FLI MOLISE/ Nasce il low cost della politica

di Alessandro Corroppoli

A volerla dire tutta, di Futuro e Libertà, il movimento politico del Presidente Gianfranco Fini, ne avevamo perse le tracce allorquando al governo salì Mario Monti e Italo Bocchino – con l’inizio dei reality show- finì nel dimenticatoio delle riviste di gossip. In Molise Futuro e Libertà (Fli) avrebbe dovuto fare il suo esordio sulla scena politica nelle scorse consultazioni di ottobre, ma il “presente” di allora ci disse che non vi era né futuro né libertà. Scomparsi simbolo e lista con i candidati, restarono solo le scaramucce interne, che costrinsero l’allora coordinatore regionale Quintino Pallante a rinunciare alla propria carica e presentarsi solo soletto – ma con la garanzia del fratellino Enzo, vicesindaco a Frosolone, nelle fila di Grande Sud di Miccichè – nel listino maggioritario del Presidente Iorio, ottenendo in cambio la Presidenza dell’Arpa Molise e il corrispettivo stipendio dirigenziale che ammonta sui 250 mila euro anno. Se queste sono le premesse, perché nasce Fli in Molise? C’è un progetto di Terzo Polo? Oppure è il solito lavoro chirurgico di qualche politico con smanie da leader?

zeruoliPiù che il Fli, quello messo in piedi l’altra sera assomiglia ad un Flop, annunciato per via di una carenza programmatica e strategica palese, a meno che il fine ultimo non sia quello, attraverso un travaso di attori non protagonisti all’interno del Pdl, di divenire il partito di riferimento del centrodestra ricalcando le orme del partito madre.

Nessuna novità, solite facce, soliti nomi, solite parole e soliti propositi elettoralistici: far nascere una nuova forza politica alla vigilia dei congressi provinciali del Pdl e alla vigilia del 17 maggio, data in cui sapremo se questo Governo regionale ha occupato le poltrone in maniera attendibile o meno.

È solo un caso che la convention si sia svolta a margine della chiusura delle diatribe interne al Pdl? È solo una coincidenza che gli emissari dei vari Fusco Perrella e Vitagliano siano tra i più eccitati all’idea di fare il solito salta della quaglia? Andreotti diceva che a pensar male si sbaglia ma tante volte ci si azzecca.

Qualche ora fa sono stati riconfermati i coordinatori provinciali del Pdl, Pierluigi Lepore su Campobasso e Luigi Mazzuto su Isernia. Questo di fatto svuota d’interesse il congresso stesso e sopprime l’opposizione interna, mettendo in un angolo la tanto democrazia e in modo particolare il più acerrimo avversario del governatore, Gianfranco Vitagliano. Sconfitto non solo nei numeri ma anche nel morale perché a dargli il castigo è stato il senatore Ulisse Di Giacomo, fedelissimo di Michele Iorio.   

Ma sappiamo anche che il “neo compagno democratico Gianfry, abituato a fare il delfino dei potenti, ha programmato la sua Exit strategy.

L’obiettivo dell’assessore è quello, nel caso in cui le consultazioni fossero dichiarate nulle il prossimo 17 maggio, di volare (magari dall’Aeroporto fantasma del Molise) in uno degli scranni del Parlamento. Perso il volo di linea Pdl, troverà posto sul low cost di Fli?

Tempo addietro, in occasione della presentazione dei congressi Pdl, scrivemmo che l’assessore alla programmazione fosse più forte fuori dal partito che dentro. Oggi, a distanza di qualche settimana, i fatti in qualche modo ci danno ragione: non sfiduciato in consiglio regionale grazie anche ai Ponzio Pilato del Partito Democratico, e ora uomo forte all’interno di Fli. Ovviamente non abbandonerà il Pdl per passare armi e bagagli in Fli ma cercherà, come il suo Governatore ha ben fatto in questi anni, di “controllare “ e “manovrare” il tutto da fuori. Ci riuscirà?

Se è vero come sembra che il futuro coordinatore regionale del Fli sarà l’imprenditore isernino Nicola Cesare, proprietario dell’istituto demoscopico Digis e amico intimo di Vitagliano (tanto da farlo diventare azionista di maggioranza del Termoli Calcio) e se verrà confermato l’appoggio di Fli alla candidatura del ribelle Raffaele Mauro come sindaco di Isernia, in opposizione interna a Rosa Iorio (sorella del Governatore), allora uno dei tasselli s’incastrerebbe in questo risiko di centrodestra. Perché?

Perché persa la battaglia interna congressuale, l’obiettivo di Vitagliano è far cadere in disgrazia politica Iorio & Family a Isernia, per potersi rilanciare all’interno del Pdl. E quindi, forte di una eventuale sconfitta di Rosa Iorio e magari della buona affermazione di Mauro, con l’appoggio esterno del Fli, avrebbe il biglietto obliterato per una candidatura al Parlamento Italiano il prossimo anno. E a quel punto Fli non servirebbe più a nessuno, nemmeno a lui.

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