EQUITALIA/ Molise e Sardegna le regioni più perseguitate

La cosa paradossale è che lo Stato è diventato in questi ultimi anni sempre più efficiente, severo ed inflessibile quando deve recuperare le sue spettanze, ma è il peggiore pagatore d’Europa quando deve liquidare i propri fornitori. Appare evidente che in tutto questo c’è qualcosa che non va

di M.N. – NewNotizie.it

cartella_pagamento_equitaliaÈ quanto emerge da un’indagine della Cgia di Mestre, secondo la quale la Lombardia primeggia per numero di procedure azionate da Equitalia,  ma in rapporto ai pagamenti, per “riscossione coattiva”, dovuti e incassati, la regione nella quale si è avuto il maggio aumento in termini percentuali è la Sardegna con il 25,7%. 

La classifica Equitalia. Dall’elaborazione dei dati di Equitalia forniti dalla Cgia di Mestre, nel 2010 il gettito da riscossione coattiva, a seguito di espropri, sequestri conservativi, ipoteche e ‘ganasce fiscali’, ha raggiunto nella regione Lombardia un importo pari 1,881 miliardi di euro. Come fanno notare dal centro studi dell’associazione artigiani di Mestre, il risultato è condizionato dal fatto che la Lombardia è la prima regione d’Italia per numero di abitanti e per numero di contribuenti, ed è anche quella che ha un reddito medio tra i più elevati del Paese. Al secondo posto c’è il Lazio, con un gettito di 1,246 miliardi di euro ed al terzo la Campania, con 868,9 milioni di euro. Tra il 2009 ed il 2010, allo stesso tempo, gli incrementi percentuali di crescita più alti si sono registrati in Sardegna (+25,7%), in Molise (+25,1%) ed in Puglia (+19,4%).

Proteste e ritardi. “La cosa paradossale è che lo Stato è diventato in questi ultimi anni sempre più efficiente, severo ed inflessibile quando deve recuperare le sue spettanze, ma è il peggiore pagatore d’Europa quando deve liquidare i propri fornitori. Appare evidente che in tutto questo c’è qualcosa che non va”,  ha sottolinea Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre.  Infatti, fanno notare dal centro studi mestrino, il ritardo medio con cui la Pubblica amministrazione italiana paga i propri fornitori è di 86 giorni, contro i 22 giorni di ritardo dall’Amministrazione statale francese, i 19 giorni di quella inglese e gli 11 giorni di quella tedesca.

“Le vibranti proteste sollevate in questi giorni da molti contribuenti – ha concluso Bortolussi – ci fanno capire che il tema della riscossione è molto delicato, in quanto si tratta di coniugare le esigenze dell’Amministrazione finanziaria a far rispettare le disposizioni tributarie, con il diritto del contribuente di non vedersi aggredito con misure particolarmente invasive. Per questo l’espropriazione, il sequestro conservativo, l’iscrizione di ipoteca, il fermo del veicolo sono misure necessarie, ma devono essere utilizzate con cautela valutando la necessità e la proporzionalità con le somme non versate. Per questo è necessario mettere mano alla legge per eliminare tutte quelle anomalie che, purtroppo, sono emerse in maniera molto evidente in queste ultime settimane”.

 

Tratto da NewNotizie.it

 

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