FIOM VS FIAT/ Il sindacato e la battaglia termolese: “Tasse ai politici per aiutare i lavoratori in difficoltà”

Erano circa in trenta i lavoratori che hanno presenziato questa mattina all’incontro con i vertici nazionali e regionali della Fiom Cgil sulla questione Fiat Powertrain di Termoli. L’argomento è sempre lo stesso, la decurtazione dallo stipendio di circa 250 euro. Come era da attese in città è arrivato l’esponente nazionale Michele De Palma. Insieme a lui il vertice regionale del sindacato Giuseppe Tarantino.

di Viviana Pizzi

FiomFiatLa domanda che si pongono i lavoratori prima di entrare in riunione riguarda l’opportunità di cancellarsi o meno dal sindacato.

Noi abbiamo chiesto quali fossero le procedure e uno di loro ha parlato.

Prima – ha sottolineato – si doveva comunicare all’azienda e alla Fiom ora basta dirlo solo a Fiat. Io non lo farò. In questo modo fiat risulta vincente e noi non vogliamo questo. Non possono far passare il messaggio che la colpa di tutto questo è della Fiom“.

Il sindacato se vuole conoscere l’effettivo numero degli iscritti deve chiederlo ogni tre mesi. Considerando che la lettera incriminata della Fiat da noi pubblicata in esclusiva è stata inviata il 29 maggio senza preventivo avviso al sindacato, sarà possibile conoscere i numeri dell’effettivo esodo dalla Fiom soltanto a settembre. Ufficiosamente qualche tessera è gia stata strappata ma si tratta di numeri ancora ufficiosi.

I vertici nazionali e regionali si sono poi riuniti in conclave per discutete di questo e della possibilità di presentare azioni legali nei confronti della Fiat. Al termine del confronto, avvenuto rigorosamente a porte chiuse per permettere agli iscritti di esprimersi liberamente, queste sono le conclusioni a cui si è arrivati.

La Fiatha sostenuto Michele De Palma – con questo comportamento ha dimostrato ancora una volta di non riconoscere il ruolo della Fiom all’interno dell’azienda. Riconoscimento sarebbe stato se ci avesse convocati e ci avesse annunciato prima quello che sarebbe avvenuto sulle buste paga dei nostri iscritti. Non lo ha fatto dimostrando ancora una volta poco rispetto. Ora le vie che intraprenderemo per rivendicare i nostri diritti sono due, la prima sindacale e la seconda giudiziaria. Sindacalmente ora siamo noi a chiedere un incontro ai vertici della Fiat in azienda. Da tenersi nella sede di Termoli e alla presenza dei vertici nazionali del sindacato. Poi agiremo anche in sede giudiziaria“.

I ricorsi giudiziari li hanno spiegati a dovere gli avvocati della Fiom presenti in assemblea.

I lavoratori non sono soli – hanno dichiarato D’Adamo e Salemme – li tuteleremo in ogni sede. Il ricorso potrà essere collettivo e individuale. Nel primo caso avrà carattere d’urgenza e verrà discusso nel massimo tempo di un mese e mezzo secondo la norma dell’ex articolo 28. Nel secondo i tempi si allungano ma solo di qualche mese. In second battuta presenteremo ingiunzioni di pagamento per recuperare anche quello che non è stato corrisposto in questi mesi. Qui si tratta di una errata intepretazione della sentenza del Tribunale di Larino chr indicava alla Fiat di applicare il contratto del 2008 ma ci rispettar le maggiorazioni previste, in termini economici, da accordi successivi. I vertici aziendali hanno applicato questa norma in maniera discriminatoria tentando di affossare la Fiom agli occhi dei lavoratori“.

Su questo punto torna a parlare il delegato nazionale De Palma.

Non avviene solo a Termoli – ha aggiunto – abbiamo intentato 62 vertenze per 86mila lavoratori. Settele ha vinte laFiom. La più recente a Modena dove il giudice ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale. Il comportamento della Fiat è anche anti costituzionale. In Italia non esiste il principio di riduzione del salario a maggiorazione avvenuta. È illegale. Ma l’azienda ci abbassa il salario per farci cancellare dal sindacato e lo fa in un momento di crisi in cui’ comd ci hanno detto gli stessi delegati, si fa fatica ad arrivare a fine mese e c’è l’Imu da pagare. Siamo in un!azienda dove c’è la cassa integrazione e dove si arriva a percepire salari anche di seicento euro al mese. Rimanere iscritto è difficilissimo, ma noi saremo  vicini anche a chi decoderà di cancellarsi“.

Il sindacato presto diffiderà ufficialmente la Fiat ad applicare l’odioso provvedimento anche nei prossimi mesi. C’è chi teme che si possa andare per le lunghe ma i vertici del sindacato rassicurano che sarà questione di pochi mesi. Denunciano però la scarsa vicinanza dei colleghi iscritti agli altri sindacati. E su questo Marianna Salemme interviene ancora.

Noi legali – ha continuato – combattiamo per tutti. Quello che accade ora a noi potrebbe avvenire un domani a Cisl e Uil qualora decidano di mettersi contro i padroni. Una pacca sulla spalla non costa nulla“.

Qualche spunto a livello nazionale da parte di De Palma.

La Fiat agisce al di sopra della legge – ha continuato – basti vedere la cassa integrazione decisa per Cassino e Avellino dove si dovrebbero produrre Giulietta e Bravo. Tutto questo per una riorganizazione della produzione prevista nel 2014. A Pomigliano la produzione non è ripresa e i lavoratori sono ancora fuori con cassa integrazione a zero ore. Noi non  vogliamo il male di Fiat per spirito di rivalsa. Vogliamo nuova produzione per garantire un futuro industriale sia per noi lavoratori  che per l’automobile italiana. Insieme a Renault la Fiat è l’unica azienda in perdita, mentre in Polonia si continua a produrre la vecchia Panda. Basti pensare alla disumanità mostrata durante il terremoto in Emilia quando Fiat ha pensato di spostare una catena di produzione da Crevalcore a Bari. Ma i baresi hanno detto no“.

La Fiom intanto domani a Roma si incontra con i segretari nazionali del centrosinistra Bersani, Di Pietro e Vendola per sensibilizzare la politica sui temi del lavoro. Intanto lancia una proposta choc: i politici si tassino per aiutare i lavoratori in difficoltà.

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