ISERNIA CHOC/ De Vivo resiste venti giorni, si dimettono in 18: “Ecco perché”. Urne (di nuovo) vicine

Ugo De Vivo, l’uomo su cui il centrosinistra aveva puntato per espugnare il fortino pentro, regno degli Iorio’s, ce l’aveva fatta. Dopo oltre dieci anni Isernia aveva un sindaco di centrosinistra. Che però si è squagliato come neve al sole: il suo mandato è durato appena venti giorni. Un record anche questo. Del resto il centrodestra, per bocca di Ulisse Di Giacomo, senatore del Pdl e uomo di fiducia di Michele Iorio, l’aveva promesso. Anzi, messo nero su bianco nella famosa “lettera dei 21”, in cui si avvertiva la cittadinanza che – in caso di vittoria di De Vivo al ballottaggio – i consiglieri di centrodestra, in maggioranza, si sarebbero dimessi in massa. Detto, fatto. E ora? Parola al Prefetto, che nominerà un commissario, che porterà il comune fino a nuove elezioni, probabilmente nel 2013. Anticipiamo allora le motivazioni che hanno spinto il centrodestra a questo gesto eclatante.

di Viviana Pizzi

de_vivo_cade_dimissioni_centrodestraI coordinatori provinciali dei partiti di centrodestra renderanno noti alla stampa, alle 16, i motivi che hanno spinto i diciotto consiglieri comunali di Isernia a rassegnare le dimissioni dal mandato fornito loro dagli elettori poco meno di un mese fa. Ma noi, grazie a fonti interne alla coalizione che fa capo a Iorio, siamo in grado di anticipare le ragioni che hanno spinto De Vivo giù dalla poltrona, a pochi giorni dalla scelta ufficiale della giunta e a venti giorni dall’incoronazione come primo cittadino.

Tre i punti cruciali che hanno determinato la scelta. Uno su tutti, quello che avrebbe fatto traboccare il vaso, sarebbe da individuare nella la composizione della nuova giunta comunale.

Il centrodestra, vera maggioranza in consiglio comunale, avrebbe chiesto a Ugo De Vivo la composizione di un esecutivo tecnico. Ma i nomi forniti dall’ormai ex sindaco non hanno convinto nessuno, né centrodestra né una parte del centrosinistra. “Ma quali tecnici”, avrebbe ammonito Di Giacomo, “questi sono uomini di partito camuffati da tecnici.” E in effetti De Vivo, mal consigliato da alcuni uomini poco attenti alle dinamiche politiche, qualche pasticcio lo ha combinato, come sul nome di Claudio Falcione, di cui abbiamo già raccontato.

Quindi, primo punto di disaccordo con la maggioranza, i nomi della giunta.

Secondo: il bilancio da approvare. I consiglieri di centrodestra non erano affatto d’accordo con la linea di De Vivo e per questo motivo sarebbero nate accesissime discussioni, sia sul metodo sia sui nomi che avrebbero dovuto aiutare il sindaco in questo percorso a ostacoli . Come si sa bene, se il centrodestra non avesse approvato il documento contabile, a causa dell’ingovernabilità della città l’amministrazione sarebbe durata soltanto qualche giorno in più.

Ricordiamo, infatti, che causa di tutti i mali è stato il fenomeno dell’anatra zoppa – sindaco di centrosinistra e maggioranza di centrodestra – che non avrebbe portato molto lontano l’amministrazione di Isernia, la prima targata centrosinistra del terzo millennio. Questo, infatti, il terzo pomo della discordia.

I consiglieri di centrodestra, su cui stanno piovendo fortissime critiche da parte degli elettori, hanno così dimostrato la loro fedeltà ai coordinatori di partito, che pochi giorni dopo le elezioni avevano ordinato di non collaborare alla gestione della città. In quella “lettera dei 21” – tanti quanti i consiglieri di centrodestra eletti –  erano spiegate le motivazioni del mancato appoggio a Ugo De Vivo. La riportiamo integralmente.

“I sottoscritti consiglieri comunali di Isernia eletti nelle liste collegate al sindaco Rosa Iorio constatato il tentativo indegno e immorale portati avanti dal centrosinistra per infangare la nostra responsabilità, coerenza e onorabilità, immaginando improbabili cambi di casacca e anomale maggioranze in Consiglio comunale diverse da quella votata dai cittadini di Isernia; considerato che Isernia ha già scelto la maggioranza alla quale affidare la responsabilità del governo della città; visto che sono stati eletti in una coalizione con un candidato a sindaco e con un programma ben definito; dichiarano sottoscrivendo questo documento di non essere disponibili a sostenere nessuna soluzione che non veda come sindaco il nostro candidato Rosa Iorio: ribadiscono che in politica serve serietà e coerenza, in un momento in cui i cittadini, con evidenti difficoltà legate alla situazione economica e finanziaria hanno bisogno di riferimenti certi e non di menzogne e di slogan, patrimonio questo tipico del centrosinistra molisano; invitano pertanto i cittadini di Isernia a votare l’unico sindaco compatibile con una maggioranza di Consiglio comunale già costituita”.

Dopo la vittoria di De Vivo al ballottaggio gli avvertimenti sono diventati realtà. Eppure quella lettera, sottoscritta dai ventuno consiglieri eletti, si ritrova – oggi – con tre firme in meno. Si vocifera che i tre disertori siano stati espulsi dal partito, ma la voce non trova – per il momento – riscontri ufficiali. In un primo momento infatti il Senatore Di Giacomo ha ammesso che 18 era il numero sufficiente per cadere De Vivo: la maggioranza del consiglio più uno. Ma gli scenari che si aprono restano imprevedibili.

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