COPPIE DI FATTO/ Storia di ‘ordinaria’ omosessualità

A.M. ha 25 anni e convive da anni con il suo compagno a Termoli. Loro sono una famiglia di fatto che vive nell’ombra: nessuna effusione e tanto meno abbracci fuori casa altrimenti piovono insulti e derisioni. Una coppia gay che, come tante in Molise, vive di nascosto certi sentimenti e non beneficia neanche dei diritti coniugali: niente matrimonio, un no categorico ai diritti di successione e nessuna possibilità di prestare assistenza sanitaria al partner. Scongiurata la possibilità di un probabile GayPride 2013 ad Agnone –in realtà la meta sarà Palermo- il piccolo centro alto molisano potrebbe diventare il primo comune della Regione ad indire il registro delle coppie di fatto per omosessuali e non. In un lembo di terra che resta ancorata a fenomeni conservativi e tradizionali, anche il Molise non può nascondere la realtà di unioni “di fatto” e l’aumento del fenomeno dell’omosessualità che conta circa 12 mila persone, di cui 7 mila donne.

di Maria Cristina Giovannitti

Matrimonio-gay-Forse gli agnonesi, ma i molisani in generale, non sarebbero stati ancora pronti ad accogliere il Gay Pride 2013, così come si vociferava; sicuramente troppo trasgressivo e troppo libero per una Regione che a singhiozzi cerca di stare al passo con i tempi. Intanto anche in Molise le coppie di fatto esistono e si diffondono così come in tutta la Penisola: secondo l’Istat sono in aumento del 15 per cento  rispetto allo scorso anno, in proporzione al calo dei matrimoni. Oggi la realtà è fatta di unioni tra separati, divorziati ed omosessuali che rivendicano gli stessi diritti di un coniuge: tutela per il partner, diritti per la successione, garanzie sanitarie. L’Italia, sede del Vaticano, ha sempre avuto uno Stato assente in tal senso, nonostante il fenomeno delle ‘famiglie ricostruite’ sia una realtà ben evidente. Il bel Paese è fanalino di coda dell’UE perché ancora non ha delle normative che regolino coppie gay: basti pensare che nel 1989 la Danimarca è stata il primo Paese a legalizzare i matrimoni omosessuali e la Francia, nel 1999, ha approvato i Pacs – le unioni civili.

E il Molise? Nella nostra Regione sono circa 12 mila le persone omosessuali, così come sono in incremento convivenze e famiglie ‘allargate’ per cui il registro delle unioni, seppur  sia una formalità senza valore legale, diventa un baluardo di libertà: un elenco comunale in cui si iscrivono due persone non legate da vincolo di matrimonio o parentela. La piccola cittadina alto molisana di Agnone è quasi pronta a stemperare i pregiudizi e conformarsi con il resto dei comuni italiani: a breve verrà discusso in consiglio la proposta di attuazione del primo registro molisano indicata – già tempo fa dalla Lega Sannita– dalla giovanissima consigliera del Pd Caterina Cerroni che ci dice «Ad Agnone abbiamo lanciato qualche articolo sull’istituzione del registro delle coppie di fatto presso l’anagrafe comunale e abbiamo cercato di capire ciò che ne pensano i cittadini e dato che sembrano, per la maggior parte, favorevoli siamo intenzionati a proseguire. Sarebbe un grande passo avanti per il nostro Molise e poi perché no, anche altri comuni».

Ma come viene vissuta l’omosessualità in Molise? L’abbiamo chiesto ad A.M., venticinquenne di Termoli. La sua è una storia raccontata con una timida e imbarazzata voce, una storia da ascoltare ma soprattutto da comprendere e rispettare.

 

Quando ti scopri omosessuale?

