IORIO CONDANNATO/ Il coro di dimissioni

“Ogni sentenza va rispettata e per questo motivo scelgo di non commentarla, aspettando con fiducia che le prossime fasi di giudizio mi restituiscano la certezza di aver agito correttamente. Un giudizio impone comunque una serie di riflessioni con se stessi che, nel mio caso, debbono essere pubblicamente esternate. Sono certo di aver sempre lavorato ed agito nel rispetto delle regole, adottando provvedimenti volti a garantire l’interesse della collettività. Affronto questa prova con serenità d’animo, consapevole di essere a posto con la mia coscienza.” Michele Iorio, 23 febbraio 2012, ore 17.09. 

A fare da contraltare a queste dichiarazioni, il coro di dimissioni che si sta alzando sempre più forte: cittadini, partiti e movimenti chiedono a Iorio di andarsene.

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ASS. NUVOLE IN RETE – “Iorio dimettiti”

Iorio è stato condannato!!

Ma, niente paura.

La sua  pena  è sospesa, com’è giusto che sia, in attesa della sentenza d’Appello chiesta dal difensore del Presidente della Regione Molise, Arturo Messere.

E di certo, non essendo noi nè  ’giustizialisti’  nè assolutisti, ma auspicando invece sempre una sana propensione verso la ‘correzione sociale’ del reato e della colpa, sosteniamo anche che non è questo il tema  si cui, qui, ci interessa parlare. Il vero problema da evidenziare è la naturale predisposizone  del ‘potere’ alla conservazione ed alla pratica della delinquenza.

Il Potere ha una atavica necessità di delinquere per proteggere se stesso dalle normali, utopistiche ormai, procedure che rispettino il codice civile, penale ed etico di una nazione.

Nessun potere è salvo. Nessun potere sia fatto salvo!

 

ORESTE CAMPOPIANO, NUOVO PSI – “Lettera aperta all’on. Michele Iorio”

Il 17 febbraio scorso il Presidente tedesco on. Christian Wulff ha rassegnato le dimissioni dalla carica istituzionale da lui ricoperta,solo perché la Magistratura del suo Paese aveva richiesto l’autorizzazione parlamentare ad indagare su di lui circa un prestito ricevuto (allorquando era Governatore) dalla moglie di un uomo di affari. Nella circostanza, seduto al fianco del Cancelliere Angela Merkel, l’on Wulff ha testualmente dichiarato: “La Germania ha bisogno di un Presidente che non ha solo il sostegno della maggioranza del Parlamento, ma di una grande maggioranza di cittadini. Gli sviluppi delle ultime settimane mi hanno fatto vedere che la fiducia nei miei confronti è gravemente compromessa, per questo ho deciso di dimettermi”

Solo qualche giorno più tardi, nella tarda serata del 22 febbraio, il Governatore del Molise Michele Iorio veniva condannato da un Tribunale della Repubblica ad un anno e mezzo di reclusione con interdizione dai pubblici Uffici, perché ritenuto colpevole di abuso di Ufficio, di un reato grave commesso nell’esercizio delle sue funzioni pubbliche ed istituzionali di Presidente della Regione.

La reazione? “Farò valere in appello le mie ragioni. Dimostrerò la mia innocenza. Non mi dimetto”.

Legittimo caro Presidente, giuridicamente legittimo,ma mi consentirà, politicamente ed istituzionalmente  orribile. Già perché qui non è in gioco il solo “sospetto” di una azione non lineare nella condotta di un uomo pubblico, come sembra sia stato  per l’ex Presidente tedesco. Nel Suo caso, sig.Presidente, i fatti che le sono stati contestati sono stati dapprima sottoposti al vaglio di un Giudice in sede di udienza preliminare e successivamente condannato da un collegio di altri tre Giudici per un reato, quello di abuso di ufficio, connesso alle Sue funzioni istituzionali. La differenza mi consentirà è notevole, ma le conclusioni paradossalmente sono differenti: il primo di fronte al sospetto si è dimesso; il secondo di fronte ad una condanna, resiste.

Potrà sembrarle strano, ma non mi unisco al coro dei tanti che le hanno chiesto di dimettersi .E sa perché? Perché Lei avrebbe dovuto farlo già prima di ricandidarsi per la terza volta a Governatore della Regione, allorquando utilizzando scaltramente la non commendevole disponibilità di un Governo  “amico” ,le è stato consentito di nascondere la Sua incandidabilità per le ben note ragioni scritte in una legge dello Stato  pubblicata con colpevole quanto sospetto ritardo in Gazzetta Ufficiale.

