ELEZIONI MOLISE/ Dalle schede nulle allo scandalo Watergate, fissato per oggi il riconteggio dei voti: sarà vero ribaltone?

di Carlo Flai

Ieri doveva essere una giornata campale (ma tutto è slittato a oggi). La data è importante soprattutto per il Molise, la piccola regione del centro-sud Italia in cui ad ottobre scorso si vota per la rielezione del Governatore. I cittadini riconfermano (fino a prova contraria) il Presidente uscente, pidiellino, Michele Iorio. Ma il suo terzo mandato si macchia, da subito, di un lacerante dubbio: brogli o non brogli? Perchè, nella notte tra il 16 e 17 ottobre, alla chiusura dei seggi, ne succedono di tutti i colori. In una parola: Watergate. E oggi la Prefettura di Campobasso vivrà l’inizio di uno storico riconteggio: quello delle schede elettorali. Sarà vero ribaltone?

sonno_tribunaleLa risposta è – probabilmente – no, non ci sarà nessun ribaltone. Perché tutti i ricorsi puntano all’annullamento delle elezioni con due immediate conseguenze: il ritorno al voto e l’impossibilità da parte dei cittadini di conoscere la verità su una delle pagine più buie della storia politica molisana.

Brogli o non brogli?

Se dovessero invalidare il risultato elettorale, per vizi di forma legati alle liste o alle candidature, nessuno mai saprà cosa è successo. E questo potrebbe accadere nell’unica regione d’Italia che – da quando esiste la Repubblica – ha già vissuto un annullamento del voto popolare. Nel 2000, infatti, le regionali furono prima vinte da Giovanni Di Stasi, centrosinistra, poi annullate e, in seguito, vinte dal candidato di centrodestra, Michele Iorio. La cui epopea politica potrebbe quindi morire così com’è nata: e sarebbe un caso unico al mondo.

Fummo i  primi a dissipare la coltre di nebbia che si addensava sul risultato elettorale del 15 e 16 ottobre 2011. E all’inizio – i lettori lo ricorderanno molto bene – tutti a darci addosso, a prendere per pazzi quel gruppo di infiltrati che stavano invece mettendo le mani dove nessuno le voleva mettere. Solo dopo diversi giorni anche altri organi di stampa, online e cartacei, iniziarono a volerci vedere chiaro.

Tutto ebbe inizio grazie all’intuito del nostro Andrea Succi, che già dal giorno successivo la chiusura dei seggi, il martedì 17 ottobre, scrisse un articolo profetico, un’analisi del voto che già nel titolo lasciava presagire quanto sarebbe accaduto di lì a poco. Si parlava, a poche ore dalla vittoria di Iorio, di “quell’assurda stranezza: un 3% di schede nulle…”, che lì per lì poteva significare tutto o niente e che invece fu l’inizio del cosidetto “Watergate molisano”.

I giornali di tutta Italia si interessarono alla questione, “Il Fatto Quotidiano”, a firma Enrico Fierro, riprese le nostre inchieste e gettò nel panico totale le truppe cammellate del centrodestra, colpite da improvvisa tremarella. Erano i giorni in cui la Redazione veniva accusata di manovrare un golpe per favorire il candidato del centrosinistra Frattura ai danni del pidiellino Iorio. Cospiratori, così vengono bollati quei pochi che cercano la verità ad ogni costo, bella o brutta che sia.

Perché non ci sarebbe stato niente di cui vantarsi nell’aver scoperto eventuali brogli elettorali. E veniamo quindi al punto: cosa è successo quella notte?

Ne abbiamo parlato in lungo e in largo, è inutile ripetersi, anche perché nei prossimi giorni pubblicheremo un dossier, scaricabile in pdf, che potrà rinfrescare la memoria a quanti ne sentiranno la necessità. Abbiamo svelato segreti, dubbi, retroscena, fatto chiarezza sul presunto black out, portato innumerevoli testimonianze di come le operazioni di voto e scrutinio fossero state macchiate da gravi irregolarità.

Ma c’è un mistero che non siamo mai riusciti a risolvere, chissà se per nostra incapacità o per ostacoli insormontabili cui ci siamo trovati di fronte. Si tratta dell’enigma più inquietante che ha segnato il giorno precedente le elezioni e che potrebbe essere “la causa di tutti i mali”.

Leggiamo quanto scrivevamo il 2 novembre 2011, a due settimane dal voto, quando ancora non si conosceva il nome del reale vincitore.

Risulta, infine, che il giorno antecedente l’apertura delle operazioni elettorali, un’alta percentuale dei Presidenti di seggio hanno rinunciato all’incarico, quindi sono intervenuti i Sindaci che hanno designato un Presidente del loro paese”, denuncia Alberto Gentile. Che prosegue: “Immagina il sottoscritto che i Presidenti nominati avessero titolo per la nomina, e l’esperienza necessaria per ben attribuire le schede, senza mal pensare sulla terzietà del loro mandato.Questo è uno dei motivi che avrebbe generato confusione e incapacità nello spoglio elettorale e, quindi, nell’assegnazione esatta del voto disgiunto e nelle pratiche di annullamento delle schede. Ma c’è dell’altro.

Bisogna chiarire che il Presidente di seggio viene sì nominato dalla Corte d’Appello, ma su indicazione del comune. E qualora quel Presidente sia impossibilitato a svolgere la sua funzione (o rinunci per qualsivoglia motivo) sapete a chi tocca scegliere il sostituto? Non più alla Corte d’Appello, ma al Sindaco di quel comune, che nomina il sostituto sulla base dell’elenco dei cittadini iscritti come aspiranti sostituti di Presidenti. Va da sé che un sindaco di centrodestra sarà più portato a nominare persone di sua fiducia piuttosto che acerrimi nemici, cosa che – siamo sicuri – farebbero anche nel centrosinistra.

E se nella Provincia di Isernia i comuni fossero – come sono – nella stragrande maggioranza amministrazioni legate al centrodestra, sapete questo cosa significa?

Ancora oggi non sappiamo in quali comuni e in quali seggi i Presidenti siano stati sostituiti all’ultimo momento e quindi non sappiamo cosa abbia poi effettivamente comportato questa sostituzione. Ma l’aspetto più grave è che forse non lo sapremo mai. Così come, forse, non sapremo mai chi ha davvero vinto le elezioni regionali 2011. E questa è la vera sconfitta della democrazia popolare. A prescindere da chi sarà il Presidente nei prossimi anni.

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