ELEZIONI MOLISE/ Verso il 16 ottobre…

di Alessandro Corroppoli

In lontananza si sentono ancora gli echi del vincitore delle primarie e rigurgiti degli sconfitti talmente forti che anche i manifestati rossi della Cgil di ieri mattina non riuscivano a coprire. Commenti, riflessioni prese di posizione e prospettive future: i manifestanti hanno le idee chiare sul da farsi un po’ meno i loro, i nostri, rappresentanti istituzionali e politici.

 

 

Se a livello nazionale il Governo continua a scrivere la manovra sulla sabbia lasciando spazio a maliziose attribuzioni di incapacità in Molise entrambe le compagini sono in alto mare e, se si considera che liste debbono essere pronte entro poco meno di dieci giorni (otto per l’esattezza), la situazione è abbastanza preoccupante.

QUI CENTROSINISTRA.

Tutti, a sinistra, attendono  Paolo Di Laura Frattura e il suo metodo di lavoro. In particolare attendono i nomi che egli

Danilo Leva, segretario regionale Pd

Danilo Leva, segretario regionale Pd

proporrà in merito alla composizione del listino maggioritario. Indiscrezioni ci fanno sapere che il neo candidato Presidente svelerà i  nomi dei prescelti tra un paio di giorni ma che nessuno di questi è un segretario  o coordinatore di partito.

Nel frattempo i partiti stanno mettendo a punto le loro squadre e, se Sinistra e Libertà, questa mattina, annuncerà l’adesione al proprio progetto politico degli ex Pd e ex Ds Filippo Monaco e Gigino D’Angelo e dell’ex Idv ed ex Psi Vincenzo di Narzo nel Partito Democratico regna la solita costante confusione.

Si vocifera che il segretario Danilo Leva abbia chiesto espressamente al  suo “compare di sventura”, Roberto Ruta, di non formalizzare e costituire la lista di Alternativ@ perché vi sono grosse difficoltà di composizione per quella del Pd. Difficoltà dovute in parte per l’immobilismo dei consiglieri regionali e in parte dall’attivismo degli stessi consiglieri a sfiduciare ogni possibile nuovo candidato di peso per paura che possa essere eletto al loro posto.

Più a sinistra dalle parti di Rifondazione Comunista sembra invece prendere sempre più corpo l’idea di costituire una lista unitaria (una Federazione della Sinistra più allargata) e trovare un accordo elettorale con Paolo Di Laura Frattura per sconfiggere il centrodestra.

Ma la vera notizia è un’altra. In molti, specie dopo le esternazioni di Adriana Izzi in merito a dei presunti brogli durante la competizione delle primarie, avranno pensato che Nicola D’Ascanio avrebbe rotto gli indugi travalicato gli argini di un’alleanza e si sarebbe presentato comunque come candidato Presidente con una propria coalizione. Niente di tutto questo. Una fonte molto vicina all’ex Presidente della provincia di Campobasso ci ha confidato che Nicola D’Ascanio  abbia deciso di rimanere a casa di non partecipare attivamente alla competizione elettorale di ottobre. Perché? Perché deluso dal risultato ottenuto e dal comportamento di alcuni suoi uomini. Ma continuerà a fare politica attraverso il suo movimento “Cambiamo il Molise”.

QUI CENTRODESTRA

Se Sparta piange Atene non ride. Nonostante l’apparente sicurezza manifestata dal Presidente in occasione dei commenti sull’esito delle primarie nel centrodestra molisano non regna proprio il buon umore. Volendo parafrasare il senatore Di Giacomo più che la luce gli uomini del centrodestra sono con le valige in mano e aspettano il primo treno per fuggire.

Avevamo già detto del blitz fallito dal Presidente politico e del golpe mediatico dello scorso week end ma ora la situazione è ancor più grave. Negli ultimi anni la macchina elettorale del centrodestra si era basata e faceva forza sulla costituzione di diecine di liste di appoggio (mai sotto le dieci, alle provinciali di Campobasso ne erano 14) per far più voti possibili.  La maggior parte dei candidati, ovviamente, era in lista non per essere eletta ma perché era stato loro promesso qualcosa. Oggi queste promesse, da marinai, sembrano non funzionare più tanto ed altrettanto è vero che il Presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, parlava al massimo di otto liste.

Sempre domenica scorsa, anticipando tutti, avevamo parlato del problema Fli. Dopo l’intervista rilasciata dall’onorevole Fabio Granata possiamo dire di averci visto giusto. In Futuro e Libertà si sta combattendo una battaglia politica notevole: da un lato, la maggioranza che vuole lasciare il centrodestra di Michele Iorio per seguire e inseguire e costruire il terzo polo. Dall’altra Quintino Pallante, sponsorizzato da Italo Bocchino, legato non solo politicamente al Presidente Iorio. La questione sta travalicando i confini regionali e in molti hanno invocato l’intervento risolutore di Gianfranco Fini.

Certo è che da qui al 15 settembre, giorno per la consegna delle liste, ne vedremo e ne sentiremo delle belle.

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