ELEZIONI MOLISE 2011/ Primarie? No, confusionarie…

Ieri sera, nello scenario del Bar Kalimba de Luna a Campomarino Lido, quattro dei cinque candidati – Michele Petraroia assente giustificato: fino a quando però continuerà a disertare i confronti? – hanno detto la loro in materia sanitaria, economica e programmazione. Qualcuno si è dilungato sulla denuncia, qualchealtro sulla proposta. L’incontro, organizzato e promosso da Michele Di Giglio, uno degli amministratori del gruppo FacebookUnire il Centro-sinistra. Primarie per novembre 2011!” (divenuto oramai il centro di gravità permanente del centro-sinistra locale) ha avuto un ottimo seguito di pubblico. Ma c’è un però

di Alessandro Corroppoli

confusioneSiete sicuri che la strada intrapresa da voi candidati per queste primarie sia quella giusta?

Non sarebbe il caso di fare tutti un passo indietro per la ricerca di una nuova e vera unità di partenza?

In questo week-end di ferragosto queste due domande ci sembrano di stretta attualità per porre una seria riflessione ai cinque candidati del centrosinistra, che in questa prima parte di campagna elettorale hanno solo battibeccato tra loro, perdendo di vista l’obiettivo principale. Ovvero creare una squadra competitiva a partire dall’unione dalle loro indubbie capacità, in modo da coinvolgere sia il cittadino militante che quello più disinteressato.

Ad oggi questo intento, in molti casi, non solo non è stato preso in considerazione ma – cosa ancor più grave – si punta a vincere siffatta competizione interna cercando di attrarre solo (e soltanto) il voto del del cittadino militante.

Ieri sera nel bel scenario del Bar Kalimba de Luna a Camporino Lido quattro dei cinque candidati, Michele Petraroia assente giustificato (fino a quando però continuerà a disertare i confronti?), hanno detto la loro in materia sanitaria, economica e programmazione; qualcuno si è dilungato sulla denuncia, qualche altro sulla proposta. Ma c’è un però.

Dov’è la coesione? Dov’è la squadra?

Al termine del confronto, seguito da un buon numero di cittadini, si è avuta la netta sensazione che il pubblico tornasse a casa insoddisfatto, nonostante le risposte esaurienti dei quattro. Perché? Perché ad oggi ancora nessuno è riuscito ad andare oltre le schermaglie solite che mettono pepe alla competizione elettorale. Nessuno ha dichiarato apertamente e pubblicamente che in caso di successo di un suo avversario lo appoggerebbe, senza se e senza ma, ad Ottobre, dove si gioca la partita politica più importante.

Si dirà che hanno firmato un documento di intenti che impegna tutti gli sconfitti ad aiutare il vincitore, ma molto probabilmente il popolo vuole sentirselo dire direttamente.

Le primarie sono o non sono uno strumento di coinvolgimento popolare? Ed allora perché tenere nei cassetti di una qualche stanza campobassana parole che possono ridare entusiasmo ad un popolo lacerato dalle sconfitte?

Più di qualche cittadino si è sentito confuso dalla freddezza e dai muri invisibili che separavano i quattro e dalla distanza chilometrica del candidato assente, azzardando anche un’ipotesi – alquanto verosimile –  che in caso di sconfitta più di qualche candidato sarebbe pronto a spaccare il fronte e a correre da solo.

Noi non vogliamo crederci, ma soprattutto ci auguriamo che siano i fatti a dare torto a questi cittadini, anche se queste confusionarie (qualcuno le ha scambiate per il proseguimento del congresso Pd, altri per un proprio rilancio politico, altri ancora per avere uno stipendio garantito in un futuro prossimo) ad oggi non hanno dato molti argomenti di discussione politica. Ed è per questo che rivolgiamo le domande sopraccitate, affinché tutti e cinque i candidati possano recuperare una serenità interiore per ritrovarsi attorno ad un tavolo, tutti insieme, dopo il ferragosto, e ricercare un minimo comune denominatore che spinga oltre il 4 settembre. Dove? Compatti e competitivi all’appuntamento che conta davvero: le consultazioni regionali del 15 e 16 ottobre.

 

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