ELEZIONI MOLISE/ L’insostenibile leggerezza dell’essere… un numero

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La matematica non è un’opinione, recita un vecchio detto. Ma c’e il modo di renderla opinabile, quando a divulgare dati e conseguenti analisi sono – o per meglio dire siamo – persone tutte d’accordo a glissare su un unico aspetto. Grosso come un palazzo. 

 

L’interrogativo del giorno è se alla fine ci sarà o meno il controllo dei tabellari nelle 27 sezioni “non sanabili” della provincia di Isernia. Se la percentuale del centrodestra si confermerà del 46,94 lasciando il centrosinistra al 46,15 o se invece muterà qualcosa. Personalmente mi auguro che la proclamazione sarà quanto più vicina alla reale volontà dell’elettorato, mi piaccia o no. Ma il punto che mi preme affrontare è un altro.

Le percentuali che ho riportato poc’anzi sono copiate dal sito del Ministero dell’Interno, dove si legge pure che i votanti sono stati del 59,79%. Ergo gli astenuti sono al 40 e rotti. Matematica… Ma 40 e rotti + 46,94 + 46,15 non fa mica 100. Fa 133,30. E poi c’è Grillo, c’e La Destra… che gioco è?

Andiamo, chi non ha mai pensato che il proprio schieramento ha preso quasi la metà dei voti? Bene, non è vero. Quando si parla di percentuali si può fare un discorso sensato solo se le percentuali si riferiscono allo stesso campione, ovvio, no? Tanto ovvio che ce lo dimentichiamo. Se diciamo che l’astensionismo è del 40,21% ci riferiamo agli aventi diritto. Curiosi? Volete sapere come si trasformano le percentuali degli schieramenti se riferite agli aventi diritto? Centrodestra: 28,06. Centrosinistra: 27,59.

Che ci riconosciamo nel primo o nel secondo schieramento quello che dobbiamo pensare è che su dieci persone che incontriamo meno di tre la pensano come noi, altro che quasi la metà. E, soprattutto, che quattro non hanno trovato interessante questa giostrina chiamata elezioni. Il primo schieramento sono loro, e di gran lunga. Prima ce ne rendiamo conto e meglio è. Per noi e per loro.

A proposito, 40,21 + 28,06 + 27,59 fa 95,86 che + Grillo e La Destra fa 100.

La matematica non è un’opinione.

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