EDITORIALE/ Il fattore B. L’accompagnamento coatto di Berlusconi in Molise

di Pasquale Di Bello

Quanto pesa, in termini negativi, la presenza di Silvio Berlusconi in Molise? Il capo del governo sarà costretto dalla campagna elettorale a farsi vedere accanto a Iorio. I due si frequentano da anni, e Iorio è stato in Molise il più fedele interprete del berlusconismo. Ma ora che il Capo è caduto in disgrazia, converrà a Iorio salire sullo stesso palco insieme al premier? L’effetto di scatenare una contestazione è molto probabile e a farne le spese potrebbe essere proprio il governatore uscente. Dalla ricostruzione post terremoto, all’alluvione, alla Sanità, quelle di Iorio e Berlusconi sono, al netto delle escort, due storie che s’intrecciano e si assomigliano.

C’è un accompagnamento coatto che riguarda il Capo del governo, ma ad esserne preoccupato non è Silvio Berlusconi. E’ Michele Iorio (a sx) e Silvio BerlusconiMichele Iorio, candidato pidiellino alla presidenza della Regione Molise. Giunto alla soglia del terzo mandato, Iorio non potrà questa volta beneficiare del fattore B, ovvero dell’effetto trainante di un premier in gran spolvero. Se un tempo Berlusconi pareva arrivasse in Molise e interpretasse la parte di Wanda Osiris mentre scende le scale, ora, nella grottesca caricatura che è diventato di se stesso, arrivato in Molise (come del resto in ogni angolo d’Italia) rischierebbe di essere sommerso da una gragnuola di fischi e contestazioni i cui schizzi, con una qualche ragione, finirebbero per macchiare anche il guardaroba di Iorio.

La disinvoltura berlusconiana, ovvero l’intreccio di signorine in abitini succinti che ha trasformato l’Italia in uno scannatoio da case chiuse, avrà inevitabilmente le sue ripercussioni in Molise nel corso della campagna elettorale. L’equazione Iorio uguale Berlusconi, al netto delle escort, regge su tutta la linea e non può essere diversamente. La parabola dei due si intreccia ormai da due lustri et ultra, tanti quanti ne sono quelli di Iorio al governo del Molise. Insieme a Berlusconi Iorio ha costruito la propria fortuna politica, in primis ricevendo quel ruolo di Commisario per la ricostruzione post-terremoto che gli ha consentito di gestire in solitaria centinaia di milioni di euro. Quelli che sono serviti non a ricostruire case lesionate ma a costruire la più grande rete clientelare di finti terremotati e veri squali della ricostruzione: sindaci, tecnici, cittadini: tutti o quasi hanno inzuppato il pane nel sangue di quei poveri ragazzi morti a San Giuliano di Puglia. E’ una verità amara, questa, ma va detta una volta per tutte. Basterebbe ricordare che due sentenze, Appello e Cassazione, ribaltando il giudizio di primo grado, hanno sancito che il crollo della scuola Jovine non fu dovuto al terremoto in se, ma alla cattiva costruzione dell’edificio. Insomma, fosse stata costruita a regola d’arte, quella scuola non sarebbe caduta, quei ragazzi sarebbero vivi e Iorio non avrebbe letteralmente sguazzato in un mare di denaro.

E’ nel 2002, l’anno del terremoto, che parte questo tango tragico tra Iorio e Berlusconi. Poi, nel gennaio 2003, i due si concedono immediatamente un altro giro. Piove, piove a lungo, piove per giorni, il Biferno esonda e allaga parte del basso Molise. Altra nomina per Iorio. E’ sempre Berlusconi a battezzarlo commissario anche per l’emergenza alluvione. Conseguenza? Come per il terremoto, che ha interessato 12 comuni e viene esteso a tutti gli 84 della provincia di Campobasso, anche l’alluvione che ha colpito sostanzialmente Termoli e qualche comune limitrofo, viene estesa a tutto il Molise. Morale della favola è che Iorio firma decreti di finanziamenti a raffica, e sulla carta oltre alle sue stanno anche le impronte digitali di Silvio Berlusconi.

Basterebbe questo a rendere off-limits il confine molisano per il Cavaliere. Se poi aggiungessimo, alla saga dei commissariamenti, la nomina di Iorio a Commissario ad acta per la Sanità il quadro si completerebbe ulteriormente.

Sono quindi due i fattori che per Iorio rende destabilizzante la presenza di Berlusconi durante la campagna elettorale per le regionali del Molise: un passato imbarazzante, che è quello che abbiamo appena descritto, e un presente che è sotto gli occhi di tutti. Berlusconi sta combattendo la sua “battaglia di Berlino” e la capitolazione è ormai alle porte. Questa è una percezione chiara. Se non di ore, la questione è di giorni e se cascasse in piena campagna elettorale sarebbe una iattura per Iorio. Il berlusconismo è stato l’abito mentale di Iorio in questi dieci anni, una declinazione del sultanato nazionale in salsa locale. La spaccatura tra Berlusconi e il paese è ormai profonda, e a questo non può rimediarsi con due pecette. Anche quella tra Iorio e il Molise è matura, manca solo la certificazione. A darla potrebbe essere la visita del Cavaliere in Molise. Iorio, che lo lascerebbe volentieri a Roma, sarà costretto a portarcelo. Un viaggio coatto che avrà le sue ripercussioni. Ve li immaginate Iorio e Brelusconi sullo stesso palco? E’ diventata una questione di pelle, tra loro e il popolo, e la pelle, talvolta, in politica conta. Come in amore. E l’amore tra Berlusconi e l’Italia, tra Iorio e il Molise è ormai finito.

 

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.