrosinistra.

E non finisce qui. Non è da escludere, infatti, che anche all’interno dell’Idv qualche gerarchia possa cambiare. La linea, secondo molti personalistica, di Cosmo Tedeschi in provincia di Isernia non sarebbe condivisa né da Nagni, né tantomeno da Di Pietro senior. I due starebbero pensando ad un richiamo ufficiale rivolto al coordinatore provinciale dell’Idv.

Isernia, intanto, resta a guardare.

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