ELEZIONI MOLISE 2012/ Due anomalie: le “liste fantasma” legate all’estrema destra e l’assenza del Movimento 5 Stelle

Prima anomalia: mentre nel resto d’Italia il Movimento 5 Stelle sfonda quasi in tutti i comuni dove si è presentato, in Molise – dopo l’ottima performance delle regionali 2011 – dobbiamo sottolineare la totale assenza sul territorio di liste legate a Grillo. Seconda anomalia, su cui varrebbe la pena soffermarsi a riflettere: quella delle “liste fantasma” di estrema destra, con candidati sindaci e consiglieri fermi a zero voti. Che senso ha competere per non votare nemmeno il proprio nome? Cosa sta accadendo in Molise?

di Alessandro Corroppoli – Twitter.com/AlexCorroppoli

elezioni_molise_2012_anomalieLe urne si sono chiuse alle 15 di ieri pomeriggio. I primi verdetti definitivi sono arrivati nel giro di qualche ora. Nei grandi centri dove si è votato – Guardalfiera, San Martino in Pensilis e Petacciato – hanno vinto o meglio stravinto, i soliti noti. Un deja vù dall’odore di tarlo da poltrona: Gabriele La Palombara a Petacciato è al sesto mandato, Remo Grande al terzo e Vittorino Facciolla al secondo consecutivo. Quindi nulla di nuovo sotto l’orologio della piazza anche dal punto di vista dell’affluenza, sempre in calo: quasi il 40% dei degli aventi diritto ritiene che sia più utile non recarsi al seggio. Ma nonostante tutto, questa tornata elettorale ha registrato due anomalie. La prima relativa al Movimento 5 stelle molisano. La seconda inerente al caso delle liste fantasma, presenti in diversi comuni.

Mentre nel resto d’Italia Grillo e i suoi riescono nell’exploit elettorale, mantenendo fede ai sondaggi che li davano in grande crescita, in Molise i fedeli del comico genovese sono praticamente inesistenti sulle schede elettorali, nei conteggi e nei numeri di questa tornata elettorale. Viceversa sono praticamente in pianta stabile tra i commentatori politici ospiti in questa o in quella di trasmissione. Impartiscono lezioni di moralità e di trasparenza ai presenti e agli spettatori da casa. Commentano soddisfatti il loro risultato elettorale e, quasi con superficialità e con spocchia, si concedono alcuni passaggi sulla situazione molisana, dalla quale si tirano fuori, prendono le distanze, ma poi sfruttano l’occasione per apparire all’interno del tubo catodico. Non sarà che piaccia loro più apparire che fare? In sostanza, in Molise non vi è stato nessun effetto Grillo semplicemente perché Grillo non c’era e chissà mai se in futuro ci sarà.

Altro caso anomalo sono le liste fantasma. Qualcuno potrebbe chiamarle “liste civette”, noi preferiamo chiamarle liste fantasma. La maggior parte di loro sono riconducibili a formazioni di estrema destra, neofasciste. Il fenomeno in questa tornata elettorale è ancor più visibile e tangibile perché i comuni al voto sono davvero pochi.

Fatto strano, sarà una semplice coincidenza, ma in alcuni casi sono quegli stessi comuni dove sei mesi orsono l’inattendibile governatore Iorio ha avuto una maggioranza bulgara, che anche in questa tornata elettorale si sono riproposte.

Partiamo dalla Provincia di Isernia.

A Castelpizzuto viene confermato Fortunato Di Santo. Complimenti a lui ma, come considerare e analizzare ad esempio le due liste “Msi” di Andrea Esposito e “Orgoglio e Libertà” di Andrea Rossi che non beccano un solo voto di preferenza. Che senso ha presentare 2 liste, due candidati sindaci e 12 candidati complessivi per non ricevere un solo voto?

Stessa situazione e stessa formazione politica “Msi” a Sant’Elena Sannita dove nè Massimiliano Evangelista nè i suoi candidati beccano un solo voto. Che senso ha allora candidarsi per votare un altro sindaco concorrente? Qui è stato eletto sindaco Giuseppe Terriaca, capolista della formazione “Ripartiamo Insieme” .

Si cambia provincia, ma lo spartito è sempre lo stesso. A Castelbottaccio abbiamo le lista “Una nuova politica”, di Cosimo Pedicini, e “ Con te per il paese” di Bruno Matticoli che ottengono un doppio zero sia nei voti a loro diretti che a quelli dei loro candidati. A vincere la competizione è stato Francesco De Lisio per “Castelbottaccio spazio aperto”.

A Castellino del Biferno vince Nicola Frantegelo con “Uniti per il paese” ma l’attenzione è per la lista “La campana” di Domenico Ferrante che prende una sola preferenza, la sua. Domenico avrà così clamorosamente sbagliato la scelta dei candidati?

A Duronia, dove viene confermato Michelino D’Amico per “Paese mio”, torna il Movimento Sociale Italico (Msi) che con il suo candidato sindaco, Domenico Maglione, e i suoi 6 candidati alla carica di consigliere ottiene un zero tondo tondo. È solo un caso? Una semplice coincidenza?

Caso simile a Montelongo dove a vincere è Nicolino Macchiagodena con la lista “Per Montelongo”. Anche qui spunta la lista fantasma, “Idee in volo” di Giuseppe Cianciullo che segna uno zero in tutti i sensi. Ancora una coincidenza?

In definitiva abbiamo avuto in questa tornata elettorale 6 comuni (4 della provincia di Campobasso e 2 in quella di Isernia), 48 candidati alla carica di consigliere comunale ( 30 nella provincia di Campobasso e 18 nella provincia di Isernia) e 8 candidati sindaci (5 nella Provincia di Campobasso e 3 in quella di Isernia) che hanno ottenuto un solo voto. Quello di Domenico Ferrante a Castellino del Biferno. Un voto a questo punto che possiamo definire anomalo.

Ma il dato preoccupante è che la maggior parte di loro è collegabile a fronde di estrema destra, Movimento Sociale Italico.

Cosa sta accadendo in Molise? Quali giochi, sporchi, si organizzano per poter vincere le competizioni elettorali? Perché nessuno indaga sull’anomalia di questo proliferare di liste fantasma? 

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