Di Pietro: “In Molise una P3 simile alla P2”. E il Pd dorme.

Di Pietro si è accorto del Molise: dopo aver paragonato Iorio a Riina, parla di sistema piduista in Regione, di P3 uguale alla P2. E il Pd? In coma profondo.

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di Carmine Gazzanni

In Molise c’è un sistema piduista, una P3 pure in Molise, che poi non è tanto dissimile dalla P2”. Con queste parole sabato a Campobasso, nel corso della manifestazione “Via Dracula dal Pronto Soccorso. No a Iorio Commissario della Sanità”, Antonio Di Pietro ha continuato il suo attacco a distanza a Michele Iorio e alla sua gestione fallimentare.

Attacco  che oramai si protrae da giorni, da quando, ricorderete, nel suo intervento alla Camera l’ex pm aveva paragonato il Governatore a Totò Riina. Ancora un volta, dunque, l’Italia dei Valori è scesa in piazza per dire basta alla politica clientelare e ai personalismi che stanno spingendo il Molise verso un baratro: “Non ci sto a farmi dare del molisano fallito per colpa di un bancarottiere politico, perché Iorio questo è: un bancarottiere politico”.

Presenti alla manifestazione, oltre all’Idv, partito che si è fatto promotore dell’iniziativa stessa, anche il Senatore Astore, Natalini (SEL) e Terzani (Verdi). A parlare sul palco anche Augusto Massa che ha insistito sull’importanza della coesione di “tutti i partiti di centrosinistra”. Il riferimento, neanche tanto velato, era al suo stesso partito di appartenenza, il Partito Democratico, grande assente ingiustificato alla manifestazione di ieri. E non è finta: Danilo Leva sabato non solo non era presente a quello che è stato ribattezzato il “No Iorio Day”, ma si è anche impegnato a chiarire subito una questione, data la partecipazione alla manifestazione, come detto, di Augusto Massa. Si legge, infatti, in una nota ufficiale del PD: “Si specifica che la presenza di Augusto Massa al comizio dell’Italia dei Valori è a titolo personale e non impegna il Partito Democratico che non ha aderito alla manifestazione”. Insomma, dal Pd è arrivato un no secco alla manifestazione. La domanda è scontata e lecita: perché il Pd non ha voluto partecipare?

Tanto più se leghiamo la non-partecipazione del Pd ad alcune dichiarazioni di alcuni giorni fa di Leva stesso.

14 settembre 2010. “Il presidente Michele Iorio, nella sua qualità di guida istituzionale e nella doppia veste di commissario ad acta, non può continuare a fare finta di non aver governato, fino ad oggi, la Sanità che si accinge a razionalizzare […] Che credibilità ha oggi l’attuale Presidente  nel rivendicare il ruolo di strenuo difensore della sanità pubblica e privata nel Molise quando tutto ciò che sta accadendo ha origine nel modo dissennato di gestire  le risorse pubbliche? I dieci anni di governo Iorio hanno prodotto soltanto sovrapposizioni di funzioni, duplicazioni di reparti e sovradimensionamento delle strutture amministrative. Trovo immorale che chi ha causato lo stato delle cose esistenti, oggi, pretenda di passare come il moralizzatore o pretenda, peggio ancora, di  trasformarsi nell’artefice del cambiamento: non è possibile e noi non lo consentiremo”.

21 settembre 2010, dopo il dibattito monotematico sulla sanità. “Ancora una volta abbiamo ascoltato le solite enunciazioni di principio, una serie di dichiarazioni di intenti, come se fossimo fermi a dieci anni fa, quando il governo regionale avrebbe davvero dovuto compiere quelle scelte che oggi non riesce a partorire […] Non ci resta che sottolineare, quindi, come nonostante l’intenzione delle opposizioni di ascoltare e confrontarsi su un tema così delicato come quello della sanità, il governo regionale continua a non affrontare gli argomenti centrali del dibattito”.

E’ evidente, a questo punto, la contraddittorietà tra teoria e prassi da parte del “giovane vecchio” Leva che, a parole sembra contrastare l’operato di questo Governo, ma nei fatti pare essere restio a dare una svolta. Come si può, infatti, affermare che “noi non consentiremo” a far passare Iorio come “moralizzatore” dato che in questi lunghi dieci anni altro non è stato che carnefice, e poi non partecipare alla manifestazione che concretamente mostrerebbe questa presa di posizione (presa di posizione che dunque si ferma solo a livello teorico)? Come si può, ancora, insistere sull’ “intenzione delle opposizioni” di confrontarsi e, dunque, di trovare un fronte comune, e poi non prendere parte all’evento che avrebbe testimoniato una coesione che ancora inevitabilmente manca? Chiaramente se qualcuno (Leva su tutti) volesse rispondere a queste domande, noi saremmo lieti di stare a sentire e, perché no, lasciarci convincere qualora le motivazioni siano fondate e legittime. Ma, ci spiace, proprio non ne troviamo noi da soli.

Insomma, se alla vigilia del “No Iorio Day” pareva esserci una buona probabilità che il centrosinistra potesse riunirsi attorno a figure forti della politica molisana (una su tutti, il Senatore Astore), ora tale possibilità pare allontanarsi più che mai. E’ inutile rimanere legati a progetti futuri quando la realtà sbugiarda ogni possibile nuova idea: si può parlare finchè si vuole, ma al momento il centrosinistra non gioca unito, non è coeso e si rimane legati a quelle divisioni che, negli ultimi due anni, hanno regalato il Molise a Iorio e i suoi amici.

E qual è la conseguenza di tutto questo? Nessuno dall’altra parte si preoccupa di affrontare i problemi reali del Molise (uno su tutti proprio la sanità)  perché vive nella certezza (fondata) che nessuno seriamente e concretamente può mettere in pericolo una così forte leadership.

Un esempio? Da oggi comincia la festa regionale del Pdl Molise, vediamo il programma. Tre i convegni previsti. Nel primo (oggi a Campobasso), alla presenza dei big della politica molisana e nazionale (tra gli altri Gaetano Quagliariello) si parlerà della “nuova questione meridionale tra risanamento e federalismo”. Nella seconda giornata, a Isernia, si parlerà si di difesa istituzionale e rilancio del territorio, con particolare attenzione proprio al territorio della provincia isernina. E infine a Termoli il primo ottobre, alla presenza di Altero Matteoli, si discuterà di lavori pubblici. Risultato: tutte questioni secondarie al dramma sanità.

Risultato: da una parte si rimane eternamente divisi e dunque inoffensivi; dall’altra ci si comporta come se il problema non esistesse, preferendo parlare di “federalismo e risanamento” e non della possibile chiusura di centri ospedalieri ad esempio. Se il Molise si trova in questa condizione, la responsabilità (e la colpa) non  è imputabile solo a Michele Iorio, ma anche a quanti hanno permesso che ciò avvenisse.

Ogni concessione al male è una complicità nel male”. A parlare era Lucio Anneo Seneca.

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