CORRUZIONE/Frattura, Di Pietro, Romano e Leva accettano la sfida di Musacchio: ora la Commissione

Nell’intervista che ci ha rilasciato, il Professor Vincenzo Musacchio sottolineava l’esigenza in regione di una “una Commissione Anticorruzione. Se servisse – aveva poi aggiunto – aiuterei gratuitamente alla sua formazione”. L’appello, che Infiltrato.it rilancia, sembra già essere stato accolto da Paolo Di Laura Frattura. Il Molise  può essere la regione pilota in Italia nella lotta alla corruzione? Come e cosa hanno risposto i consiglieri regionali interpellati? A rispondere alle nostre domande, oltre a Frattura, anche Romano, Leva, Di Pietro e il consigliere regionale dell’Adc Riccardo Tamburro. Ora tocca proprio a loro, alla politica: serve una proposta di legge.

 

di Alessandro Corroppoli

corruzione_1Due giorni addietro sulle pagine di Infiltrato.it il professor Vincenzo Musacchio – professore di diritto penale all’Università del Molise, ricercatore all’Università di Napoli e all’Istituto tedesco Max Planck, ex consigliere del Consiglio dell’Unione europea in materia di traffico di esseri umani, consulente in materia penale iscritto all’Albo Esperti della Commissione Europea, da poco premiato a Bruxelles per una ricerca sulla corruzione nella Pubblica Amministrazione – ha proposto la costituzione di una Commissione regionale Anticorruzione.

Una Commissione che sarebbe la prima in Italia (in Europa, invece, è stata adottata solo in Olanda nella regione dell’Utrecht, e in Francia, nella Loira a Nantes). Solo la Sicilia presenta nel suo ordinamento giuridico qualcosa di simile, ma riguarda anche il crimine organizzato ed è composta da politici (molto spesso, controllore e controllato).

Cosa, questa, che non accadrà in Molise se l’operazione dovesse andare in porto secondo i vincoli posti dal docente di Portocannone. Infatti la prerogativa di Musacchio è sì la costituzione di una Commissione Anticorruzione ma formata da un alto numero di cittadini, esperti del settore e controllori, ma non da politici. Specie per una regione come il Molise dove il reato di corruzione è aumentato del 300%.

Il Molise infatti, stando ai dati dell’Alto Commissariato Anticorruzione, è tra le prime cinque regioni con il più alto tasso di denunce di reati collegati ai fenomeni corruttivi per ogni mille dipendenti pubblici. Inoltre, primeggia a livello statistico anche per quanto concerne il reato di abuso d’ufficio con un alto tasso di denunce e ben 53 reati commessi (+40%).

Ma quale sarebbe lo scopo, il fine di una Commissione Anticorruzione? “Lo scopo ultimo della Commissione dovrà essere l’elaborazione di un Codice Anticorruzione sulla falsa riga di quelli già vigenti in molte regioni dei Paesi europei tra cui Germania, Francia e Olanda per citarne solo alcuni. Il Molise potrebbe essere all’avanguardia in questo settore: perché non essere tra i primi in Italia? Lancio la sfida alla politica tutta ed in primis al Presidente della Regione Molise”. (Vincenzo Musacchio)

Il primo in ordine di tempo a rispondere all’appello del docente universitario, contattando egli stesso la nostra Redazione, è stato il leader del centrosinistra Paolo Di Laura Frattura il quale si è mostrato entusiasta dell’iniziativa. “Vorrei aggiungere che la lotta alla corruzione non è importante solo da un punto di vista morale ed etico, ma anche da un punto di vista meramente economico. Lo scorso martedì il senatore Nicola La Torre (intervenuto durante il convegno dedicato al Mezzogiorno d’Italia organizzato dal  Partito Democratico a Campobasso, ndr) non solo giudica giusto ai fini etici e morali combattere la corruzione ma anche economico dato che la corruzione va ad incidere con un  bel 4% il Pil”.

Ovviamente era nostro interesse sapere se il leader del centrosinistra molisano fosse solo incuriosito dalla proposta di Musacchio oppure se il suo entusiasmo fosse concreto. Ed allora senza tanti giri di parole gli abbiamo chiesto: si farà portavoce della proposta di costituzione di una Commissione Anticorruzione in Consiglio regionale? Certo che lo farò. Come ho premesso poc’anzi la lotta alla corruzione diventa fondamentale anche per la crescita economica di un territorio. Il Molise, la regione che ambisco a governare, stando ai dati ufficiali che il professor Musacchio ha riportato, è una delle terre più afflitte e colpite dal fenomeno”.

