ERMINIA GATTI/ “Ero a favore della Riforma Gelmini. Per evitare casi come quello del “barone” Cannata…”

Settimana scorsa era a Ballarò, seduta alle spalle di Tabacci, “per un’attestazione di reciproca stima e fiducia.” Coordinatrice molisana di API, partito che “risponde ad una logica di aggregazione moderata e centrista”, Erminia Gatti si lascia intervistare e risponde su temi di politica nazionale e regionale. Con un attacco – moderato, ci mancherebbe altro – al duo Iorio Del Torto, un passaggio su CL, “una lobby forte, la cui sigla stride con i valori cattolici”. Ma la stoccata finale, da democristiana navigata, è tutta per il “barone“…

di Luca Garofalo

gatticandidatatermoliMartedì scorso a Ballarò eri seduta alle spalle di Tabacci. Ci sono novità a livello nazionale?

“Ero a Roma perché stiamo lavorando ai tavoli per le prossime amministrative e chiaramente i tempi sono abbastanza concitati. Ho ottimi rapporti sia con Rutelli che con Tabacci, però la mia presenza lì era un’attestazione di reciproca stima e fiducia. Novità nessuna, perché nessuno sa cosa accadrà domani sia al centro destra quanto al centrosinistra: si vive molto alla giornata.”

Secondo te Fini è stato troppo innovativo per la destra?

“Dal punto di vista dei tempi credo che ci sia stata una discrasia; i cofondatori  dei maggiori partiti, Pd e Pdl,  vale a dire Rutelli e Fini, che avevano partiti che viaggiavano su due cifre, ora per dar vita a un progetto più ampio si ritrovano nel cercare una terza via. Questo significa che i tempi erano politicamente maturi, ma probabilmente dal punto di vista delle contingenze, delle coscienze, non c’era fronte.”

Non pensi che ci siano diverse differenze programmatiche nel terzo polo, ad esempio per quanto riguarda il nucleare?

“Come discorso generalissimo, vanno rifatte delle aggregazioni sul piano programmatico e vanno fatti degli appelli a chi ci vuole stare. Probabilmente ci sono delle differenze, ma non più forti di quelle che ci sono all’interno di un partito. Penso a quello che è successo nel Pd con il referendum di Mirafiori; trovo che, sui grandi temi, il terzo polo abbia molti più punti di contatto che non di divergenza.”

Che cosa pensi del voto favorevole dell’API alla riforma Gelmini?

“Rutelli ha spiegato la sua posizione, ha detto che, secondo lui, si trattava di una riforma che nelle premesse e nell’impianto generale era condivisibile e spero di non stupire se condivido questa posizione. Nel senso che sfido chiunque a dire che bisognava razionalizzare, bisognava interrompere le baronie, i rettorati infiniti. In Molise, Cannata si è fatto rieleggere di straforo nelle more dell’approvazione della riforma Gelmini, altrimenti non sarebbe potuto essere rieletto. Ci sono dei punti che erano seri, che meritavano un dibattito nel Parlamento. Il problema è che, come al solito, hanno blindato il testo. Questo impedisce una dialettica sana che avrebbe potuto migliorare la riforma. Ad esempio, Tabacci aveva proposto un emendamento per cui un terzo dei rimborsi elettorali spettanti ai partiti  di trasferirla ai contratti per i ricercatori universitari: è stato bocciato con voto bipartisan! Io trovo che siamo in emergenza democratica non solo perché al potere c’è Berlusconi, ma perché stiamo assistendo ad una degenerazione di quella che è la ricchezza della formula parlamentare, che impedisce che buone idee possano essere recepite.”

Ritornando alle amministrative, cosa farà l’API alle provinciali di Campobasso?

“Api sarà sicuramente presente a questa competizione elettorale e sono in contatto con i miei omologhi del terzo polo. Aspetto che l’UDC faccia chiarezza perché visto che il Molise non è fuori dall’Italia noi siamo chiamati a fare quello che i vertici nazionali, in una sorta di assemblea plenaria che avevamo fatto ai primi di Gennaio, eravamo oltre 60 coordinatori con i rispettivi coordinatori nazionali di FLI, UDC e API.”

C’era anche MPA?

