GAROFALO/ “Lascio l’Italia dei Valori perché non ci sono valori”

Luca Garofalo, coordinatore giovani di Campobasso, scrive una durissimo j’accuse in cui sottolinea che  “le promesse fatte dal leader Antonio Di Pietro sono state disattese. Il Presidente, quasi esautorato, è talmente ossessionato dai media che attacca chiunque critichi la gestione verticistica del partito.” Come diceva Gaber “non ho paura del Berlusconi in se, ma del Berlusconi in me”.

ANTONIO-DI-PIETRO_2Lascio l’Italia dei Valori perché non ci sono i valori che mi aspettavo di trovare in questo partito, perché le promesse fatte dal leader Antonio Di Pietro sono state disattese, perché sono di Sinistra. Lascio questo partito perché le critiche e i dissensi divengono, contrariamente a quanto auspica Leoluca Orlando, argomento e pretesto per dar vita a fatti organizzativi, cristallizzati in appartenenze.

Dimettendomi dall’incarico di coordinatore giovani di Campobasso e responsabile scuola della Giovanile molisana, voglio restare a disposizione del coordinamento giovanile del centro-sinistra molisano.

 Affinché tutti possano capire i motivi che mi hanno portato a questa pensata e sofferta scelta, credo che sia giusto che ne esterni qualcuno.

Leggendo l’articolo su Paolo Flores D’Arcais sul blog del presidente Antonio Di Pietro, ho avuto l’ennesima conferma che il partito sia in mano ai colonnelli e agli yes-men, parte che si è convenientemente schierata in modo acritico, fideistico ed interessato  verso un inamovibile status quo dal quale hanno tutto da guadagnare. Il Presidente, quasi esautorato, è talmente ossessionato dai media che attacca chiunque critichi la gestione verticistica del partito. Non sono polemiche generalizzate, come accusa Di Pietro, ma critiche oggettive con nomi e cognomi, e il fatto che dica che sono strumentalizzazioni credo sia ingiusto e irrispettoso. E ingiusti e irrispettosi sono anche i messaggi inviati ai militanti che chiedono ipocritamente di sostenere una grande falsità, non rendendosi conto che stando in questa palude il partito continua a sprofondare.

La questione morale dell’Italia dei Valori, invece, è enorme e radicale: il tumore è in metastasi. Questo partito ha segnato la propria rovina il giorno in cui si cominciò a utilizzare quello che Eduardo Rina, l’ex responsabile nazionale enti locali, ha chiamato “metodo Formisano”: si sono sistematicamente cooptati i rappresentanti di altri partiti, prevalentemente ex udeur ed ex dc, che basavano e basano la propria forza politica sulle tessere e sui pacchetti di voti, liberandosi di coloro che onestamente e disinteressatamente avevano donato energie e tempo a questo partito.

Presidente Di Pietro, ha fatto il gravissimo errore di scambiare il pragmatismo per visione politica; non è un caso, se dopo l’8% delle Europee, l’IdV è sceso notevolmente secondo i sondaggi.

Non deve poi sorprendersi se i Razzi, gli Scilipoti e i Porfidia (indagato per estorsione aggravata da favoreggiamento della camorra) finiscono nel parlamento e votano la fiducia al governo Berlusconi, e nemmeno se, a differenza di Massimo Romano, Nicandro Ottaviano non abbia fatto nemmeno un comunicato stampa a nome del partito o si sia speso per una qualsiasi iniziativa.

Ha detto più volte che ha bisogno di aiuto nello scegliere i candidati: perché non ha accettato la proposta di De Magistris di costituire una commissione che giudicasse i candidati?

Perché sono stati falsati molti congressi, nonché quello nazionale, nei quali si proponevano regole che potevano rendere il partito migliore?

Forse la verità è che quello superbo non è stato Paolo Flores D’Arcais, ma lei che, con modi autoritari, fa scelte incontestabili e senza ascoltare la base del partito. Un esempio eclatante è l’appoggio del federalismo demaniale.

 Il non appoggiare il referendum sull’acqua del Forum per l’acqua, la strumentalizzazione fatta a spese del popolo viola e varie altre vicende rendono poi l’IDV tutt’altro che vicino alla società civile, tant’è che Salvatore Borsellino, al quale fa riferimento il movimento delle agende rosse, ha ultimamente detto che Di Pietro ha tradito i valori di cui parla, dicendo che il partito è in mano “ a politicanti espressione del peggio della vecchia politica”.

“Non ho paura del Berlusconi in se, ma del Berlusconi in me”. Così diceva Giorgio Gaber indicando perfettamente cosa rende Berlusconi un personaggio di successo: un uomo che maschera la sua debolezza…..

 

APPROFONDIMENTI

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