FIOM VS FIAT/ Meno soldi ai 200 iscritti Fiom: “L’azienda risparmia seicento mila euro l’anno”.

E intanto la politica – o meglio, una parte– si mobilita per difendere i diritti dei lavoratori. Come il consigliere regionale dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro, che sta facendo pressione sul gruppo parlamentare del partito affinchè venerdì venga presentata un’interrogazione al Ministro Fornero: “Non è accettabile che gli iscritti Fiom percepiscano 250 euro in meno rispetto a chi è iscritto ad altri sindacati.” Giuseppe Tarantino, segretario Fiom Molise, attacca: “Così facendo la Fiat vuole ottenere un risparmio di 600 mila euro l’anno.” Nonostante lo scandalo stia assumendo proporzioni rilevanti, c’è anche chi riesce nell’impresa di lavarsene le mani, come l’assessore regionale Gianfranco Vitagliano: “Questa non è materia dei politici”.

di Viviana Pizzi

marchionne_landini_termoliFiom contro Fiat quarto atto. A questo punto della vicenda abbiamo inteso indagare su quale sia la reale portata della decisione aziendale di applicare il contratto del 2008 agli operai iscritti al sindacato di Landini, e solo a quelli, mettendo in campo una discriminazione senza precedenti.

Si tratta di un risparmio non indifferente per le casse della Powertrain di Termoli (oltre che un’ingiustizia che grida vendetta al cospetto di Dio). I calcoli li ha effettuati per noi il segretario regionale della Fiom Giuseppe Tarantino, in trincea affinché questa ingiustizia venga cancellata al più presto. Sono 200 le lettere arrivate a operai iscritti alla Fiom. L’azienda risparmierebbe una cifra significativa che ammonta a circa 50mila euro al mese e, quindi, 600mila euro all’anno. Il tutto chiaramente sulla pelle dei lavoratori.

La vicenda ha inizio il 29 maggio, quando gli operai iscritti alla Fiom ricevono la lettera che abbiamo pubblicato in esclusiva:Le comunichiamo che a far data dal corrente trattamento di maggio e finché la detta decisione giudiziaria rimarrà in vigore, anche il Suo trattamento economico sarà adeguato a tale pronuncia, con corresponsione di quanto previsto dal CCNL Metalmeccanico del 2008 in punto minimi salariale, maggiorazioni per lavoro notturno e straordinario e aumenti periodici di anzianità. Rimangono fermi in ogni caso gli effetti dei recessi e disdette comunicati dalla nostra società nel novembre 2011 con riguardo a tutte le intese sindacali, con conseguente cessazione, dal primo gennario 2012, di qualsiasi trattamento aggiuntivo e integrativo rispetto alle previsioni di cui alla contrattazione metalmeccanica, ivi compresi quelli in materia di quattordicesima erogazione”.

L’aspetto più inquietante della vicenda sta nella discriminazione messa in campo dalla Fiat: a pagare, a ricevere la lettera sono soltanto gli operai Fiom. Perché? Semplice, il sindacato guidato da Landini ha chiesto di essere reintegrato nelle sue funzioni, dopo che la Fiat lo aveva di fatto escluso da ogni trattativa. Qualche mese fa arriva la sentenza del Tribunale di Larino, che cancella questa aberrazione, accoglie il ricorso del sindacato, condanna la Fiat per “comportamento antisindacale” e impone all’azienda di Marchionne di reintegrare a Termoli a tutti gli effetti la rappresentanza Fiom.

Da lì in poi la guerra è totale. Una decisione, questa dei giudici di Larino, evidentemente poco gradita dai vertici della fabbrica, che stanno quindi provando a fiaccare la resistenza Fiom, partendo dalla riduzione dei salari e tentando di “convincere” qualcuno di loro a rinunciare all’appartenenza alla Fiom.

Risultato? Gli operai sono più incazzati di prima. E il segretario regionale Tarantino è pronto alla mobilitazione: “Nel fine settimana ho convocato un’assemblea con gli iscritti – ha sostenuto – per ora non si esclude nessuna soluzione ma dovranno essere tutti gli operai convinti di mettere in campo la protesta”.

Il partito comunista dei lavoratori ha pensato anche all’occupazione dell’azienda. Per ora Tarantino né conferma né smentisce tale ipotesi. Ma l’ingiustizia grave che è stata compiuta nei confronti degli operai smuove le coscienze. Anche di chi non ha ancora un lavoro.

Per questo gli studenti del collettivo 2Kappa8 hanno deciso di sostenere qualsiasi iniziativa verrà portata avanti. Gli altri sindacati, invece – Cisl, Uil e Ugl – per ora tacciono. Se ne fregano. Come se le traversie dei loro colleghi siano una cosa lontana anni luce. Come se parlare a favore di chi esegue lo stesso lavoro e percepisce meno soldi possa mettere a rischio anche il loro futuro.

E la politica? Dopo il consigliere regionale Michele Petraroia, da sempre vicino alle sorti dei lavoratori più deboli, si schiera a favore degli operai Fiom anche il collega dell’Italia dei Valori Cristiano Di Pietro. La sua è un’azione fattiva nei confronti di chi sta subendo l’ingiustizia. Ci vuole vedere chiaro e lo farà di certo.

“Quello che ha messo in atto la Fiat Powertrain – ha sottolineato Di Pietro – è un atto gravissimo e ingiustificato di cui tutti noi dell’Italia dei Valori chiederemo conto. Lo faremo innanzitutto con il governo nazionale. Da ieri il nostro partito è a lavoro per preparare un’interrogazione parlamentare in cui chiederemo cosa si intenderà fare per evitare questa ingiustizia. Il nostro è un netto e fermo atteggiamento di condanna nei confronti delle decisioni dell’azienda di Marchionne”.

Finora tutte le persone interpellate sulla vicenda hanno espresso, come anche noi dell’Infiltrato.it, un atteggiamento di condanna nei confronti di quanto comunicato il 29 maggio dall’azienda metalmeccanica.

Anche l’assessore regionale alla programmazione Gianfranco Vitagliano è convinto che la Fiat abbia messo in campo un’ingiustizia e che tutti i lavoratori che fanno lo stesso mestiere devono ricevere una paga uguale. Ma il suo pensiero nei riguardi di quelle duecento persone che ad oggi hanno 250 euro in meno sulla loro busta paga non va oltre. “Non so cosa si può fare per evitarlo – ha sottolineato – non so nemmeno di cosa si stia parlando. Non ho studiato la questione perché non rientra nelle mie competenze di assessore. Questa non è materia della politica è materia dei giudici”.

Ponzio Pilato non avrebbe saputo fare di meglio: la Giunta Regionale è lontana anni luce dai problemi dei lavoratori. E certe parole, dette da uno che si presenta come il reuccio del Basso Molise e come possibile futuro Presidente di Regione, mettono i brividi. Ma tutto questo non impedirà di lottare per l’unica cosa giusta: salari uguali per tutti.

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