FIAT VS FIOM/ I delegati sindacali: “Si rischia un salario da 800 euro al mese: ma noi non molliamo!”

Sulla vicenda sono intervenuti sindacalisti, politici e abbiamo avuto anche testimonianze documentali. Ma le parole di Stefania Fantauzzi e Massimo Fierro delegati che stanno vivendo sulla loro pelle la decurtazione di stipendio aprono la mente a tutti. Stefania avrebbe preferito che avessero colpito solo loro e non i padri di famiglia, Massimo invece contava in un preavviso sul comportamento dell’azienda che non c’è stato. In attesa delle decisioni degli avvocati sulla vicenda giudiziaria ci dicono: “Cancellarsi dal sindacato è un diritto degli operai. Saremo vicini anche a chi non sarà più iscritto Fiom”.

di Viviana Pizzi

delegati_fiom_termoli_non_mollanoDopo la lettera con la quale la Fiat ha deciso di decurtare circa 250 euro dalla busta paga degli operai della Fiom Cgil applicando loro il contratto di lavoro 2008 a intervenire sono i delegati aziendali del sindacato Stefania Fantauzzi e Massimo Fierro.

Entrambi sono molto contrariati per la decisione dei vertici ma sono pronti a continuare a combattere la loro battaglia. Il loro unico obiettivo è quello di riuscire a rivendicare il loro diritto di ottenere lo stesso salario dei colleghi che hanno scelto altre sigle sindacali.

Ma il punto di vista dei delegati sindacali è diverso da quello di chi vive solo di riflesso quello che sta accadendo.

Stefania Fautauzzi, che ha già espresso sulle pagine di Infiltrato.it opinioni forti sulla situazione della Fiat è convinta della battaglia che sta portando avanti. Ma ci fa anche una prima stima dei danni che lei e i suoi colleghi stanno subendo a causa di una decisione, quella della Fiat, che grida vendetta al cospetto di Dio e della Costituzione italiana, come ha sottolineato anche il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini.

I danni di questa decisione della Fiat – ha sottolineato Stefania Fantauzzi – sono ingenti. Colpiscono i padri di famiglia dal punto di vista morale e materiale. Ci hanno decurtato lo stipendio di un sesto. Tutto questo è gravissimo soprattutto perché lo hanno fatto solamente a causa della nostra scelta sindacale di aderire alla Fiom. Colpire gli operai è un gesto vigliacco. Non riescono a piegare  il sindacato e colpiscono noi, gli appartenenti. Se lo avessero fatto soltanto con i delegati sarebbe stato meno grave ma così è davvero dura. Per noi e per la Fiom tutto questo non è altro che una doppia mazzata. Se si resiste il minimo che ci dobbiamo aspettare è di restare diciotto mesi senza quella parte dello stipendio. Soldi che gli operai usano per mangiare. C’è qualcuno di noi che ha tre figli da mantenere, tasse universitarie da pagare ed ora che c’è anche da versare l’Imu tutto questo è quasi impossibile da sostenere. Già prima con i ricorsi alla cassa integrazione era difficile ora diventa praticamente impossibile”.

Per chi questo mese ha avuto uno stipendio di mille euro al mese la vita diventa davvero difficile. Ma tutto questo non stupisce chi lo sta vivendo. Gli operai sperano ancora di smuovere le coscienze politiche e degli altri sindacati.

In questo momento – ha evidenziato Stefania Fantauzzi – abbiamo perso una battaglia di democrazia. La nostra sconfitta non riguarda soltanto la Fiom ma tutti. Tutti coloro che dovranno ingaggiare una vera e propria battaglia di resistenza”.

Quella che è iniziata ora all’interno della Fiat è una vera e propria dittatura secondo i due delegati. Quello che non si può più fare è esprimere le proprie opinioni e scegliere con la propria testa. La Fiat, come pensa anche il segretario nazionale Landini, in questo momento sta scegliendo con chi vuole contrattare. Ma su questo punto è più chiaro Maurizio Fierro.

Questo provvedimento – ha affermato Fierro – dice una cosa sola. Chi firma accordi coi padroni, secondo la Fiat, è sindacato chi no è fuori. I padroni vorrebbero toglierci il diritto di scegliere. Ma noi non abbiamo paura di essere licenziati. Non saremo né i primi né gli ultimi”.

Con questa azione il padrone, secondo i delegati, è diventato più forte perché cerca di indebolire gli operai. Lo fa scoraggiandoli a prendere una tessera sindacale, lo fa cercando di invitarli a non partecipare alle assemblee. Vorrebbe che i lavoratori pensassero di non essere adeguatamente rappresentati dalla Fiom Cgil.

“La Fiat – ha sostenuto Fierro – ci ha sempre detto che eravamo tutti una famiglia. Ma così non è stato.  Non ci possono tagliare il salario soltanto perché apparteniamo a un sindacato. E’ una cosa assolutamente strumentale. La Fiat sta sbagliando. Ci avrebbero dovuto almeno avvertire. Al posto di inviarci una lettera nella quale ci hanno messi al corrente del perché hanno tagliato i salari, avrebbero potuto inviare un preavviso di un mese nel quale annunciavano quello che avrebbero fatto. In questo modo i lavoratori avrebbero potuto scegliere. L’obiettivo della Fiat è umiliare la Fiom e dimostrare che il sindacato è debole. Rischiamo intanto di far scendere i nostri salari tra gli 800 e i mille euro”.

Una sola è la scelta che i lavoratori possono mettere in atto: scegliere se rimanere o meno iscritti alla Fiom. Per ora non ci sono riscontri in tal senso ma Fierro aggiunge: “Cancellarsi dal sindacato è un diritto degli operai, anche chi lo farà verrà ancora tutelato da noi. Non è una tessera che fa l’appartenenza”.

Una dichiarazione che dice tutto: gli operai sono forti e combatteranno contro qualsiasi traversia pur di veder riconosciuti i propri diritti. Ora la parola passerà ai legali della Fiom. Annunceranno  oggi alle 12 le loro intenzioni in merito alla vicenda.

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