ELEZIONI & LINGUAGGIO/ Se Iorio fa il verso a Bagnasco

di Giuseppe Tabasso

Michele Iorio che chiama “avventurieri” i suoi avversari e li accusa di “scopare” non è una voce dal sen fuggita nell’ordinaria polemica elettorale: nel Molise è una novità di smoderatismo comunicazionale senza precedenti. Non una semplice caduta stile ma, detta in gergo, una smutandata. Dinanzi alla quale il moderato Petraroia invoca sobrietà, ancor prima che il cardinale Bagnasco denunciasse “il deterioramento del costume e del linguaggio pubblico”.

Invece il portavoce di Iorio subito si adegua accusando Frattura di “bramosia di potere e di protagonismo” con un piglio moralistico che è un autogol prima d’essere ridicolo sul piano politico. (Per inciso, Il Quotidiano del Molise si fa Angelo Michele Iorio e Angelo Bagnascoportavoce del portavoce sparando in prima pagina l’anatema di Scarlatelli, come se fosse una notizia. La vera notizia è che un portavoce a stipendio fa ora politica in proprio.)

Ma torniamo alla smutandata e alle varie ipotesi che ne discendono. Frattura ne avanza due: 1) che Iorio sia “nel pallone”; 2) che il suo sia un siluro a Berlusconi.

La prima ipotesi ha una sia plausibilità considerando il panico che attanaglia chiunque intraveda la propria detronizzazione dalla stanza dei bottoni (e dunque accomoda gli avversari nelle stanze da letto).

La seconda, quella del “siluro”, potrebbe rientrare in una bizantina strategia di s-comunicazione che punta a recuperare consensi tra un elettorato cattolico sbigottito dal “santo puttaniere”, come il ministro Rotondi definisce simpaticamente il capo del suo e purtroppo nostro Governo.

Difatti la reprimenda di Iorio (“pensano a scopare”) si attaglia talmente bene agli stili di vita di un esperto del ramo mutande come Berlusconi da dare appunto corpo all’ipotesi del siluro.

Qualcuno potrebbe chiedersi se la mossa di Iorio sia condivisa dal coordinatore regionale del suo partito, cioè da uno che, per solide ragioni personali, è dei più estatici estimatori di Sua Emittenza. Ma il quesito è futile quanto il sen. Di Giacomo, che ieri gongolava per il rating del Molise non abbassato da Standard & Poor’s, ma non spiegava come mai l’Agenzia che ora egli esalta per i rating regionali, appena pochi giorni veniva insultata per il rating nazionale.

Tornando al governatore “uscente” (e si sa quanto questo participio presente inquieti il futuro di potentati politici, clientelari e mediatici), c’è da capire il significato del suo vistoso cambio di passo lessicale diretto a colpire gli avversari avventurieri ossessionati dal sesso.

Iorio sa bene che, specie dopo il de profundis recitato da Bagnasco, Berlusconi è un “dead man walking” in attesa di sfratto, e sa che al santo puttaniere sputtanato non converrebbe presentarsi in quello che è pur sempre il suo collegio elettorale: dunque indirizza una specie di abiura (il siluro) all’inquilino di Palazzo Chigi per evitare lo sfratto da Palazzo Moffa.

E non è tutto: da politico scaltro e adeguatamente cinico, Iorio va oltre pensando già a come ri-riciclarsi in un nuovo partito (la “cosa” cattolica) e dunque fa – mutatis mutandis – il verso al Bagnasco.


LEGGI ANCHE

DANILO LEVA/ “Questa è la madre di tutte le battaglie.”

PAOLO DI LAURA FRATTURA/ “Le accuse su di me? Parliamone.”

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.