La mia storia è un po’ complicata. Non è il classico racconto di chi all’improvviso scopre di essere omosessuale. Tutto nasce da piccolo quando in famiglia ho subito delle molestie sessuali prima da parte di mio padre e poi di mio fratello. Con il tempo certe attenzioni cominciavano a piacermi. Mia madre non sapeva nulla, l’ha scoperto solo dopo, facendomi tante domande. Ero un testimone di Geova e quando ho cominciato a provare piacere per certe avance ho deciso di non testimoniare più e così sono stato dissociato. Mia madre voleva sapere per quale motivo avessi lasciato la religione e così le ho detto tutto.

E come ha reagito?

Ha accettato. Mio padre, invece, non lo sa. Lui e mia madre si sono lasciati per cui non fa più parte della mia famiglia. Del resto lui ha delle colpe verso di me.

Sei mai stato discriminato?

Tante volte ma spesso sono stato insultato e queste offese sono partite proprio dalla mia famiglia, primo fra tutti mio cognato. Altre volte sono i ragazzi della mia età che mi chiamano con disprezzo «frocio» e ti garantisco che sono parole che fanno male … ma poi passa.

Le tue esperienze sono con altri uomini molisani?

La prima si, è stata con un molisano. Diciamo che a me sono sempre piaciute persone molto più grandi infatti il mio attuale compagno ha 25 anni in più.

A Termoli, ma in tutta la Regione, è difficile conoscere altri ragazzi gay?

Non proprio. All’inizio si perché fino a quando non entri nel ‘giro’ non riesci a capire dove sono, dove s’incontrano. Tempo fa a Petacciato c’era anche una spiaggia diventata un punto di ritrovo e d’incontri anche sessuali. Con il tempo, però, è stata portata al degrado e così per ‘ripulire’ la zona hanno costruito un residence e un sottopassaggio così oggi è sempre meno frequentata.

Ed ora dove vi incontrate?

Usiamo internet. In Molise non ci sono locali.

Hai un compagno, convivete?

Si da un paio di anni anche se la gente del posto e i vicini non lo sanno, sospettano qualcosa ma non sono sicuri.

Quindi usciti di casa, fate finta di essere due amici?

Purtroppo si. Dico purtroppo perché questa cosa mi fa davvero soffrire soprattutto perché limita la mia libertà. Mi chiedo: perché le persone ‘normali’ –come si definiscono- possono far tutto ed io no? Io sono più menefreghista e camminerei anche abbracciato al mio compagno ma rispetto lui che è più timoroso dei giudizi e restio a queste manifestazioni pubbliche di affetto. In realtà la sua famiglia, suo padre, non lo sa che è gay, è una persona anziana e non capirebbe.

Sai che tu e il tuo compagno per lo Stato non esistete, non avendo nessun tipo di diritto di convivenza?

Si ed anche questa cosa è ingiusta. Io ho gli stessi diritti di un coniuge, vivo con la persona che amo.

Ad Agnone forse sarà approvato il registro delle unioni di fatto, per omosessuali e non, andrete ad iscrivervi?

Io vorrei farlo davvero, il mio compagno credo che non sia d’accordo, non vuole uscire allo scoperto.

Vorresti sposarti?

Si, sarebbe il mio sogno, Non vorrei avere figli ma credo comunque che i bambini possano crescere bene anche con una coppia gay. Non sempre un uomo ed una donna sono dei bravi genitori.

Chi sostiene le vostre lotte nella politica locale?

A parte Lorenzo Lommano di Lega Sannita che forse ci aiuterà ad aprire a Termoli un circolo ArciGay, nessun’altro. Non esistiamo per lo Stato e neanche per la politica locale.

Che speranze hai per la tua Regione?

Non buone. In Molise non c’è nulla, non ci sono locali, non ci sono movimenti di tutela ma la cosa limitante è che non si vogliono fare neanche progressi in questo senso. E questa è una storia davvero triste …


Ed è triste davvero che sia sempre la costa ad attivarsi di più mentre le coppie dell’entroterra, Campobasso e dintorni, sono abbandonate a loro stesse senza che nessun politico, nessun partito li tuteli in quanto cittadini normali. Una terra in cui il tempo si è fermato, come già avevamo detto.

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