Giusta riflessione. Ma ha letto nel dettaglio i vincoli imprescindibili consigliati da Musacchio su cui deve basarsi la costituzione della commissione stessa? Le ripeto le stesse parole che ha utilizzato il professore nella sua risposta alla nostra intervista: “Credo che ne dovrebbero far parte esperti del settore,  soprattutto i cittadini e membri delle autorità di controllo. Escluderei i politici”. È ancora entusiasta? Ha sempre voglia di essere il megafono regionale dell’iniziativa? Durante la campagna elettorale dell’ottobre del 2011 – continua Frattura – ho sempre detto che se fossi stato eletto Presidente sarei salito negli uffici della regione con la scopa per spazzare via il marciume che c’era. Una metafora forte per dire che le mie intenzioni,  e quelle della mia squadra,  erano di voltare pagine e scriverne una nuova. Lo stesso spirito mi accompagna ora. Istituire una commissione regionale anticorruzione è fondamentale per l’intero patrimonio socio-economico regionale”.

Quindi è d’accordo con la proposta di Musacchio? Le parole di Frattura non lasciano scanso ad equivoci: “Sono in perfetta sintonia su tutta la linea d’impostazione di Musacchio. Io credo, sono convinto, che il politico debba pianificare e ingegnarsi nella maniera migliore per rendere superiore il livello di vita del cittadino, ma non può assolutamente entrare a far parte di un organo che si prefigge il controllo dell’operato della Pubblica amministrazione. Sarebbe in un evidente conflitto d’interessi”.

Speriamo che dalla parole si passi ai fatti. Fatti che oggi vedono una regione afflitta dalla piaga della corruzione nella pubblica amministrazione: ai  reati di abuso d’ ufficio sono iscritti (e condannati) le più importanti figure politiche regionali. A seguire le orme dell’ex Presidente di UnionCamere diversi consiglieri regionali che tra aperture totali e qualche titubanza così si sono espressi.

Il più entusiasta è stato senz’altro il leader di Costruire Democrazia Massimo Romano. Il quale ha condiviso in toto il progetto del luminare di diritto :“Ho grande stima del professor Musaccchio. La sua persona ha tutta la credibilità e la possibilità di portare a termine tutto questo. Va bene il suo progetto e se necessario gli posso dare il mio aiuto  personale e istituzionale offrendogli anche tutti  i documenti  delle denunce del malaffare che ho portato avanti fino a questo momento.

Più cauto – anche se ottimista – il segretario e consigliere regionale del Partito Democratico Danilo Leva:   “L’idea della commissione anticorruzione va bene. Su questo  argomento ci dobbiamo dotare di strumenti legislativi stringenti. Seguendo anche i disegni nazionali. Immaginare organismi di controllo sui reati va bene anche sapendo che la politica ne rimane fuori”.

Per la maggioranza regionale di centrodestra ha parlato il consigliere regionale dell’Adc Riccardo Tamburro il quale si è mostrato curioso sulla questione, ma ha anche assicurato di studiare a fondo la questione per vedere in quale modo può essere utile alla società molisana:Una serie di controlli sugli atti pubblici – ha aggiunto – esiste già ed è basata sul controllo sulla trasparenza degli atti pubblici. Si dovrebbe capire in che modo il nuovo progetto si può incastrare sull’esistente”.

Infine Cristiano Di Pietro, consigliere regionale dell’Italia dei Valori si esprime in maniera favorevole e non perde occasione per sottolineare che “chi ha la coscienza a posto non deve aver paura di nulla”.

Credo che il politico che non ha nulla da nascondere non possa che essere favorevole a questo genere di iniziative. Sono per  la trasparenza totale e normative che lo permettono. Tutto questo seguendo un principio  che mi ha insegnato mia nonna secondo il quale se male non fai, paura non  devi avere. Per me non ci sono problemi e in questo contesto si possono inserire organismi di controllo già esistenti”.

Vincenzo Musacchio, dunque, ha lanciato la sfida della legalità all’intero panorama politico molisano. Il primo a raccoglierla in ordine di tempo è stato Paolo Frattura. A seguirlo diversi consiglieri regionali di estrazione politica diversa. Il Molise potrà diventare la regione pilota in Italia nella lotta alla corruzione? I politici metteranno da parte, per una volta,  la cura del proprio orto elettorale per coltivare l’interesse della legalità e della trasparenza?  Staremo a vedere.

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