“Si. C’era Rosario De Matteis e non Velardi, e secondo me, non era casuale. In quella circostanza, tutti i vertici hanno ribadito la necessità di un’analoga operazione vada fatta anche a livello locale, come nelle grandi città e nei comuni con più di 15000 abitanti.

Mi aspetto chiarezza e coerenza dai miei alleati, ammesso che lo siano, e credo che l’UDC e FLI devono prendere le distanze da Iorio, come UDC e FLI a livello nazionale non sono funzionali al governo Berlusconi. La posizione di Velardi in questo momento è la più debole e capisco il suo imbarazzo, assessore esterno alla regione e coordinatore regionale dell’UDC , ma non capisco perché non passi nel PDL. Non riesco a concepire questa ambiguità di fondo.”

Pe quanto riguarda il Cosib, cosa pensi del rapporto di Del Torto con Comunione e Liberazione?

“E’ una domanda spinosa e delicata. Che siano delle forti lobby, credo che sia risaputo. Quello che fa specie è vedere stridere delle sigle come “ Comunione e Liberazione”, che nell’immaginario collettivo fanno capo ad un’etica cattolica, quindi ad una serie di valori, con vicende torbide e dalle pesanti ricadute giudiziarie, penali, come quella a cui abbiamo assistito. Per cui qui saranno i fatti a parlare, mai come in questo caso voglio dare ai giudici l’ultima parola, perché qui o c’è o non c’è il reato, ma come con Berlusconi si può dare un giudizio etico prima ancora che il giudice si pronunci.

Ho espresso la mia opinione sul Cosib con un comunicato stampa, dove ho chiaramente detto che il dibattito sul Cosib è semplicemente ridicolo e mostra il livello della classe dirigente, perché è stata una guerra tra la stessa banda, una lotta tutt’interna al Pdl e peraltro con argomentazioni davvero peregrine; per cui abbiamo il sindaco di Termoli che pretende che il presidente sia di Termoli, come se un certificato anagrafico fosse un lasciapassare.  Nessuno che abbia speso una parola sull’emananda riforma dei consorzi, che poi dovrebbe portare all’istituzione di un’agenzia per l’industria, non meglio identificata, che bisogna capire se sarà  un altro distributore di posti e poltrone, poi nessuno che abbia speso una parola su che cosa debba fare il Cosib nel prossimo mandato. Io ho un programma economico triennale, varato dalla scorsa assemblea, che dice che il consorzio industriale si attende di fare maggiori utili dal trattamento, smaltimento dei reflui industriali…tutte le cose che sappiamo.

Io vorrei sapere dal prossimo presidente, non tanto dov’è nato e dove risiede, ma se vuole fare finanza o economia locale, finanza nel senso che il consorzio faceva una sorta di attività di brockeraggio. Non sarebbe il caso di ripensare la funzione del consorzio industriale in un’ottica di maggiore competività, sviluppo delle imprese locali, di fare rete, di essere attrattivi? Chiediamo perché il consorzio industriale si sta svuotando a Termoli, sono sempre di più le imprese che chiudono, nono solo perché non ce la fanno più a stare nel mercato, ma quelle che rimangono aderiscono ad altri consorzi.”

Credi che De Torto sia stato protetto da Iorio?

“I fatti logici e cronologici ci dicono questo, ci dicono che Del Torto abbia ottenuto nel giro di pochissimi giorni una delibera favorevole da parte della regione che lo autorizzava all’ampliamento della quantità dello stoccaggio dei rifiuti, e nella sua qualità di commissario straordinario.

C’è una bella differenza tra essere commissario straordinario e presidente di un ente che deve interfacciarsi con un cda. Nella sua funzione monocratica di commissario straordinario si fa autorizzare una cosa per la quale dei dirigenti regionali sono indagati per abuso di ufficio ed eccesso di potere. Che Iorio l’abbia aiutato in questa cosa è evidente perché i suoi funzionari sono finiti indagati per questa vicenda, poi indagherà la magistratura.

Aldilà della valutazione nel merito delle singole operazioni, io critico con forza che oltre alla scarsa legalità, trasparenza e coerenza di alcuni interventi si lega il danno che questi interessi non hanno mai dimostrato di essere economicamente rilevanti. E’ un problema di metodo che alla fine diventa anche di merito.”


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