ELEZIONI MOLISE/ Silenzio, si vota

di Pasquale Di Bello

Iorio e Frattura chiudono la campagna elettorale in una gelida serata di ottobre. Deludente e scialba la prova del governatore uscente, circondato da volti soliti e noti; brillante quella di Frattura, circondato da una folla entusiasta. Si vota domenica e lunedì e la partita tra i due è ampiamente aperta.

La campagna elettorale si è chiusa. In Molise si vota domenica e lunedì prossimi e in questo fine settimana, come un silenzio_elettoralesudario, cala il silenzio elettorale. Silenzio. Al netto delle formazioni marginali, e cioè del movimento grillino Cinque Stelle e della Destra di Storace, a contendersi realmente il titolo di governatore del Molise saranno il berlusconiano Michele Iorio, che si propone per il terzo mandato, e il candidato del centrosinistra, Paolo di Laura Frattura.

Ieri, in una serata polare, Iorio e Frattura hanno chiuso la propria campagna elettorale. Compito del cronista, in regime di silenzio elettorale, è quello di registrare gli avvenimenti. Bene, entrambi hanno parlato a Campobasso: Iorio in una piazza Prefettura mezza vuota, Frattura in una piazza Municipio stracolma. Dovessimo fare un rapporto tra la platea dell’uno e quella dell’altro, diremmo uno a quattro.

Sorprendente è l’analogia tra i temi portanti delle due chiusure. Da una piazza Iorio parla del miliardo e trecentomilioni ottenuti dal governo nazionale e destinati alle infrastrutture; dall’altra, per bocca di Antonio Di Pietro, Iorio viene sbugiardato: la Conferenza Stato-Regioni – fa saper il leader dell’Idv – ha rimandato l’esame dell’allegato infrastrutture (quello dove, ad esempio, è inclusa l’autostrada del Molise) per una ragione molto semplice: non ci sono i soldi.  Da una piazza Iorio parla dei 55milioni di fondi Fas ottenuti per ripianare parte del deficit sanitario, dall’altra è sempre Di Pietro a rivelare che si tratta di una bufala. Annuncia che la ragioneria dello Stato, lunedì pomeriggio (e quindi a urne chiuse) boccerà il provvedimento Fas. Quei soldi non solo non ci sono, perché destinati ad altro, e cioè a RFI (rete ferroviari italiana), ma sono stati addirittura già spesi. RFI li ha già appaltati per le opere da realizzare.

Se dovessimo giudicare quindi dalla consistenza della piazza e dalla solidità degli argomenti, sarebbe consequenziale fare una previsione: vince Frattura. Ma bisogna essere prudenti con le previsioni e limitarsi a registrare i fatti. Da una parte la piazza semivuota (riempita per la parte semipiena dalla solite facce legate al sottogoverno regionale), dall’altra la piazza piena. Da una parte la narrazione fantastica di autostrade irrealizzabili e risanamenti improbabili, dall’altra la secca e nuda realtà dei fatti e dei numeri: “una truffa elettorale e politica”, come la chiama Di Pietro.

Ma la differenza non sta in nulla di tutto questo. Non è la piazza piena o vuota a fare la vera differenza: è l’entusiasmo. Dalla parte di Iorio c’è n’è poco o punto, dalla parte di Frattura l’entusiasmo sprizza da tutti i pori. A presentare Iorio sono il sindaco e il presidente della Provincia di Campobasso, Di Bartolomeo e De Matteis, e il sottosegretario e leader di Grande Sud, Ginafranco Miccichè. A presentare Frattura, con i propri messaggi letti e proiettati, sono Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, e Matteo Renzi, sindaco di Firenze. I primi cercano una conferma, i secondi il cambiamento. Iorio & Co. parlano circa un’ora, la manifestazione di Frattura dura oltre due. Che questo poi si traduca in bocciature e premi, lo sapremo solo lunedì notte.

Ai blocchi di partenza, quindi, la situazione è questa: Iorio ha tutto da perdere, Frattura tutto da vincere. La parola, adesso, passa ai molisani. C’è silenzio, ed è la calma prima della tempesta.

 

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