GEOMECCANICA VENAFRO/ I dipendenti accusano:”È tutta una farsa”

di Redazione Infiltrato.it

Per l’ennesima volta siamo costretti ad occuparci del caso Geomeccanica, l’azienda di Venafro svuotata dei suoi averi e portata in Brasile da manager senza scrupoli. Il tutto a danno di famiglie e operai, che però non ci stanno più a subire in silenzio. In passato abbiamo dimostrato, carte alla mano, quello che chiamammo “il gioco delle tre carte”: come far sparire un’azienda e fregare, in un sol colpo, 70 famiglie. Con una politica che “non può, non deve e non vuole sapere” (copyright del Direttore di Finmolise, Lorenzo Cancellario), in stile tre scimmiette, con un sindacato probabilmente non all’altezza della battaglia da compiere, non resta che una cosa da fare: arrendersi mai e urlare la propria rabbia. Ciò che i dipendenti stanno cercando di fare. E l’accusa, anche stavolta, farà tremare i polsi: le voci messe in giro dai politicanti di centrodestra su un presunto accordo di vendita alla MDT di Parma, secondo i dipendenti, sarebbero in realtà una “clamorosa farsa”.

di Dipendenti Geomeccanica

geomeccanica_operai_sui_tettiPer quanto riguarda la vicenda Geomeccanica è proprio il caso di dire che la farsa è ormai servita. Ebbene si, specialmente dopo l’incontro tenuto il giorno 13 c.m. presso i locai del centro sociale “Don Orione” di Venafro alla presenza di tutti i sindacati e delle maestranze.

Tutti erano convinti che qualcosa si stava muovendo per il verso giusto, visto che l’acquisto delle mura dell’ex-azienda erano state acquistati dalla MDT di Parma, azienda che vanta una certa serietà. Questo ottimismo era scaturito anche dai colloqui che tutti gli ex-dipendenti avevano sostento con i nuovi acquirenti al termine dei quali, molto probabilmente, si sarebbe dovuto ripartire. Finalmente si è respirata una boccata di aria pulita.

Già durante questa fase, però, qualcosa sembrava non tornare e precisamente: 1) la presenza di personaggi appartenenti all’ex proprietà che attualmente lavorano per l’azienda emiliana (che combinazione); 2) tra i dipendenti che sostenevano colloqui c’erano gli stessi che hanno lavorato in Brasile con l’ex proprietà.

Quando la disperazione ti possiede la mente e la voglia di riiniziare è tanta, si dà poca iportanza a certi episodi, poiché si è invasi da un forte ottimismo e voglia di riprendere.

Il 13 Gennaio, quindi, all’inizio dell’incontro sindacati/lavoratori, il Sig Tarantino della CGIL ha iniziato la discussione dicendo che “la nuova proprietà si avvarrà, con assunzione di  collaborazione” delle figure di Pietro Di Lauro e di Mimo Di Lauro (cugini ed ex-proprietà) che provvederanno al riassetto societario” e di conseguenza avranno, di nuovo, potere decisionale (anche se i sindacati stessi hanno poi aggiunto che i ruolo dei “consulenti” sarà quello di fare da tramite tra la nuova proprietà e vecchi contatti aziendali, ma tutti sanno che così non sarà visto che lo stesso Di Lauro già nei mesi precedenti diceva, anche se in via confidenziale ai propri amci, che LORO sarebbero stati dietro la nova proprietà.

Ed ecco la farsa. Sono passati due anni durante i quali  è accaduto,detto e scritto di tutto; interpellanze regionali, mozioni, denunce, esposti, minacce, proclami di teste che dovevano cadere, poltrone che sarebbero saltate,  per poi ritrovarsi di fronte alla solita “CRICCA” che nuovamente muoverà i fili.

Possibile che, a questo punto, la legge italiana prevede che fare fallimento è così semplice per certe persone?

Dopo il fallimento i Di Lauro, con un pugno di uomini hanno fatto sparire tutti i supporti tecnici (disegni, progetti) e sono andati in Brasile, terra di Senatore che era lì pronto con un nuovo stabilimento che li aspettava; tramite foto e video pubblicati su internet (che improvvisamente sono state oscurate) sono stati scoperti ed hanno avuto anche la faccia tosta di smentire tutto; hanno continuato a progettare e costruire nell’interland le stesse attrezzature (ricordiamoci che stiamo a Venafro piccolo centro dove tutti sanno tutto ed anche i muri hanno gli occhi ed orecchie)  e, all’improvviso i primi nuovi assunti della nuova proprietà chi sono?

Ma LORO, Di Lauro Pietro e Mimmo, spettro perenne, e sapete chi saranno i primi operai a rientrare, secondo la richiesta fatta ai  sindacati? Semplice no, il pugno di uomini che è stato in Brasile a fare le macchine che ora, la MDT, vorrebbe fare a Venafro (e due di questi non appartengono neanche più alle liste degli ex dipendenti). Secondo noi il cerchio si è chiuso e “2+2 fa 4”.

Ma come è possibile che a persone che dopo aver  distrutto ben due aziende (prima CMV e poi Geomeccanica) una nuova proprietà gli affida  il ruolo di “consulenti”; ma cosa hanno da consigliare persone che fino ad ora hanno tenuto in mezzo ad una via 65 famiglie mentre loro con macchine nuove andavano in giro ed all’estero.

Qualcosa sembra non torni, CHE NE DITE??

La MDT con i Di Lauro hanno “chiacchierato” di tutto questo solo nei locali  della CGIL, ignorando e scavalcando gli altri due (solito modo di operare di certe persone appartenenti alla ex-proprietà); anche questo sembra abbastanza strano infatti i sindacati esclusi di questo si sono lamentati

C’è puzza di bruciato, indubbiamente.

Eppure, tenetevi pronti, tra un po’ ci saranno proclami di “RINASCITA” di un’azienda ormai morta che riprende la produzione. “UNICO CASO” del Molise, si dirà ed ognuno se ne vorrà prendere i meriti; ma siamo sicuri che quell’azienda era veramente morta o forse era il caso di dire che “la morte era apparente”??  De 65 operai, verranno presi 21 tra i fedelissimi (dei quali 2 come detto non facevano proprio parte più) e , gli altri?  Dopo il clamore iniziale, vedrete che piano piano, a riflettori spenti, verranno lasciati fuori , dove siamo ora, e questo (ndr) già  lo hanno fatto con gli EX DIPEDENTI della CMV.

I sindacati hanno dichiarato battaglia (non è che potevano fare altro), sperando che, almeno questa volta, la protesta porti a qualcosa di veramente positivo come hanno affermato di voler fare e di questo siamo fiduciosi. Pensavamo veramente che la nuova aria diventasse realtà questa volta.

Di fronte a tutto questo non c’è politica, o demagogia che tenga. Qui si assiste, semplicemente, all’ennesimo schiaffo dato a chi, per ben due anni, si è sentito solo usato ed ha creduto a dei valori.

Se tutto questo fosse accaduto a personaggi forse più in vista e noti, come la cronaca di questi giorni ci insegna (vedi la vicenda di Tonino Perna), forse un’inchiesta o indagine sarebbe partita, i giornali, i notiziari avrebbero dedicato prime pagine  e titoli, ma sicuramente, tutto questo si andrà ad aggiungere all’ormai voluminoso carteggio fermo chissà dove.

Anche questa farsa è servita. Povero a chi resterà fuori.

È tutta una farsa.

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