FIOM VS FIAT/ Termoli, parla Maurizio Landini: “L’attacco dell’azienda è contro la Costituzione”

Secondo il segretario nazionale, al di là di sigle e lavoratori, l’atteggiamento della Fiat vìola i dettami costituzionali contenuti negli articoli 2, 3 e 39. “Le persone che compiono lo stesso lavoro devono essere retribuite allo stesso modo”, questo è il pensiero su Termoli. “Continuiamo a lottare, forti di una sentenza del Tribunale di Modena”. Dove il giudice del lavoro Carla Pontario ha dichiarato non manifestamente infondata l’eccezione di legittimità costituzionale dell’articolo 19 della legge 300 del 20 maggio 1970. Che tradotto significa: sarà la Corte Costituzionale a stabilire se il comportamento della Fiat va contro la norma più alta dell’ordinamento giudiziario italiano.

di Viviana Pizzi

Landini_Maurizio_fiom“Escludere un sindacato (in questo caso la Fiom ndr) dalle trattative con l’azienda non è un atto solo contro la sigla o i lavoratori ma contro la Costituzione”. Lo ha dichiarato a Infiltrato.it il segretario nazionale della Fiom Cgil Maurizio Landini in seguito alle ultime vicende che hanno caratterizzato lo scontro con la Fiat Powertrain di Termoli, con particolare riferimento all’ultima trovata dell’azienda che ha pensato di sottrarre 250 euro dalla busta paga di chi sceglie di farsi rappresentare dalla Fiom Cgil applicando il contratto del 2008.

Mi sembra – ha aggiunto Maurizio Landini – che di fronte a una sentenza di questo tipo si muova una evidente logica di ritorsione. Che non va soltanto contro i lavoratori o il sindacato ma anche contro i giudici che hanno emesso la sentenza del Tribunale di Larino che riammette la Fiom a partecipare alla vita dell’azienda”.

Il pensiero di Maurizio Landini appare chiaro e avvalora la tesi della discriminazione tra operai che abbiamo portato avanti in questi ultimi giorni.

“La Fiat – ha continuato – non sta rispettando un principio costituzionale importante secondo il quale le persone che  compiono lo stesso lavoro devono essere retribuite allo stesso modo. Per fare questo è uscita da Confindustria pensando di poter applicare leggi proprie in spregio dei principi egualitari della Costituzione Italiana”.

Secondo Maurizio Landini in questo modo si sta tentando di annullare la presenza della Fiom all’interno dell’azienda termolese. E il problema non è solo della Fiom, visto che si rischia un confronto  a orologeria. Usando le sue parole “fino a quando lo decidono loro”.

Come sindacato – ha sottolineato – andremo avanti nella lotta forti anche di una sentenza di ieri del Tribunale di Modena nella quale il comportamento antisindacale e l’interpretazione dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori da parte di alcune aziende del gruppo Fiat sarà oggetto di attenzione del primo ministro Monti e di tutto il governo”.

Ma cosa ha fatto il giudice di Modena? Si è trovato di fronte a una situazione simile a quella sollevata a Termoli. New Holland, Maserati e Ferrari non avevano ritenuto da convalidare le elezioni dei rappresentanti sindacali della Fiom Cgil interpretando una norma contenuta nell’articolo 19 della legge 300 del 20 maggio del 1970.

Nel dispositivo del giudice si legge chiaramente questo passaggio scritto dal giudice del lavoro Carla Pontario: visto l’art. 23 L. 87,1953, dichiara rilevante e non manifestamente infondata l eccezione di legittimità costituzionale dell’articolo 19 lettera bl d,ella legge n . 300 del 20 maggio 1970, per contrasto con gli articoli 2, 3 e 39 della Costituzione. Dispone l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale e sospende il giudizio in corso.

Tutto questo significa una sola cosa: che la Corte Costituzionale si esprimerà sul caso di Modena dichiarando una volta per tutte se è legittimo escludere le rappresentanze sindacali da un’azienda. Questo che sia del settore metalmeccanico o di qualsiasi altro settore. Sarà un giudice, il quale parere sarà inappellabile, a stabilire se la Fiat e le aziende del suo gruppo rispettano le leggi nazionali e immutabili della carta costituzionale.

Non sarà quindi più possibile, dopo questa pronuncia, dare un’interpretazione soggettiva del dettato normativo. Non ci saranno ricorsi in appello che terranno se la Corte Costituzionale dovesse dichiarare illegittimo il comportamento della Fiat. Ogni giudice del Lavoro, in caso di analogia come quella che esiste tra i casi Modena e Termoli, dovrà attenersi al dettame Costituzionale. Senza se e senza ma. E allora, solo allora, si saprà chi sarà il vero vincitore della partita a scacchi tra i padroni e i lavoratori.

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