GIANFRANCO MICCICHÈ/ “Da lunedì ci chiameremo Grande Sud. E in Molise, ad ottobre, ognuno per conto proprio.”

di Michele Mignogna

“Da lunedì ci chiameremo Grande Sud”, queste le parole del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il siciliano Gianfranco Miccichè, in visita a Termoli per annunciare dell’utilizzo dei fondi FAS sbloccati dal governo nazionale qualche settimana fa.

Gianfranco MiccichèMa l’onorevole siculo, a Termoli, ha parlato soprattutto del suo partito, un partito del Sud che vuole contrapporsi allo strapotere della Lega Nord nel governo Berlusconi, e ne ha parlato con riferimenti ed esempi molto chiari, a partire dai governi e dai consigli di amministrazione delle grandi imprese italiane, situazioni in cui non sono presenti uomini, deputati o dirigenti che vengono dal Sud.

“Tutte le iniziative fatte dal Governo nazionale ricattato dalla Lega, vanno contro il Sud, per questo abbiamo bisogno di un partito che si occupi di questi territori, per contare e per dire qualcosa”, queste le parole di fuoco utilizzate dal Sottosegretario, e ammette che anche lui inizia ad utilizzare l’arma del ricatto per farsi ascoltare dal governo.

Dunque è questo il motivo vero del perché nasce Grande Sud.

Ma Miccichè ne ha anche per il patto di stabilità, che a suo avviso “è fatto dall’ANCI, il cui presidente è del Nord, e quindi con altri interessi. Non si può governare l’Italia pensando che sia tutta come Milano o Pavia, il problema di fondo è che i nostri governanti, Berlusconi in testa, non conoscono il territorio, non ne hanno contezza, e quindi non ci rappresentano più”.

Un fiume in piena Miccichè, che forte dei sondaggi che lo danno al 3 %, potrebbe essere l’ago della bilancia di un prossimo governo di centrodestra. Ma la stilettata il sottosegretario la lancia sul Molise, infatti sono passati pochi giorni dagli annunci dei vertici di Progetto Molise, il partito del governatore Michele Iorio, della firma di un patto di federazione tra i due partiti, un patto che vedeva proprio il figlio del presidente, Luca Iorio, alla testa di un partito importante per dimensioni in questo territorio. Ebbene, seppur in piedi il patto non è servito ai due partiti per presentarsi uniti alla prossima competizione elettorale: ognuno per conto proprio dunque.

Una mossa che delinea la volontà delle parti in causa di contarsi e misurarsi con una realtà nota proprio per la proliferazione di partiti e movimenti che ad ogni tornata elettorale si presentano, una situazione denunciata dallo stesso Miccichè ma che non gli ha impedito di percorrere la stessa strada.

Insomma un partito tutto da costruire, quello di “Grande sud”, e che punta sulla presenza di sindaci ed assessori locali in quanto “profondi conoscitori del territorio”, sottolinea Miccichè, criticando l’assenteismo dei deputati locali, in ogni regione, sui temi della rappresentanza del territorio, una rappresentanza che Miccichè vuole ad ogni costo.

 

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