Ma avrebbe dovuto farlo anche immediatamente dopo quelle elezioni (tuttora sub judice), allorquando ,dopo circa un mese di conteggi e “verifiche”, è emerso evidente che il Suo risultato elettorale era niente più che una sconfitta sonora, avendo ottenuto circa  l’11% in meno delle liste che erano a Lei collegate e comunque molto meno della metà degli elettori che si sono recati alle urne.

Converra’ con me che anche il Molise, come la Germania, non ha bisogno del sostegno di una maggioranza numerica in consiglio, ma della grande maggioranza dei cittadini.

E questo Lei non l’ha più da tempo in quanto la fiducia dei Molisani nei Suoi confronti è gravemente compromessa.

Ciò che il Tribunale di Campobasso le ha detto “in nome del Popolo Italiano” i Molisani liberi  glielo hanno gridato prima “in nome del popolo molisano”.

E’ per questo che Lei dovrebbe avere un gesto di rispetto,almeno della Istituzione che (ancora) rappresenta, non dimettendosi solo per la condanna subita, ma prendendo atto delle dimissioni che i molisani Le hanno “rassegnato” ormai da tempo.

 

MOVIMENTO 5 STELLE MOLISE “Iorio dimettiti!”

Non si tratta di cavalcare l’onda e additare il Presidente Iorio come il più pericoloso degli assassini o il più scaltro dei malviventi: l’invettiva del Movimento 5 Stelle Molise va vista solo come monito per far sì che la questione etica venga finalmente assorbita anche in Italia. Essa è priva di quella demagogia, antipolitica e qualunquismo che spesso ci attribuiscono: sappiamo infatti bene che non sarà mai possibile arrivare ai livelli etici della Gran Bretagna, della Germania o del Giappone, che negli ultimi mesi hanno visto come protagonisti politici e dirigenti che per molto meno hanno rinunciato volontariamente al proprio incarico, ma riteniamo che le dimissioni di Iorio possano caricarsi di un alto valore simbolico, andando a rappresentare, in questo stato pietoso, uno dei primi esempi di correttezza etica.

Dopo una accertata colpevolezza (almeno fino all’appello) per abuso di ufficio, il presidente della Regione è stato riconosciuto colpevole di aver agevolato una multinazionale nella quale lavorava suo figlio: un anno e mezzo di reclusione e interdizione dai pubblici uffici. In attesa che la giustizia esaurisca il suo percorso riteniamo che ci sia un tribunale,quello morale a cui ognuno di noi ha il dovere di rispondere delle proprie azioni ragion per cui crediamo che le sue dimissioni siano un atto dovuto non solo nei confronti di chi non lo ha votato ma anche nei confronti del suo elettorato, che dovrebbe sentirsi quantomeno deluso, tradito.

Come può continuare a governare con la serenità di sempre sotto l’onta di questo peso giudiziario che gli grava sulle spalle? (Tra l’altro potrebbe approfittarne per portare avanti la propria difesa in poco tempo senza far cadere in prescrizione l’atto). A noi del Movimento la classe politica sembra uscita dallo stampo del lamento biblico del salmista: “I loro idoli sono argento e oro, opera di mani d’uomo. Hanno bocca ma non parlano, hanno occhi ma non vedono, hanno orecchi ma non odono, (…) hanno piedi ma non camminano; con la loro gola non emettono suono alcuno” (salmo 115). Amen


ITALIA DEI VALORIInvochiamo le dimissioni di Iorio.” Intanto a Roma, Antonio di Pietro, protocolla richiesta di rimozione da incarichi commissariali

L’Italia dei Valori, nel pomeriggio di oggi,  ha preso parte alla conferenza stampa convocata dal centrosinistra, nell’ambito della quale è stata illustrata la posizione della coalizione in merito alla condanna di Michele Iorio per l’affaire Bain & Co.

“Michele Iorio non può più essere il governatore di questa regione – ha esordito così il consigliere regionale dell’IdV, Cristiano Di Pietro –  ne chiediamo a gran voce le dimissioni, confermando fin da ora la sottoscrizione della annunciata mozione di sfiducia”.

Ma Cristiano Di Pietro ha detto anche di più:

“Mentre noi siamo qui in conferenza stampa,  a Roma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro sta protocollando una richiesta al primo ministro Monti per richiedere la rimozione di Michele Iorio da tutti i suoi incarichi commissariali. È inconcepibile  – ha proseguito – che un condannato in abuso di ufficio possa continuare a gestire, pressoché  indisturbato, la cosa pubblica”.

A dargli manforte, il segretario regionale IdV Molise, Pierpaolo Nagni, che ha dichiarato:

“Le nostre previsioni preelettorali, con la condanna di Michele Iorio, hanno trovato conferma. Oggi siamo qui a chiedere le sue dimissioni pensando che queste siano un atto dovuto, allo stesso modo crediamo sia un atto dovuto,  fermarsi a riflettere su questa vicenda e sulle altre questioni legali , per il momento ancora sospese, che coinvolgono il presidente Iorio. In un momento storico in cui è stata avviata un’opera di moralizzazione della politica è giunto forse il momento per il centrodestra di iniziare  a porsi qualche interrogativo”.


SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ – “Iorio dovrebbe dimettersi. Il centro sinistra molisano deve prepararsi a raccogliere la sfida”.

La notizia della condanna in primo grado del Presidente Iorio, per la nota vicenda Bain & Co., non può lasciare indifferenti i protagonisti della vita politica molisana.

Fermo restando le prerogative e le garanzie concesse a ogni cittadino, e quindi anche al presidente della Regione, circa la possibilità di dimostrare la sua innocenza nei successivi gradi di giudizio, c’è un punto fermo: i giudici hanno ritenuto Iorio colpevole di abuso di ufficio perché, affidando ad una società consulenze di un rilevante importo, ha favorito il figlio che in quella stessa società, all’epoca dell’affidamento delle consulenze, muoveva i primi passi di una carriera che in breve lo avrebbe portato a scalare i vertici societari. Certo, Iorio junior è sicuramente persona valida e qui non sono in discussione le sue doti. Ma ci sarebbe da discutere a lungo su questo uso a dir poco disinvolto del denaro pubblico e sulle pratiche nepotistiche in uso nel Molise; si potrebbe tranquillamente parlare di schiaffo in faccia a mano aperta ai tanti giovani, anche molto brillanti, che sono costretti ad emigrare o arrangiarsi per trovare un lavoro “normale”. E in questo senso la vicenda per cui Iorio è stato condannato non sembra essere l’unica, almeno a leggere le cronache anche di questi giorni.

«Iorio dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi – dice Candido Paglione, coordinatore regionale SEL Molise – anche se le pene accessorie che lo farebbero decadere sono sospese. C’è però una questione di opportunità politica. Ma quello che ci interessa sottolineare è che la notizia non può non avere ripercussioni politiche e anche di un certo peso. Al di la di quelle che saranno le decisioni di Iorio, appare chiaro che l’impero vacilla, e già se ne erano avuti concreti segnali alle regionali di Novembre. Non è escluso che la vicenda abbia il suo peso politico alle prossime comunali di Isernia e alle ormai pressoché scontate regionali se, come sembra, le consultazioni di Ottobre saranno annullate dal Tar. Maggio, insomma, potrebbe segnare l’inizio di una nuova primavera molisana. Ma il centrosinistra molisano è pronto a raccogliere la sfida? Questo è l’appello che lanciamo all’intera coalizione».


AVV. LUIGI DE ROSA, cittadino – “Dimettiti”

È chiaro che la condanna non è esecutiva; tra appello e cassazione la prescrizione potrà cancellare i pesanti effetti di questa sentenza; tuttavia per un personaggio al vertice del destino del Molise, economico ma anche culturale, è a dir poco spettrale che con un carico del genere si possa decidere delle altrui sorti.

In sostanza questo signore, del partito degli onesti, ha utilizzato fondi pubblici, ovvero quelli che ci mancano nei trasporti, negli ospedali, nei tribunali, e in tutti gli altri pubblici interessi, per affidare incarichi di dimensioni economiche importanti a società mai sentite prima.

Ieri sera ho visto passare l’auto medica del 118, il servizio di urgenza per la salute pubblica; ebbene a Campobasso gira, per il 118 , una SUBARU di piccola cilindrata, che sembra dell’anno 1999. E che forse ha bisogno anch’essa di una robusta cura medica.

Lo sa questo il nostro Presidente? Secondo me lo sa benissimo, ma non gliene importa niente.

È la solita ragione dei forti contro i cittadini, ignari, distratti o tante volte complici consapevoli del malaffare.

Allora, se esistono organizzazioni democratiche sul territorio, e io credo che esistano, le stesse dovrebbero, insieme al tam tam della rete e di poli di eccellenza informativi quali L’Infiltrato, scendere nelle piazze molisane e chiedere a Iorio una cosa chiara e diretta:

Vattene… non hai la moralità necessaria per guidare il popolo molisano……

Organizziamo una grande manifestazione per dire a Iorio: DIMETTITI!

 

GIUSEPPE SPINA, cittadino

APPELLO A TUTTI I CONSIGLIERI REGIONALI DI OPPOSIZIONE!!!!…..DIMETTETEVI TUTTI PER COSTRINGERE POLITICAMENTE IORIO A DIMETTERSI. CI VOGLIONO AZIONI ECLATANTI!!!….LO AVETE QUESTO CORAGGIO ??

 

TO BE CONTINUED…

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