Il Molise, la memoria e i campi di concentramento

Oggi si conclude, presso locali della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, una piccola esposizione sul tema del Razzismo intitolata “1938. Memorie familiari e leggi razziali” a cura di Franco Debenedetti Teglio e di Flora Parisi, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma (dal 27 Gennaio al 19 Febbraio). Iniziata in onore del giorno della Memoria, la piccola mostra espone vecchi giornali, riviste e libri, tutto corredato da cartelloni riassuntivi con alcune testimonianze di famiglieche hanno subito i pogrom fascisti e le conseguenti deportazioni.

di Ulderico Iorillo

Copia_di_img350Tra i libri esposti appare un tomo che ogni molisano dovrebbe tenere a mente: di Michele ColabellaLe leggi razziali del 1938 e i campi di concentrantamento nel Molise (Campobasso, I.R.R.E. Molise, 2004). I campi di concentramento si trovavano a Bojano, Casacalenda, Vinchiaturo, Isernia e Agnone e tra gli internati c’erano ebrei, rom, “sudditi stranieri” e “italiani pericolosi”(antifascisti). Il libro descrive minuziosamente i numeri e la consistenza di un fenomeno che ha scritto una pagina nera anche della nostra regione. Nel 2009 Giorgio Giannini, sulla rivista on-line Instoria, si occupava nuovamente della questione e chiudeva la sua analisi chiedendo che fossero affisse almeno delle targhe commemorative sui luoghi che avevano ospitato gli internati e che venisse realizzato un percorso della memoria.

La memoria non deve essere rinfrescata solo nel giorno a lei dedicato. Oggi, soprattutto dopo le scritte apparse a Roma contro i bambini Rom morti nel rogo del campo nomadi sull’Appia, si sente il bisogno di dare qualche segnale di impegno concreto e comune nei confronti di “minoranze a rischio”, perché gli olocausti hanno la brutta abitudine di partire in sordina. Una bella lettura da riprendere in mano, quindi, quella del libro sui campi di concentramento in Molise e un bel tema da riportare nelle aule scolastiche o in manifestazioni promosse dai nostri enti territoriali.

A distanza di un anno sembra il momento adatto per rinnovare la richiesta dell’affissione di targhe commemorative sui luoghi che furono utilizzati come campi di concentramento nei paesi molisani e della creazione di un percorso dedicato alla memoria.

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