REGIONALI MOLISE/ Respinto il ricorso dei grillini, Federico fuori dal Consiglio: “C’è delusione, ma abbiamo fatto il massimo”

Antonio Federico aveva puntato a girare sul proporzionale i voti attribuiti al candidato presidente che non contenevano nessun orientamento preciso sulla lista: quelli, quindi, con l’unica croce apposta sul suo nome e sul simbolo al maggioritario. Ma il Tar ha dichiarato il ricorso inammissibile e il candidato dei grillini resta così fuori dal consiglio regionale. Intanto si attende la discussione del ricorso del 17 maggio presentato dal centrosinistra, che potrebbe cambiare le sorti della decima legislatura.

di Viviana Pizzi

Movimento_5_Stelle_MoliseLa decisione dei giudici del Tribunale Amministrativo Regionale è stata resa nota qualche ora fa. Il ricorso avverso il risultato elettorale del Movimento Cinque Stelle è stato respinto perché giudicato infondato. Nei prossimi dieci giorni verranno rese note le motivazioni. Questo nel dettaglio tecnico l’obiettivo del ricorso voluto dal candidato presidente Antonio Federico e preparato dall’avvocato Ennio Cerio. 

Il gap tra i voti a Federico e quelli alla lista Cinque Stelle non ha permesso a nessuno del movimento molisano di entrare in consiglio regionale, nonostante le diecimila e oltre preferenze che convergevano sul nome proprio di Federico.  C’erano tuttavia un numero cospicuo di schede sulle quali era stato espresso soltanto il voto al candidato presidente. Sul proporzionale quei voti non indicavano alcun tipo di preferenze: né alla lista del Movimento Cinque Stelle né agli altri partiti.

Cosa hanno fatto i grillini? Nel ricorso hanno chiesto che quei voti ,oltre che al candidato presidente, fossero attribuiti anche alla lista del Movimento Cinque Stelle in modo da aumentare le preferenze anche sul proporzionale e permettere l’ingresso in consiglio di Antonio Federico. Ma il principio non è stato accolto. Solo fra dieci giorni sapremo il perché.

A questo punto, almeno per quanto riguarda i grillini non è necessario ricorrere alla fase di riconteggio delle schede. Che sarebbe risultata fondamentale per la riattribuzione dei seggi soltanto se fosse stato convalidato il principio di attribuzione alla lista del proporzionale dei voti attribuiti al candidato presidente senza specifico contrassegno sul simbolo del Cinque Stelle  e senza la scelta del candidato consigliere.

Nulla di fatto quindi, in attesa della discussione al Tar del ricorso del centrosinistra e degli otto cittadini elettori che chiedono l’annullamento totale della tornata elettorale. Antonio Federico si dice deluso di non aver raggiunto l’obiettivo. “Con i nostri mezzi – ha sottolineato – potevamo puntare solo su questo aspetto”. Appuntamento a fra sette giorni prima di sapere quali saranno le sorti della decima legislatura regionale.

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