EDITORIALE/ Cento giorni da opposizione

di Pasquale Di Bello

Dopo le polemiche e i dubbi (irrisolti) legati alla campagna elettorale, parte la X legislatura regionale del Molise. Fatta la Giunta, ora si riempiono le altre caselle istituzionali, dal Presidente del Consiglio e relativo ufficio sino alle Commissioni permanenti. Sulla stagione all’avvio incombe la spada di nuove elezioni, a primavera o entro l’anno. L’opposizione ha un supplemento di campagna elettorale: saprà sfruttarlo? E’ anche su temi simbolo che i cittadini attendono di vedere all’opera la minoranza. Costi della politica, ricostruzione, sanità, comunicazione istituzionale: queste la materie scottanti.

Al via la X legislatura regionale del Molise, la terza consecutiva sotto la guida Michele Iorio. Sarà quella regione_molisepiù breve di tutte, per via dei ricorsi elettorali che verranno presentati, e sarà anche l’ultima ad essere targata Iorio. Ad impedirgli un quarto mandato sarà il decreto “premi e sanzioni”, quello che l’attuale governatore ha sfangato grazie a un blitz del governo Berlusconi che ha anticipato le elezioni molisane da novembre a ottobre. Cioè prima dell’entrata in vigore del decreto stesso.

Ciò detto, va segnalato come lorsignori fingano indifferenza, quando invece già sanno che a primavera, o al massimo entro fine anno, si tornerà a votare per eleggere nuovamente il presidente della Regione e il Consiglio regionale. L’attuale presidente, e l’attuale Consiglio, sono dei morti che camminano. Detta alle spicce: più che una legislatura, la X è un supplemento di campagna elettorale. Faranno bene, maggioranza e opposizione, a darsi da fare. Il “mandato corto” imporrà a tutti un impegno assiduo e proficuo da poter capitalizzare nella fase di ritorno al voto.

Bene, pur nella presumibile brevità dei termini, alcune cose potranno essere fatte subito, nei primi cento giorni di legislatura. Lo diciamo all’opposizione, che ci auguriamo esca al più presto dalla letargia che sembra averla colta all’indomani delle elezioni. Iniziative dal forte carattere simbolico, a partire da quella riduzione dei costi della politica così tanto sbandierata in campagna elettorale. Il primo taglio, quello maggiormente significativo, più che ai costi dovrebbe essere ai consiglieri, portando questi ultimi dai trenta attuali ai venti auspicabili viste le dimensioni microscopiche del Molise.

Insieme ad un segnale concreto sul fronte dei costi del Palazzo, la nuova opposizione potrà caratterizzarsi per altre iniziative a forte valenza simbolica oltre che pratica. Un passaggio, questo, che se compiuto darà il “tono” all’opposizione stessa, ovvero ci consentirà di capire se ci troviamo ancora una volta davanti ad una pattuglia di sfaccendati conniventi con la maggioranza o se, finalmente, qualcuno è intenzionato a sporcarsi le mani toccando argomenti tabù. Più che consiglieri in questo caso serviranno degli svuotalatrine, tanto è il lezzo che sale a smuovere certe fosse. In sostanza sono tre i temi sui quali l’opposizione dovrebbe intervenire tempestivamente attraverso la proposizione di altrettante commissioni d’inchiesta: ricostruzione, sanità, comunicazione istituzionale. In buona sostanza vorremmo capire che strada hanno preso i soldi che Michele Iorio ha gestito in verticale, praticamente senza alcuna forma di controllo effettivo da parte della politica e delle Magistrature competenti. Milioni di euro spesi per una ricostruzione ferma al 30%; milioni di euro sputtanati per una Sanità decrepita e deficitaria; milioni (presumibilmente) spesi in pubblicità contrabbandata per comunicazione istituzionale.

Il tema dei primi cento giorni da opposizione potrebbe essere questo: tagliare i costi del Palazzo e capire come Iorio, nelle precedenti due legislature, abbia speso i quattrini dei molisani e degli italiani. Ci sono tre materie che vanno indagate, tre campi minati che vanno bonificati, tre tabù che vanno esorcizzati, tre latrine che vanno scoperchiate. Ripetiamo: ricostruzione, sanità, comunicazione istituzionale. All’opposizione ci sono dodici signori che tra meno di dodici mesi si ripresenteranno ai molisani per chiedere nuovamente un voto di preferenza. Sono loro che dobbiamo tenere d’occhio, non la maggioranza farlocca che sta attorno a Iorio. Vorremmo un’opposizione seria e pugnace, non la solita “Casa del dilettante” a cui pare i molisani siano condannati.

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