E caddi come corpo morto cade….

di Franco Valente

Dopo i risultati delle primarie del centrosinistra molisano, che hanno visto il trionfo di Paolo Di Laura Frattura e la sonora bocciatura dell’ex Presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio (4° su cinque candidati), proprio quest’ultimo ha preso una decisione clamorosa: non appoggiare Frattura e ritirarsi – momentaneamente – dalla politica. Le reazioni sono state diverse, quella dello storico Franco Valente, che ci scrive una lettera di riflessione, la più pungente.

Gian Mario Fazzini ha pubblicato alcune note sull’abbandono della politica (dice momentaneo) di Nicola D’Ascanio e Nicola D'Ascaniovorrei fare anche io qualche considerazione.

Stare in politica non significa far parte di una società di mutuo soccorso. In politica bisogna stare molto attenti a non sbagliare percorsi. Probabilmente se i politici leggessero un po’ di più, perdendo meno tempo a guardarsi allo specchio, farebbero meno errori.

Lo dico nel loro interesse.

Il problema di Nicola D’Ascanio non è la capacità di sintetizzare con acuti ragionamenti complesse problematiche politiche. Quando parla appare evidente a chi lo ascolta che dietro le sue argomentazioni vi sia una grande capacità dialettica.

Ma questo, per chi sta in politica attiva non basta. Bisogna avere la capacità di fare strategie e di regolare il proprio comportamento in funzione delle esigenze di chi deve sostenere le tue tesi politiche o le tue battaglie.

Nicola D’Ascanio, come Massimo Romano (che ha però la qualità del lottatore che non si scoraggia), non ha voluto capire che senza partiti non si va da nessuna parte.

Scalcinato quanto vuoi, ma ci vuole un partito entro il quale far valere le proprie ragioni.

Chi conosce la storia delle dottrine politiche sa che da un “movimento” si passa ad un “partito”. D’Ascanio, come Ruta, Romano, Astore e tanti altri, sono passati da un Partito ad un movimento, avviandosi inesorabilmente per una strada senza prospettive.

Da un periodo a questa parte anche i veterani della politica si sono fatti prendere dal berlusconismo individualista. Con la differenza che Berlusconi ha utilizzato imponenti quantità di soldi ed organici poteri occulti, mentre nella periferia politica della nostra regione si lavora come artigiani del consenso.

D’Ascanio ha sognato di cambiare il mondo molisano come quegli artigiani che sono convinti di aver inventato il moto perpetuo.

Il moto perpetuo non esiste, ma molti politici non capiscono questa legge della fisica.

In politica, come in fisica, quando un corpo perde la sua spinta iniziale comincia a rallentare e inesorabilmente cade. Chi esce dalle traiettorie della storia si trova fuori e, se si ferma, cade definitivamente.

In politica non esistono soste momentanee e, soprattutto, non ti chiama nessuno a dirigere una lotta. Allora si deve avere il buon senso di passare il testimone ad un altro, senza la pretesa di essere indispensabili. Nella storia tutti sono necessari, ma nessuno è indispensabile!

“Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade.”

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